"Perchè non rispondiamo al Giovin Signore?"
DARIO X FCINTERNEWS.IT
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le scrivo in merito agli attacchi di agnelli all'inter.
la cosa che mi lascia più perplesso è la mancanza da parte nostra di un atteggiamento comune e chiaro su questa vicenda, in ciò io vedo qualcosa che infonde dubbi nella pubblica opinione. mentre da parte loro ogni giorno leggiamo o ascoltiamo rivendicazioni sulla loro innocenza (e contemporaneamente attaccano l'inter), da parte nostra c'è solo il silenzio, o al massimo qualche battuta del presidente moratti, o del capitano zanetti. questa situazione è sconveniente nell'odierno panorama della comunicazione mediatica. ci sono persone che sono convinte che l'inter facesse le stesse cose che faceva la juventus e che i due scudetti dovrebbero persino tornare nella loro bacheca. loro sono abituati ad accatastare titoli senza valore, ma il punto non è questo. l'inter dovrebbe mettere sulla bilancia semplicemente la verità: agnelli spieghi perchè nel 1994 presero un ds non per meriti sportivi, ma dopo che era appena stato coinvolto sino al collo nello scandalo delle prostitute agli arbitri. ricordiamo che dal 1994 al 1998 la sentenza definitiva di un tribunale di uno stato libero e democratico ha detto chiaramente che la juventus si è macchiata di frode sportiva attuando un piano criminoso. e ripercorriamo i tempi e i fatti dal 1998, che ci sarebbe da scrivere interi libri... chi è stato tifoso dell'inter nel 1998 sa benissimo che calciopoli nasce proprio per bloccare l'inter, poichè l'acquisto di ronaldo rischiava di far saltare gli equilibri anche commerciali tra juventus e milan, e sa che a partire da quel momento e per diversi anni a venire, la juventus mise le mani sull'intero calcio italiano. per fare questo basta riprendere filmati, testimonianze dirette, sentenze e quant'altro. insomma è intollerabile sentire che la juventus rivendica 29 scudetti, quando la verità dice chiaramente e inequivocabilmente che questi scudetti sono soltanto 22, ed è intollerabile che la vittima (l'inter) passi per essere il carnefice.



