Zarate: "Moratti persona splendida, vorrei restare"



© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Il protagonista di oggi a Click, trasmissione di Inter Channel, èMauro Zarate: dieci scatti per raccontare la vita di un calciatore. La prima foto ritrae Mauro Zarate all'età di tre mesi, "un bambino molto vivace, per farmi dormire dovevamo portarmi in giro - racconta -, e così è anche mia figlia! Ho cominciato a giocare a calcio a 4 anni, in famiglia eravamo tutti fratelli, tutti calciatori, sia mio nonno che mio padre giocavano a calcio quindi sentivo un po' una responsabilità, la pressione si sentiva. Mio padre era sicuramente quello più critico". Poi si palla all'esperienza al Velez: "Quando sono arrivato in prima squadra ho trovato mio fratello, mi ha fatto l'assist per il primo gol avevo 16 anni, è stato bellissimo. Ho vinto poi il titolo di capocannoniere molto giovane, una bella esperienza. Così piccoli è difficile tenere i piedi per terra, certo dipende dalla persona, da dove vieni, dalle persone che hai intorno".
Quindi la chiamata della Lazio: "Tanti argentini sono arrivati in Italia prima di me, Roma poi è una città bellissima, la gente fantastica, sono arrivato in un momento in cui il club vinceva poco ma la gente era sempre molto calorosa. E lo si vede anche nei derby. Io vivevo ai Parioli, in centro. Il Qatar è stata invece la prima esperienza fuori dall'Argentina, all'Al-Sadd Sports Club, lì il calcio è simile, mi sono catapultato in un altro mondo, un'altra cultura ma con il calcio sempre comun denominatore. Lì la mia giornata tipo, al di fuori degli allenamenti, era spiaggia il sabato a giocare con gli amici, la sera si usciva, spesso cercando locali con aria condizionata anche di notte. Faceva molto caldo, il calcio comunque era molto presente, hanno da poco vinto la Coppa d'Asia, una buona squadra.
Anche l'esperienza di Birmingham è stata molto bella, positiva. Poi la chiamata dell'Inter. Non ne sapevo niente, anzi è stata mia moglie ad avvisarmi per prima, non mi era mai successo. Solo in Italia la tv sa più di dirigenti e calciatori, mia moglie l'ha appreso dalla tv. Sono contento di essere qui e spero di restarci".
Si passa al rapporto col il gol: "Il momento della squadra non è ottimale, ci sono tanti alti e bassi. Gol o assist? Sceglierei sempre il gol! E' una grande gioia... Il gol cui sono più legato? Quella di coppa Italia con la Lazio, e quello nel derby... Il rapporto con Moratti? Una persona sincera, eccellente, per me conta tanto. Di persona è come mi aspettavo, anzi forse anche meglio di quanto potessi immaginare".
Nazionale: "Ho cominciato con Under 15, Under 17, 20, tutta la trafila ma mi manca la nazionale maggiore. Un buco. Non conosco giocatori argentini che giocano nella Lazio, nell'Inter e non vengono chiamati in Nazionale. Continuerò a lavorare per questo sogno. Maradona è Dio per me, amato dal popolo, il numero, ha vinto tanto col Napoli da solo e con la Nazionale da solo.
Le mie donne? Mia moglie e mia figlia, la piccina si muove fin dalla pancia, non ha mai smesso di muoversi, è incredibile. Mia moglie l'ho conosciuta in un bar ma non siamo riusciti a parlarci, c'era troppo rumore. Poi ci siamo confrontati per qualche tempo e quando mi sono trasferito a Roma lei mi ha raggiunto. E lì è iniziata al grande storia d'amore e il matrimonio".