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Moratti: "Curva libera di contestare. Ora rifletto, è normale. Strama meritava..."



Fonte: Dall'inviato a San Siro
All'uscita dallo stadio, Massimo Moratti ha commentato con amarezza la sconfitta rimediata dall'Inter contro la Roma.FcInterNews è presente e ha raccolto le sue dichiarazioni: "Ho fatto un discorso ai giocatori per dir loro che hanno fatto il possibile. Ma era una situzione al limite sotto tutti i punti di vista considerando che abbiamo perso Cambiasso poco prima dell'inizio della partita. Abbiamo giocato un buon primo tempo, mi sono piaciuti anche i nuovi che si sono ambientati. Si sapeva che se la Roma avesse segnato, la situazione sarebbe stata difficile ma i nostri hanno giocato fino all'ultimo. La contestazione? Ognuno può esprimersi, compresa la Curva. La realtà ti mette nella condizione di fare cose diverse. Riflessioni? Ci sono, è normale, mancano sei partite e speriamo di avere un numero sufficiente di giocatori"
Si passa al capitolo Stramaccioni: "Se meritava di giocarsi le sue chances con la squadra al completo? E' un discorso che vale per chiunque allenatore e qualunque squadra. Bisogna valutare quali sono le nostre colpe, considerando gli 11 pesanti infortuni", le parole del numero uno nerazzurro.

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"Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare..."



Un atto incondizionato d’amore. Un segnale preciso: sempre e comunque al fianco dei ragazzi. La Nord interista ieri sera con un’altra coreografia da urlo ha ribadito la sua primazia cittadina. Un derby vinto sugli spalti. Quanto meno sotto il profilo della coreografia. Sì, perché la citazione di “Gabry” famoso successo di Vasco Rossi (“Mi fai tremare il cuore…mi fai smettere di respirare”) a corollario di un mare di bandierine biancorosse su sfondo nerazzurro, è un’altra bella pagina per il tifo interista. La Nord ribolle di passione sin da almeno due ore prima del fischio d’inizio. Partono i primi cori, partono gli sfottò. Ma il clima è assolutamente in linea con quello delle altre stracittadine. Rivalità, a volte anche dura, ma niente di più. Nessun striscione volgare contro Mario Balotelli. Solo slogan e insulti assolutamente prevedibili. Balo provoca fin dall’inizio è l’ultimo volutamente ad abbandonare il campo al termine del riscaldamento. Avrebbe potuto uscire confuso tra i suoi compagni. E invece no. Il 45 rossonero è così. Uno che sfida quello che fu il suo pubblico. La Nord per tutto il primo tempo si dedica esclusivamente ai suo beniamini. Massimo sostegno ai ragazzi di Stramaccioni, benché  la prima sezione di gara non sia delle migliori. Ma grande è la soddisfazione per le parate di Super Samir Handanovic. E’ lui a dire tre volte no a Balotelli. SuperMario inizia a innervosirsi, sbrocca, Zanetti lo bacchetta dopo un suo gestaccio verso il pubblico.
Nei secondi quarantacinque di gioco la Nord composta sino a quel momento non ci sta più. Non ci sta a farsi zittire da quel ragazzo  un po’ ingrato verso quella maglia che gli ha dato fama e successo, così come recita uno striscione.
“Balotelli figlio di p…”, il coro diventa un mantra che sale dalla pancia del Meazza e che accompagnerà i supporter nerazzurri fino all’uscita.
A completare la festa ecco arrivare inaspettato il gol del Galgo Schelotto. La Nord esplode di gioia. Sulla Sud che aveva già pregustato la vittoria cala il silenzio. Addirittura nel finale i ragazzi di Strama rischiano di vincere. Una discesa del Capitano al ’92 sulla fascia esalta la folla. Il Guaro e Schelotto fanno sussultare il popolo nerazzurro. Ma va bene così parafrasando ancora il grande Vasco.

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GUARDA IL VIDEO - Ecco il gesto volgare di Balo ai tifosi interisti

fonte: fcinternews.it

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
In tanti non avevano capito, ma poi l'inviato di Sky Alessandro Alciato, nel post-gara, aveva svelato l'arcano: "Balotelli ha reagito con un gesto piuttosto volgare ai cori avversi dei tifosi dell'Inter". Balotelli era già stato rimbrottato in campo da Zanetti, quando aveva portato il dito sulla bocca per zittire il tifo avversario. Poi ecco il fattaccio, immortalato nel video che vi proponiamo

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Gesto volgare di Balotelli verso la Curva Nord ieri sera. E adesso...


Fonte: Sky
© foto di PHOTOVIEWS
Arriva direttamente da Sky il racconto di un brutto gesto di cui si è reso protagonista Mario Balotelli nel secondo tempo. Preso di mira dai tifosi interisti, l'attaccante del Milan si è voltato verso la Curva Nord rivolgendosi in maniera volgare con un gesto descritto dall'inviato Alessandro Alciato. Adesso si attendono le eventuali sanzioni da parte del giudice sportivo.

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Inter-Verona, ecco perché si è rotto il gemellaggio

FONTE: FCINTERNEWS.IT

Un ‘patto d’amicizia’ nato negli anni ’80 e poi via via consolidatosi. Non va disconosciuto il fatto che dietro alla fede calcistica ci sia sempre stata una matrice politica comune. Sia la Curva Sud dell’Hellas Verona, così come la Nord interista sono da sempre orientate a destra. Nella seconda metà degli anni ’80 con l’arrivo in Curva Nord degli Skins – gruppo con simpatie dichiaratamente neofasciste -  il sodalizio diventa ancora più forte. I legami tra le Brigate Gialloblu veronesi e l’Azione Skinhead Veneto sono noti da tempo d’altra parte così come le frequentazioni extracalcistiche. E’ così che non è un caso che quando nella stagione 1990-91 l’Inter debba affrontare in campo neutro il primo turno di Coppa Uefa – in quell’annata gli uomini del Trap solleveranno al cielo nella finale di ritorno dell’Olimpico contro la Roma un trofeo continentale che mancava nell’allora bacheca di piazza Duse dalla metà degli anni Sessanta -  si scelga come sede per la partita proprio il Bentegodi. La gara di ritorno con il Rapid di Vienna finirà 3 a 1 per i nerazzurri. E da lì partirà la lunga cavalcata. Da Milano un vero e proprio esodo ma quella sera in Curva con gli interisti tantissimi tifosi veronesi. 
Accanto al legame “politico” c’è comunque anche quello sportivo. Chi può d’altronde può dimenticare la “fatal Verona” per i cugini rossoneri? Ed è così che proprio in quegli anni al Bentegodi il Milan di Sacchi inciampi e perda un altro scudetto. I motivi della rottura tra le due tifoserie debbono allora ritrovarsi più avanti. Si arriva, infatti, alla fine degli anni Novanta. L’Hellas, va detto, in tutto quel periodo naviga tra la seria A e la serie cadetta. Ma nella stagione 2001-02 i veronesi si trovano nella massima competizione (retrocederanno al termine della stessa). Tra le due curve succede qualcosa. Che, ancora una volta, ha a che fare con la politica e l’intolleranza. Mentre nella Nord interista gli Skins praticamente spariscono. Il gruppo si era sciolto da tempo, per molti di loro scattano i provvedimenti restrittivi della Digos e, di fatto, rimangano pochi cani sciolti poi assorbiti in altre piccole fazioni. Nella Curva Sud del Bentegodi le cose non vanno esattamente così. Anzi. Il ricambio generazionale tra i capi delle Brigate porta ad una svolta ancor più “integralista”. In quell’epoca in molte squadre italiane la presenza dei giocatori di colore è sempre più numerosa. Non mancano così negli stadi di tutta Italia gli odiosi ‘buu’. Verona brilla in tal senso. Addirittura, quando, l’Hellas acquista un giocatore di colore in Curva Sud spunta un fantoccio ‘impiccato’ con la maglia di quel malcapitato. Un gesto che provocherà sdegno in tutta l’opinione pubblica.
Così, stavolta, capita che gli insulti e gli ululati di scherno siano anche per quella che era l’Inter di Ronaldo, allenata dall’hombre vertical al secolo Hector Cuper e poi caduta sciaguratamente in quel maledetto 5 maggio del 2002. Da allora è guerra aperta tra le tue tifoserie. Con l’Hellas Verona finito nel calcio minore e addirittura retrocesso in Serie C le occasioni di ‘confronto’  diventano pressoché nulle. Ecco perché la gara di martedì prossimo è così sentita.  Dopo un decennio le due formazioni tornano ad affrontarsi in un match che conta ad eliminazione diretta. La Nord prepara il ‘comitato d’accoglienza’ ai veronesi che come ha annunciato il sito della società nerazzurra proprio in queste ore arriveranno in massa a San Siro. Cinquemila biglietti del terzo anello blu polverizzati e molti che arriveranno alla spicciolata aggregandosi all’ultimo minuto. Insomma, dopo la notte con il Partizan, il Meazza si appresta a vivere un altro match ad alto rischio per l’ordine pubblico.

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Guaro da urlo: la Curva Nord si scalda così

FONTE: FCINTERNEWS.IT

© foto di www.imagephotoagency.it
Milano – Inter -Napoli è molto più di una partita di calcio. Per le opposte tifoserie è prima di tutto Milano contro Napoli. Due stili di vita, due culture, pezzi d’Italia spesso agli antipodi che si affrontano. E’ stato così anche ieri sera. Il catino del Meazza, malgrado il freddo pungente torna a riempirsi perché la sfida è di quelle che contano. In ballo c’è il secondo posto e il ruolo, finora platonico, di ‘anti Juve’. La Nord già una buona mezzora prima del fischio d’inizio è piena. C’è una coreografia da organizzare per quanto le squadre scenderanno in campo. Su ogni seggiolino un cartoncino di diverso colore (nero, azzurro, bianco e giallo) che si dovrà alzare solo al segnale che arriva da chi è in balconata a ‘dirigere’ le operazioni. Dall’altra parte, i napoletani sono confinati al terzo anello blu. Ma il livello di guardia per l’ordine pubblico è alto. Tanto che i napoletani mischiati ai nerazzurri specie lungo il rettilineo del secondo anello arancio sono parecchi. Molti di loro son ben identificabili. Sciarpone biancazzurro e capellino sociale in barba agli interisti che, come da copione, non gradiscono.
Alle prime discese degli uomini di Mazzarri si sbracciano, si alzano in piedi. Alcuni di loro siedono proprio nei settori a stretto confine con la Nord. ‘Beccati’. Eh sì i ragazzi della curva li prendono di mira e inizia una sequela di insulti. Si va dal classico ‘Stanno arrivando i napoletani…’ al tam tam che come un mantra ribolle nella pancia di San Siro ‘Oh …odio Napoli…’. E’ così anche sulle rampe d’uscita, quando, gli ultras abbandonano i gradoni del Meazza in festa per la preziosa vittoria. Ma va detto, per amore della verità, che seppur qualche ‘spirito candido’ bollerà quel coro per razzista, non è così o, comunque, non del tutto. Perché nella particolare fenomenologia del mondo ultras interista lo stesso trattamento viene riservato agli odiati bergamaschi. Insomma, non sempre occorre fermarsi alle apparenze.
Intanto, la gara entra nel vivo. Lo stupendo gol di Guarin infiamma lo stadio. In curva è il delirio. Per tutto il primo tempo i ragazzi di Strama danno spettacolo. La Nord si sente e parecchio. I napoletani tranne qualche mugugno qua e là sono silenziosi. In curva ma anche nelle altre parti dello stadio in più di un’occasione c’è incredulità per le decisioni di Rizzoli. Il fischietto piemontese tollera un calcio duro. Cassano viene randellato a più non posso. Stesso trattamento per Guarin. Per la giacchetta nera va tutto bene. Salvo essere fiscalissimo con ‘Handa’. Il portierone nerazzurro si becca un giallo perché avrebbe ritardato la ripresa del gioco. Vabbè. Peccato che Berhami venga graziato più volte e prima di andare in giallo ne sistema un paio dei nostri. La gara comunque è intensa ma non cattiva.
La sensazione è che basterebbe qualche giallo preventivo per evitare falli inutili, oltre che pericolosi. Si arriva al 39' il gol del Principe ancora su bellissima imbeccata di Guarin fa venire giù lo stadio. I napoletani a questo punto sono ‘non pervenuti’. Le carinerie verso di loro e l’auspicio che il Vesuvio faccia la sua parte, costringono lo speaker del Meazza a ricordare che in caso di cori razzisti si può arrivare sino alla sospensione della partita con lo 0 a 3 a tavolino. Ovviamente, neanche a dirlo, la voce registrata viene subissata di fischi. La ripresa come spesso capita a noi nerazzurri diventa un calvario. Eh sì perché al 9' del secondo tempo Cavani la mette dentro. Gol per la verità contestato per fuorigioco. Le immagini chiariranno che gli interisti avevano ragione. Ma tanto basta per accendere il tifo partenopeo. Adesso si sentono, eccome. Si soffre e anche dal punto di vista del tifo ci si riorganizza e si prepara la controffensiva. 'Al 90' manca un’eternità e poi con Rizzoli vedrai che recupero”. La prima considerazione è un dato di fatto, sulla seconda, per fortuna siamo smentiti. Alla fine saranno solo 3’ di recupero.
Ma comunque occorre darsi una svegliata. Perché avanti così finisce che ci riprendono. E allora vai con ‘Forza Ragazzi’ e ‘Noi abbiamo l’Inter nel cuore!’. Una discesa arrembante di Capitan Zanetti sulla fascia destra sino alla bandierina di calcio d’angolo esalta la Nord e tutta la tribuna sottostante. E’ il segnale che ci siamo ancora. E  non molliamo. C’è ancora tempo per qualche brivido e per una bella azione di Palacio. IlTrenza fa tutto bene e chiude con un diagonale fuori di un non nulla. Quando il tabellone luminoso segna tre minuti di recupero in molti pensano che ci siamo. E’ fatta. E in effetti gli azzurri capiscono che è finita. Anche i loro tifosi sono ammutoliti. I nostri esultano. Alla fine il più classico ‘Tutti a casa’  e tutta la squadra guidata da Capitan Zanetti sotto la Curva a esultare. Va bene così. “Grazie Ragazzi”.

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GUARDA LA FOTO - La Curva contro Bergomi: "Basta, hai rotto"



Inattesa e netta presa di posizione dalla Curva Nord, ieri sera, controBeppe Bergomi. L'ex storico difensore e capitano nerazzurro, ora voce di Sky Sport, fa discutere per i propri commenti. E con lo striscione che vedete in foto, la Nord ha scritto: "Bergomi, basta! Hai rotto il c...".

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La Nord saluta Belgrado: "Chi non salta è rossonero"


Foto Articolo
Uno striscione dalla Curva Sud rossonera segnalato a Belgrado, il gemellaggio infinito. I tifosi dell'Inter giunti per la gara col Partizan hanno salutato a fine gara i tifosi avversari con un "chi non salta rossonero è", dopo la vittoria e il turno passato.

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La Nord saluta Belgrado: "Chi non salta è rossonero"


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Uno striscione dalla Curva Sud rossonera segnalato a Belgrado, il gemellaggio infinito. I tifosi dell'Inter giunti per la gara col Partizan hanno salutato a fine gara i tifosi avversari con un "chi non salta rossonero è", dopo la vittoria e il turno passato.

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E dalla Curva Nord arriva l'avviso alla Juventus...


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"Stiamo arrivando". L'urlo della Curva Nord dopo la vittoria sulla Sampdoria, ieri sera, è stato chiaro e limpido. Il cuore pulsante del tifo nerazzurro ha mandato un messaggio alla Juventus, direzione Torino, dove sabato sera ci sarà il big match che può valere il sapore di scudetto.

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E la Curva Nord gradisce: "Sì, vi vogliamo così"


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Un urlo, quello della Curva Nord, decisamente chiaro. Perché l'Inter vista contro il Catania ha convinto, e la Nord ha urlato a fine gara: "Vi vogliamo così, vi vogliamo così". Il messaggio alla squadra è chiaro...

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Ironia dalla Curva Nord: quando è entrato Abate...



© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
La Curva Nord non perde mai la vena ironica. E all'ingresso in campo diIgnazio Abate, ieri, nel derby, c'è stato un vero e proprio boato dai tifosi nerazzurri. Semplice il motivo, legato ovviamente ai suoi derby disastrosi in marcatura su Milito negli ultimi precedenti.

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