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Le pagelle - Handanovic torna super. Cuchu perfetto, Pasa da applausi. Guarin e Ricky giù


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HANDANOVIC 7 - Subito chiamato in causa dopo pochi minuti, risponde presente e para un tiro centrale. Si ripete dopo pochi minuti, gran tuffo su colpo di testa di Borriello. Fa ancoraSuperman su Bertolacci, a fine primo tempo. Dimenticate l'Handanovic impacciato contro la Lazio, ora Samir si rimette il mantello e torna super.
RANOCCHIA 6 - Barba incolta e pochi fronzoli. Andrea Ranocchia stringe i denti, gioca ancora un volta nonostante dei problemini fisici. Fa una partita attenta, precisa. Ma prima della fine è costretto a lasciare il campo. DAL 77° SPENDLHOFER 6 - E' all'esordio, ma non sente l'emozione. Rimedia una testata da Borriello.
CAMBIASSO 7 - Gioca da difensore centrale. Là dietro è un generale, dà ordini e imposta le avanzate. Si mette l'elmetto per coprire su Borriello e non sbaglia praticamente mai. E pensare che nelle ultime partite ha giocato anche da seconda punta.
PASA 6,5 - Gioca con la sicurezza di un veterano. Non commette errori, è sempre attento. Poi ha una buona tecnica, perché ha iniziato da centrocampista. Ma è da difensore centrale con capacità di impostare che può fare una buona carriera. In rampa di lancio.
SCHELOTTO 5,5 - In fase offensiva non si vede praticamente mai, pochi cross utili in mezzo. In fase difensiva ha clienti difficili come Antonelli e Vargas, non è facile ma soffre poco. Ancora imperfetto, è più lucido del solito. 
KUZMANOVIC 5 - Nelle prime partita con l'Inter aveva dato un'ottima impressione. Poi il calo, quasi improvviso. Sta tornando, piano piano, a buoni livelli, anche se è ancora imballato. Fa il suo, senza strafare. Ma è ancora troppo poco. 
KOVACIC 6 - Il genio non si discute. Incredibile la capacità di prendere per mano la squadra nonostante la giovane età. Contro il Genoa è più impreciso, sbaglia qualche passaggio: una rarità per lui. Un po' frenato dall'affaticamento subito in settimana, cala alla distanza. Ma nel primo tempo ha fatto qualche cavalcata delle sue.
NAGATOMO 6 - Si riprende la fascia come se non fosse mai andato via. Attivo, pungente, anche se non in grande condizione perché rientra dall'infortunio. Prova spesso i tagli, a volte non viene servito. Ma è sempre propositivo.
GUARIN 5 - Una tigre senza artigli. Quando ha la possibilità di pungere, non morde, non azzanna la preda. E' il Guarin in versione 'svogliato', non quello leader del secondo tempo contro la Lazio. Gioca sempre sulla trequarti, facendo la spola tra il centrocampo e l'attacco. Ma raramente trova la porta. DAL 83° BENASSI s.v.
ALVAREZ 5 - Andamento lento. Contro la Lazio era stato a due facce: gol e scivolone sul rigore. Contro il Genoa si vede solo parte negativa, non dà la scossa a una squadra piatta. Parte come sempre soprattutto da destra, ma non incide. DAL 60° CASSANO 6 - Ci teneva a rientrare, gli manca il campo. Non è al massimo, ma entra nel secondo tempo e fa bene, con la qualità di sempre.
ROCCHI 6 - E' praticamente invisibile per 60 minuti, poi arriva la fiammata: tiro di sinistro e traversa scheggiata. Gioca da unico riferimento offensivo e per questo non riesce mai a trovare spazio, a farsi vedere. Più vivo con Cassano in campo.
ALL. STRAMACCIONI 6 - Emergenza totale, soprattutto in difesa. Allora si rifugia nel 3-4-2-1, inventandosi una difesa a tre arretrando Cambiasso e inserendo il giovane Pasa. Cassano non è al meglio, allora decide di inserirlo solo nel secondo tempo. Il Genoa ha paura di perdere, si accontenta di un punto. Un pareggio che tutto sommato va bene anche all'Inter.
GENOA - Frey 6; Granqvist 6, Portanova 6, Manfredini 6, Antonelli 6; Rigoni 6,5, Matuzalem 6, Vargas 5,5 (dal 89° Moretti s.v.); Bertolacci 6; Borriello 6,5 (dal 86° Immobile s.v.), Floro Flores 6,5 (dal 75° Kucka 6). All. Ballardini 6.
ARBITRO: Tagliavento 6 - Una partita facile da gestire, l'arbitro non commette errori. Genoa e Inter si accontentano del pareggio, quindi il match non presenta particolari scontri o insidie.
ASSISTENTI: Di Liberatore 5, Padovan 5,5
GIUDICI DI PORTA: Doveri 6, Peruzzo 6

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Pagelle - Silvestre da calcetto, Alvarez ci prova. Samir merita altri compagni



HANDANOVIC 6,5 - La parata su Miccoli strappa qualche applauso persino al pubblico di casa. Le voci di mercato non lo distraggono, la concentrazione è sempre ai massimi livelli. Meriterebbe dei compagni all’altezza.
RANOCCHIA 5,5 - Del terzetto difensivo è il migliore, sempre che si possa usare questo termine. Soffre la rapidità di Miccoli ma salva un gol fatto anticipando Aronica nella ripresa. Eredita da Zanetti la fascia da capitano, probabile che rimarrà al suo braccio a lungo.
SILVESTRE 4 - Dopo l’errore che ha mandato in gol Ilicic il fantomatico scambio con Nocerino non appare più un’idea folle, anzi. Roba da calcetto il giovedì sera con amici che poi ti tolgono il saluto. Ilicic lo irride con un tunnel e lo fa ammonire, poi nell’area opposta spreca un gol fatto di testa (DAL 70’ GARRITANO 6 – Dà un pizzico di brio all’attacco nerazzurro, di certo rende più di Schelotto in quella fetta di campo che va a coprire).
JUAN JESUS 5 - Ilicic lo mette in difficoltà partendo dalla sua zona. Troppe volte gli va via accentrandosi, fino al fallaccio di frustrazione che Orsato potrebbe valutare più severamente di un giallo. Tra l’altro, non avesse segnato lo sloveno avrebbe regalato un rigore al Palermo per fallo su Miccoli un secondo prima.
JONATHAN 6 - Ha acquisito sicurezza, è evidente. Gioca molti palloni ma in difesa soffre le incursioni di Garcia. Prova anche la conclusione, quanto meno è propositivo. La strada è quella giusta.
ZANETTI 10 – Sarebbe da sv per il poco tempo in campo, ma merita il massimo dei voti per stima e incoraggiamento. Dal momento della sua uscita in barella, la partita è passata in secondo piano. (DAL 16’ SCHELOTTO 4 - Sembra che Stramaccioni ce l’abbia con lui. Non si spiegherebbe altrimenti il perché lo costringa a giocare da ala sinistra, lui che oggi faticherebbe persino sulla sua corsia. Molle e pasticcione, è in profonda crisi personale).
KOVACIC 5,5 - Un passo indietro rispetto alle ultime uscite, ma è preventivabile in un contesto che non lo aiuta. Perde dei palloni sanguinosi e per sua fortuna non paga dazio, ne gioca in modo propositivo tanti altri. Benino nella ripresa, ma non fa la differenza.
KUZMANOVIC 5 - Dovrebbe dare sostanza al centrocampo, si muove con lentezza irritante e si limita al compitino. In un periodo di crisi dovrebbe far valere fisico ed esperienza, ma naufraga più dei compagni (DALL’86’ FORTE SV).
PEREIRA 5,5 - Non riesce proprio a mettersi in evidenza. Fatica tanto dietro, aiuta poco Juan Jesus contro Ilicic e non dà supporto adeguato in fase di spinta, se non il minimo imposto dal sindacato. Non è così che si guadagna la riconferma…
ALVAREZ 6 - Gioca una buona partita, anche se per essere più efficace dovrebbe avvicinarsi alla porta. Sue le conclusioni più pericolose, compresa quella che spara alta a tu per tu con Sorrentino. L’unico che appare in grado di svoltare la partita.
ROCCHI 5,5 - Fa quello che può, sfiora la rete un paio di volte nel primo tempo e gioca di sponda nella ripresa. Stavolta però non è sufficiente.
ALL. STRAMACCIONI 5 - Paradossalmente, l’infortunio di Zanetti gli dà una mano perché rafforza la tesi dell’incolpevolezza. Se anche il capitano lo abbandona significa che la malasorte ha ottenuto la certificazione ISO9000. Prova a riordinare i residui dell’Inter che fu (perché Schelotto ancora a sinistra?) ma più del livello generale a fare la differenza sono le motivazioni. Neanche lui sembra averne più…
PALERMO: Sorrentino 6, Von Bergen 6, Donati 6, Aronica 5,5, Morganella 6, Barreto, Arevalo Rios, Kurtic, Garcia 6,5 (dall’80’ Nelson sv), Ilicic 7 (dal 72’ Hernandez, Miccoli 6,5 (dall’87 Munoz). All. Sannino 6,5.
ARBITRO: ORSATO 6,5 - Prestazione positiva, non ci sono molti argomenti di discussione salvo le classiche quisquiglie. Si perde però un calcetto di Von Bergen ai danni di Schelotto a terra. Non abbocca mai alle richieste di rigore dei padroni di casa ma nega più volte il giallo a Kurtic.
ASSISTENTI: Di Liberatore 5,5.- Cariolato 6.
GIUDICI DI PORTA:  - Banti 6 – Ciampi 6.

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GdS - Duncan da impazzire: "Ieri è stato gigantesco"


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Oltre a Bardi, prestazione eccellente anche per l'altro gioiello della Cantera nerazzurra, Alfred Duncan, che in Livorno-Vicenza, prima di uscire per infortunio, ha disputato una partita da applausi, meritandosi un 7,5 con questo giudizio dellaGazzetta dello Sport: "Il Livorno, sorretto a centrocampo dal gigantesco Duncan, ha dimostrato di avere qualità dei singoli nettamente superiori", si legge.

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GdS - Bardi fa l'Handanovic: 2 rigori parati e voto 9


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"Due rigori parati, 4 voli decisivi. L'Inter cerca un portiere? Ce l'ha già...". Così la Gazzetta dello Sport giustifica il 9 in pagella assegnato a Francesco Bardi dopo la bella prestazione di ieri all'Euganeo di Padova. Il portiere di proprietà dell'Inter e in prestito al Novara, oltre ad aver parato due rigori ai veneti, ha salvato la sua porta in diverse altre circostanze. Difficile imbattersi in un giudizio così positivo a un estremo difensore che esce con tre reti sul groppone, ma Bardi ce l'ha fatta. E in corso Vittorio Emanuele si fregano le mani.

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GdS - Olsen da paura ieri: è 7,5. Sugli scudi anche...


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Con una gran prestazione, l'Inter Primavera di Daniele Bernazzani supera la Roma compiendo così un passo importantissimo in chiave playoff. Anche la Gazzetta attraverso le sue pagelle ha premiato i nerazzurri: sugli scudi Patrick Olsen, un 7,5 che la dice lunga sulla sua gara. Il danese si è preso in mano le redini e la regia del centrocampo. 7 anche per l'esordiente Knudsen e per Spendlhofer.

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Pagelle Inter-Parma: Jonathan di un altro pianeta, Schelotto fa diluviare


HANDANOVIC 7 – San Samir colpisce ancora: tre interventi cruciali a salvare il risultato, più una traversa amica sul gran tiro a giro di Valdes. Determinante.
JONATHAN 7 – La partita contro la Roma pare avergli dato un’energia sin qui nascosta chissà dove: spinge, si propone, crossa. Sembra davvero provenire da un altro pianeta. Imperiale in occasione del gol di Rocchi: scatto sulla destra e assist vincente per il numero 18.
RANOCCHIA 6 – A tratti troppo leggero, per sua fortuna l’attacco del Parma vive a sprazzi. Schelotto gli toglie dai piedi un pallone d’oro scagliandolo su Mirante. Un po’ più sicuro nella ripresa.
JUAN JESUS 6 – Un’ora di difesa attenta e senza fronzoli sui vari Amauri e Biabiany quando tenta di accentrarsi, poi perde smalto e lascia qualche buco di troppo.
ZANETTI 6,5 – Lavora su una e sull’altra fascia mettendoci alcune pezze anche importanti. Onnipresente, infaticabile, sempre lucido. Peccato per quella bella occasione sprecata sul finire del match per il raddoppio…
SCHELOTTO 4  – Sarebbe la prova del nove per il Galgo. Ma nemmeno questa volta l’italo-argentino ingrana la marcia giusta. Troppi errori, in impostazione e anche sotto porta; alcuni anche irritanti, su tutti quello marchiano commesso a tu per tu con Mirante. E a un certo punto, San Siro perde la pazienza nei suoi confronti: la sua uscita scatena un diluvio di fischi (DAL 77’ GARRITANO 6 – Esordio in campionato per il ragazzo campione d’Italia con la Primavera. Minuti di sacrificio anche in fase difensiva. Di stima).
KUZMANOVIC 5 – Sua la prima conclusione interessante dell’incontro. Un preambolo al quale l’ex Stoccarda non dà seguiti soddisfacenti, alternando cose buone ad errori banali.
KOVACIC 6 – Fatica un po’ prima di entrare a pieni giri, il primo spunto serio arriva solo dopo la mezz’ora. Un po’ imballato inizialmente, dopo l’intervallo riacquista fiato innescando spunti importanti.
PEREIRA 6 – Lavoro di routine nel primo tempo, controlla sostanzialmente bene Sansone. L’ingresso di Biabiany gli crea qualche difficoltà (ammonizione), ma nel complesso ne esce senza troppi lividi.
ALVAREZ 6 – Anche lui porta un discreto contributo sulle due corsie, dando tutto quello che ha finché ne ha, anche se poi sparisce progressivamente dal match.
ROCCHI 6,5 – Prova a fare il suo spaziando sul fronte offensivo ma ha davvero pochi palloni giocabili a disposizione. Quelli buoni li converte in un paio di tiri sul fondo. Quello forse più sporco diventa la rete del vantaggio. Dopodiché esce (DALL’84 CHIVU  SV– Scelta conservativa per gli ultimi minuti).
ALLENATORE: STRAMACCIONI 6 – Il solito copione di un’Inter che fa quello che può, creando anche qualcosa di interessante. Ma senza tuttavia creare davvero seri grattacapi ad un Parma attento ed equilibrato che non disdegna la sortita. Stavolta, però, il finale non è funesto, anzi finalmente questa volta arrivano i sospirati tre punti.
PARMA: Mirante 6; Benalouane 6, Coda 6 (73’ Santacroce sv), Lucarelli 5,5, Gobbi 5,5; Marchionni 5,5 (86’ Galloppa sv), Valdes 6,5, Parolo 6; Belfodil 5,5 (45’ Biabiany 5,5), Sansone 5,5, Amauri 6. Allenatore: Donadoni 6.
ARBITRO: DAMATO 6,5 – Manca un giallo ad Amauri per una evidente trattenuta su Pereira. Per il resto, partita sostanzialmente tranquilla e diretta bene.
ASSISTENTI: PASSERI 6,5 – COSTANZO 6,5
ASSISTENTI ADDIZIONALI: DI BELLO SV – FABBRI SV

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Pagelle - Cassano delizia, Guarin è impacciato

FONTE: FCINTERNEWS.IT

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
HANDANOVIC 6,5 - Bravissimo quando respinge il destro a giro di Sigurdsson nel primo tempo, superlativo quando toglie dall’angolo alla sua sinistra un bolide di Naughton, reattivo sul colpo di testa di Vertonghen Peccato per la respinta corta sul sinistro di Dembélé che manda il Tottenham agli ottavi.
JONATHAN 6,5 - Risponde alla montagna di diffidenza che lo accompagna con una prova sostanziosa. Nulla di eccezionale, ma mantiene alto il livello di attenzione e si rende protagonista di qualche recupero provvidenziale (DAL 107’ RANOCCHIA SV - Entra e va a fare l'attaccante, creando qualche imbarazzo ai due centrali degli Spurs).
CHIVU 7 - Ingaggia una serie di duelli aerei con Adebayor che solo raramente riesce ad avere la meglio di lui. Resta al suo posto e con  allontana tutti i pericoli, fa valere la sua esperienza come ci si aspetta da lui.
JUAN JESUS 6,5 - Serata impegnativa per lui, che però quando c’è da combattere si esalta. Rischia la frittata sul calar del sole del primo tempo, quando manda in porta Adebayor, ma si riscatta nel corso della partita mantenendo sempre il giusto livello di tensione.
ZANETTI 6,5 - Torna a sinistra dopo tempo immemore e se la cava benissimo. Né Dembélé (costretto ad accentrarsi) né Holtby lo mettono in difficoltà. Supera alla grande anche l’esame Lennon,il più complicato. Peccato che Adebayor lo anticipi con il tap-in decisivo.
GARGANO 6,5 - Tanta legna in mezzo al campo, va su tutti i contrasti che può. Peccato che non abbia fiducia nel suo piede, altrimenti un paio di lanci per i compagni sarebbero potuti partire. Pressa alto e non si ferma mai.
KOVACIC 7 - Finalmente si è visto il ragazzino per cui la dirigenza ha deciso di fare uno sforzo economico. Stramaccioni lo piazza davanti alla difesa, protetto da due mediani, e lui sciorina una prestazione ordinata e denota una sicurezza da veterano. E quanti bei recuperi! (DAL 79’ BENASSI 6 – Tiene la posizione e si mantiene lucido).
CAMBIASSO 7 - Prestazione di sostanza per il Cuchu, chiamato a proteggere ovacic ma anche a inserirsi tra le maglie bianche. Lo specchio della sua partita è il minuto 52’, quando sradica il pallone dai piedi di uno Spur e serve alla perfezione Palacio per il 2-0. Finalmente la personalità che ci si aspettava.
GUARIN 5 - Lento e impacciato, è di gran lunga il peggiore tra i nerazzurri. Non azzecca nulla, né un lancio né un dribbling. Galleggia al limite dell’irritazione perché va a sbattere la testa contro il muro in continuazione, cercando situazioni che stasera non gli riescono (DAL 71’ ALVAREZ 6 – Dovrebbe cambiare la partita ma fatica a trovare spazi. Ha il merito però di farsi trovare al posto giusto quando sigla la rete della speranza nei supplementari).
PALACIO 7 - Cassano è il creativo, lui è mister concretezza. Un assist, una traversa, un gol e tante giocate pericolose. Gli fa bene agire accanto a un'altra punta, queste sono le sue serate. Alla fine alza bandiera bianca, non ne ha davvero più.
CASSANO 7,5 - Alla fine è sempre lui l’ago della bilancia nerazzurra. Estrae dal cilindro tante giocate d’alta scuola, tra cui l’elementare gol del vantaggio e la punizione terminata in rete dopo un ping pong imprevedibile. A volte rifiata e si gestisce, ma anche da fermo continua a fare la differenza.
ALL. STRAMACCIONI 7 - Adesso nessuno potrà dire che la squadra non lo segue. Nella serata di coppa l’unica nota stonata è l’eliminazione, che i suoi giocatori e le sue scelte iniziali (finalmente) rendono tutt’altro che scontata. Per un nonnulla l’Inter non compie un’impresa memorabile, dimostrando di essere viva e orgogliosa più che mai. Ora serve la conferma a Genova, sperando di non pagare i 120 minuti di questa sera.
TOTTENHAM: Friedel 5,5, Walker 6, Gallas 5,5, Vertonghen 5,5, Naughton 6 (dal 104’ Caulker ), Dembelè 6,5, Livermore 5,5 (dal 70’ Lennon 6), Parker 6,5, Sigurdsson 6, Defoe 5 (dal 55’ Holtby 6), Adebayor 6,5. All. Villas-Boas 6
ARBITRO: BEBEK 6 - Fa bene a non assegnare rigore al 17’ quando Cassano cade in area. Gestisce la partita all’inglese, favorendo perciò gli ospiti che sono più abituati al laissez faire. Nulla di particolare da imputargli.
ASSISTENTI: PETROVIC 6,5; GRGIC 6
ASSISTENTI DI PORTA: VUCKOV 6; GABRILO 6

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Pagelle - Handa inviolabile, Guarin bene a metà


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HANDANOVIC 7,5 – Se l’Inter esce indenne dal derby è merito più di Schelotto delle sue parate, soprattutto nel primo tempo. Miracoloso su un’inzuccata ravvicinata di Balotelli, gli nega il gol dell’ex almeno altre due volte. Nulla può su El Shaarawy, poi diventa insuperabile.
NAGATOMO 5 - Uno dei peggiori in assoluto, corre a vuoto, a volte passeggia ma non dà mai l’idea di sapere cosa sta facendo. Neanche il cambio di fascia lo sveglia dal torpore. Il Faraone lo fredda in occasione del gol, ma il riscatto arriva con l’assist a Schelotto (DAL 77’ CHIVU SV – Si piazza a sinistra per arginare l’esuberanza di Niang. Missione compiuta)
RANOCCHIA 6,5 - Non doveva giocare, alla fine stringe i denti perché la sua presenza è indispensabile. Fa il suo, se la gioca col fisico e anche se la sicurezza fisica e tecnica sono altrove non perde mai la bussola.
JUAN JESUS 6 - Rispetto a Firenze concede decisamente meno, ma gli standard a cui ci ha abituati sono più alti. Prestazione comunque solida.
ZANETTI 6,5 – Se la cava con l’esperienza quando lo puntano Boateng e Abate, poi nel secondo tempo Stramaccioni gli chiede di controllare El Shaarawy, che ha mostrato i sorci verdi a Nagatomo per tutta la prima frazione. Sicuro.
GARGANO 5,5 - Corre tanto, gioca numerosi palloni ma ne perde troppi. E quando succede a centrocampo sono dolori. Prestazione decisamente sotto tono, ma il concetto è il solito: non è lui che deve costruire.
CAMBIASSO 5,5 – Prova a tenere intatto il centrocampo ma con il reparto offensivo che lascia troppi varchi è impresa ardua. Ha giocato derby migliori di questo. (DAL 68’ SCHELOTTO 6,5 – Entra e segna dopo pochi minuti il suo primo gol in un derby della Madunina. Cosa chiedergli di più?).
ALVAREZ 6 – Si accende a intermittenza, protagonista di qualche buona iniziativa nel deserto offensivo nerazzurro, ma poca sostanza. Potrebbe fare molto più male ma si perde in un bicchier d’acqua.(DAL 74’ KUZMANOVIC 6 – Si piazza in mezzo e copre con attenzione i residui tentativi rossoneri. La sua freschezza è d’aiuto ai compagni).
PALACIO 5,5 - Un fantasma. Nonostante l’impegno, ne azzecca poche. Nel primo tempo ha la palla buona sul sinistro ma schiaccia troppo e spreca. Non ha fatto rifornimento di benzina dopo i 45 di Cluj.
GUARIN 6 - Dopo le note positive in terra romena, viene riproposto largo a destra ma se in attacco incide con personalità soprattutto nella ripresa (Abbiati gli nega il gol), è in difesa che lascia voragini paurose. De Sciglio ed El Shaarawy nel primo tempo lo lasciano sul posto.
CASSANO 6,5 - Dovrebbe essere stanco dopo i 90 in Europa League, invece si gestisce bene per tutto il derby. Partono dai suoi piedi le iniziative più interessanti dell’Inter, peccato che a volte predichi nel deserto. Anche da fermo è un bel vedere.
ALL. STRAMACCIONI 6 - Il Milan non è il Cluj e la replica del modulo adottato in Romania non paga affatto. In difesa sulla fascia destra i rossoneri distruggono la coppia Guarin-Nagatomo, in mezzo si creano troppo spesso delle voragini e in attacco si vive solo delle idee di Cassano. Nella ripresa di vede un’Inter più volenterosa ma la sensazione è che la rete di Schelotto sia da archiviare come manna dal cielo. Giusto però dargli atto di aver azzeccato la mossa Galgo.
MILAN: Abbiati 6,5, Abate 6, Zapata 6, Mexes, De Sciglio 6,5, Nocerino 6, Montolivo 7, Muntari 6 (dal 90’ Ambrosini sv), Boateng 6 (dall’81’ Niang sv), Balotelli 5,5, El Shaarawy 7 (dall’86’ Bojan sv). All. Allegri 6
ARBITRO: MAZZOLENI 6,5 – Partita non facile perché la tensione è alta. Distribuisce il giusto numero di cartellini e tiene sotto controllo il nervosismo dei contendenti.
ASSISTENTI: NICOLAI 6,5, GIORDANO 6
ASSISTENTI DI PORTA: BANTI 6, GERVASONI 6

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Pagelle - Alvarez musicale, che ritorno per Benassi!


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HANDANOVIC 7 - Nista, il suo tutor ad Appiano Gentile, si alza in piedi dalla panchina per rendergli omaggio al 68’: la parata su Hora è qualcosa di sorprendente, nessuno dica che lo sloveno non abbia messo la faccia. Reattivo anche sul sinistro affilato di Camora.
ZANETTI 6 – Lucido fino al 90’, controlla bene le incursioni dei romeni dalle sue parti e si fa sorprendere solo da Maah che di testa gli prende il tempo e sfiora il gol sullo 0-1. Limita la spinta offensiva, davanti c’è Guarin che se ne prende carico.
RANOCCHIA 6 - Lo choc fiorentino si fa ancora sentire e lo porta a qualche sbavatura di troppo. La sua tradizionale sicurezza è rimasta a Milano, ma se la cava con mestiere. Esce dal campo senza appoggiare la gamba destra, pessima notizia in vista del derby.
JUAN JESUS 6 - Meglio, decisamente, rispetto alla controfigura vista al Franchi quattro giorni fa. Ma i picchi raggiunti fino a metà novembre sono ancora lontani. Gli manca tremendamente la guardia del corpo Samuel…
PEREIRA 7 - Prestazione onesta e propositiva, c’è da rallegrarsi dopo le tante critiche rimediate finora. L’esterno copre bene la sua zona, allontana i pericoli (bella murata su Hora nella ripresa), sbaglia il minimo sindacale e dialoga bene con Alvarez.
KOVACIC 6 - Svolge il compitino come se fosse un alunno alle prese con un tema scolastico. Nulla di trascendentale, ma è ordinato e si fa aiutare con tanta modestia da Cambiasso. Gli ultimi 25 minuti li gioca in appoggio a Cassano.
CAMBIASSO 6,5 - Si pone al fianco del bimbo Kovacic e gli mostra cosa significano senso della posizione e tempismo negli inserimenti. Pressa alto e cerca frequentemente la verticalizzazione. Cassano gli toglie la gioia dell’assist dopo dieci minuti.
GUARIN 7 - Il ‘mostro’ di Firenze è un lontano ricordo, il colombiano torna mattatore e con una doppietta da coefficente basic di difficoltà si riprende il ruolo di leader. Gioca da esterno destro con licenza di accentrarsi e fa bene. In attesa del vero impegno di domenica (DAL 66’ MBAYE 6 – In neanche 30 minuti Stramaccioni gli chiede di giocare in tre ruoli diversi. Mister duttilità).
PALACIO 6,5 – Se l’Inter supera senza troppi drammi i sedicesimi di Europa League è merito suo: dopo la doppietta dell’andata, manda in gol Guarin con un gesto da Nobel per la generosità. Gioca solo un tempo, ma gli basta per lasciare il segno (DAL 46’ BENASSI 7 – Ben tornato ad alto livello. Prestazione solida, un’espulsione guadagnata e un gol che dà tanta soddisfazione. Sempre su assist di Cassano).
ALVAREZ 7 - Il gioco di prestigio con cui disorienta Rada e avvia l’azione del vantaggio nerazzurro merita la top ten settimanale di Europa League. Inoltre, Guarin gli deve una cena per il tappeto rosso steso in occasione del raddoppio. Fosse meno narcisista e discontinuo sarebbe un giocatore spettacolare, ma in quel sinistro c’è tanta musica. (DAL 54’ PASA 6 – Si piazza a centrocampo e tampona con impegno le residue iniziative del Cluj).
CASSANO 7 - Strama gli disegna un ruolo da centro-boa e in cambio lo solleva da compiti di copertura per lui indigesti. Dopo 10 minuti potrebbe chiuderla ma cincischia, però qualche attacco alla profondità è molto interessante. Gioca fino in fondo, non trova l’agognato gol ma riesce, dopo due tentativi, a mandare in gol Benassi.
ALL. STRAMACCIONI 6,5 - Il 2-0 dell’andata e il trend negativo invitano il mister a fregarsene del turn over e riproporre un nutrito blocco di titolari. Proposti, però, con l’ennesima rivoluzione tattica, quel 4-2-3-1 che doveva essere il modulo di questa stagione. Mossa azzeccata, che sfrutta le qualità dei giocatori e intimidisce sufficientemente l’avversario. Si è rivista l’Inter da trasferta europea di Baku e Belgrado, buon segno.
CLUJ: Felgueiras 4,5, Cadu 5, Piccolo 5,5, Rada 5 (dal 36’ Kapetanos 5), Godemeche 5,5, Ivo Pinto 5,5, Muresan sv (dal 9’ Hora 6,5), Sepsi 6, Camora 5,5, Maah 5,5, Rui Pedro 6. All. Paulo Sergio 5,5
ARBITRO: PAWEL GIL 6,5 – Non commette alcun errore, bravo a non abboccare alle richieste di rigore dei padroni di casa e sacrosanta l’espulsione di Camora per fallo su Benassi lanciato a rete.

ASSISTENTI: Sadczuk 6,5 e Wierzbowski 6,5

ASSISTENTI DI PORTA: Malek 6 e Siejewicz 6

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Pagelle - Strama a lezione da Montella. Il resto...

Fonte: FCINTERNEWS.it


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HANDANOVIC 6 – Becca quattro gol e ne evita altrettanti. Serata da incubo per lui, fa il possibile ma se davanti non hai gente che ti protegge puoi pure farti il segno della croce. La sufficienza è di ringraziamento per aver evitato una grandine.
ZANETTI 4,5 - Dalla sua zona nasce il vantaggio viola, dovrebbe farsi forza sulla sua esperienza e personalità per rivitalizzare i compagni ma si nasconde. Pasqual gioca con una libertà da partitella in allenamento.
RANOCCHIA 5 – Una brutta statuina al limite dell’area. Non si schioda mai dalla sua posizione, esce solo quando sferra dalla distanza il tiro più brutto della storia del calcio. Jovetic e Ljajic abusano di lui in modo cinico.
JUAN JESUS 5 – Rispetto a Ranocchia ogni tanto esce dall’area piccola, ma non è esente da colpe in alcun modo. Nervosissimo, si prende un meritatissimo giallo (meglio, arancione) per manata a Jovetic.
NAGATOMO 5 –Cuadrado lo fa a pezzi per tutto il primo tempo e quando rifiata ci pensa Tomovic a rendergli la vita impossibile. L’interno di centrocampo che opera dal suo lato non lo aiuta mai ma questa non può essere una giustificazione.
CAMBIASSO 4,5 – Come per Zanetti, merita mezzo voto in meno per totale assenza di personalità. Inizia da interno, poi va al centro, ma la musica non cambia: sopraffatto da tutti, ma proprio tutti i centrocampisti viola.
KUZMANOVIC 5 – Inizia davanti alla difesa e non tampona. Viene spostato sul centrodestra e sparisce. Non avesse sfiorato il gol con un bel destro nel primo tempo sarebbe lecito chiedersi se fosse salito sul Frecciarossa assieme ai compagni.
KOVACIC 5 – Buona la prima, pessima la seconda. Nessuna bocciatura, s’intende, ma a Firenze più che salire in cattedra è andato a scuola da Pizarro e Borja Valero. Speriamo che abbia appreso qualcosa, per esempio non perdere mai palla nei pressi dell’area di rigore perché Jovetic ti frega (DAL 46’ ALVAREZ 5,5– Buttato nella mischia a situazione compromessa, non provoca rimorsi in chi lo ha lasciato inizialmente in panchina).
GUARIN 4,5 – Lui che dovrebbe essere il trascinatore del dopo-Milito si perde nello squallore generale. Anzi, ne diventa uno dei principali artefici. Non trova mai uno spunto, pecca di passività, non pressa mai Pizarro e non supporta mai gli attaccanti (DAL 58’ PEREIRA 5 – Si vede solo per un brutto fallo da ammonizione: era diffidato, niente derby).
CASSANO 5,5 – Larghissimo a sinistra, gioca numerosi palloni e ne perde tanti. Ma almeno rispetto ai compagni sembra abbia voglia di fare qualcosa. La sua giocata migliore è la domanda alla panchina: perché nessuno pressa Pizarro? Meglio persino del gol che salva l’onore dell’Inter solo in quanto frase fatta.
PALACIO 5 – Come prima del dopo-Milito c’è da mettersi le mani nei capelli. O da afferrare la treccia. Abbandonato al proprio destino, ci mette anche del suo eclissandosi quando servirebbe almeno una spruzzata del suo senso tattico (DAL 76’ SCHELOTTO SV).
ALL. STRAMACCIONI 4 – L’Inter vista nel primo tempo è il manifesto alla depressione. E l’assenza di Milito non può essere una scusante. Se i giocatori non pressano, attendono passivamente, non si muovono e sono costantemente in inferiorità numerica è soprattutto colpa sua (e del suo staff). Non è un caso se dopo 20 minuti debba spostare le pedine in mediana, chiara ammissione di colpevolezza. I cambi, inoltre, imbastardiscono un modulo già di per sé sospetto. Montella lo porta a scuola, dimostrando che non serve necessariamente un attaccante di peso per giocare bene e segnare. Otto sconfitte nelle ultime 9 trasferte sono un ruolino da retrocessione, altro che terzo posto. Aveva detto di non voler rivedere l’orrido spettacolo di Siena: è stato accontentato, a Firenze è andata persino peggio.
FIORENTINA: Viviano 6, Tomovic 7, Gonzalo Rodriguez 7, Savic 7, Cuadrado 7,5 (dall’83’ Llama sv), Aquilani 7, Pizarro 8 (dal 69’ Sissoko 6), Borja Valero 7,5, Pasqual 7, Liajic 7,5, Jovetic 8 (dal 72’ El Hamdaoui 6). All. Montella 8
ARBITRO: RIZZOLI 5,5 – Bisogna attendere il 27’ minuto per vederlo punire con un giallo l’ennesimo fallo tattico della Fiorentina. Troppo palese la trattenuta di Pasqual su Guarin per ignorare ancora. La chicca però è a inizio ripresa, quando spegne definitivamente le speranze (?) nerazzurre non sanzionando un fallo di mano di Pizarro (già ammonito) e agevolando la terza rete di Jovetic. Non ci fosse stato un dominio viola, avrebbe manomesso la partita. Ma l’Inter non ha il diritto di proferir parola.
ASSISTENTI: Marzaloni 5,5, Padovan 6
ASSISTENTI ADDIZIONALI: Romeo 6, Velotto 6.

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Pagelle - Kovacic, che impatto! Silvestre insicuro

Fonte: FCINTERNEWS.it


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HANDANOVIC 6 - Bravissimo sulla punizione angolata di Rada nel primo tempo, il resto del match è una sfida dura contro il freddo, anche perché i romeni in attacco non lo stuzzicano mai.
NAGATOMO 6 - Non la sua partita migliore, anzi. Conferma di soffrire la fascia destra, lui che si è imposto sull’altra corsia. Corre tanto come sempre, ma i suoi standard sono ben altri.
RANOCCHIA 6,5 - Si scrolla di dosso sin dall’inizio l’abitudine a giocare al fianco di un collega di reparto più affidabile. Mantiene alta l’attenzione consapevole delle difficoltà di Silvestre e limita al massimo le imperfezioni.
SILVESTRE 5,5 - Lascia sfilare ingenuamente un pallone insidioso che Maah non sfrutta, ma fargli pesare questa svista sarebbe come cercare il pelo nell’uovo. Il vero problema sono i controlli difettosi che rischiano di mandare in contropiede i romeni. Ennesimo sintomo di insicurezza da San Siro.
PEREIRA 6,5 - Inizia al piccolo trotto, rimedia un’ammonizione per eccesso di abnegazione ma mantiene alta la concentrazione. Una prestazione concreta, nulla di eclatante ma considerate le ultime uscite c’è da essere ottimisti. La maschera è stata riposta nel cassetto, ora attendiamo di vedere il vero volto dell’ex Porto.
GARGANO 6 - Sempre al centro del gioco, gestisce una quantità industriale di palloni e pressa sempre l’avversario di turno. Talvolta pecca però di imprecisione, un piccolo passo indietro rispetto all’exploit contro il Chievo.
CAMBIASSO 6 - Oggi più che mai è l’uomo d’ordine del centrocampo. Poco appariscente, sta al suo posto a coprire le spalle a Kovacic, che ha bisogno di giocare con una guardia del corpo affidabile.
KOVACIC 7 - Chi nutrisse dei dubbi sulla personalità di questo 18enne dell’est, si è potuto ricredere. All’esordio a San Siro il croato incanta, sfodera giocate d’alta scuola, fa girare la squadra e palesa una maturità che colleghi anagraficamente più avanti di lui gli dovrebbero invidiare. Ottimo impatto con il mondo Inter, anche se dovrebbe perdere meno palloni in zone calde (DALL’87 JONATHAN, SV).
GUARIN 6,5 - Il bulldozzer è tornato, con tutta la sua esplosività. Il modo in cui guida il contropiede dell’1-0 è enciclopedico, peccato per qualche imperfezione e pausa di troppo, ci ha abituati a prestazioni decisamente migliori. Cala nel finale, ma per ora va bene così.
CASSANO 7 - Genio e sregolatezza, mai come questa sera. Fuori Milito, si prende sulle spalle l’attacco e gestisce una marea di palloni. Alcuni in modo scriteriato, tanti illuminandoli con il suo talento. La rabona che manda in porta Palacio nel primo tempo è pane per gli esteti del calcio (DAL 73’ ALVAREZ 6 - Non incide come potrebbe, prova qualche contropiede ma non trova mai la chiave giusta. In campo troppo poco per valutarlo come si deve).
MILITO SV – Incredibile, proprio non ci voleva… (DAL 10’ PALACIO 7,5 - Entra a freddo e timbra il cartellino poco dopo. Neanche lui ci avrebbe scommesso. Galleggia costantemente sul filo del fuorigioco e mette in difficoltà la linea difensiva del Cluj. Sembra calare alla distanza, ma si toglie lo sfizio di raddoppiare con una palombella dolcissima. Eroe per caso).
ALL. STRAMACCIONI 6,5 - Chissà cosa avrà pensato nel momento in cui il ginocchio di Milito ha fatto crac. Tutte le idee, i progetti, le aspettative che il ritorno del Principe gli aveva restituito sono state spazzate via in una frazione di secondo. Ma l’allenatore di San Giovanni, superato lo choc, ha ricompattato la squadra guidandola verso un successo prezioso. E Palacio lo ha premiato. Ottima l’intuizione Kovacic dall’inizio.
CLUJ: Felgueiras 6, Ivo Pinto, Piccolo 5,5,  Cadu 5,5, Camora 6, Muresan 5,5, Godemeche 6 (dal 39’ Maftei 5,5), Rada 6, Sepsi 6, Maah 5,5 (dal 78’ Hora, sv), Rui Pedro 5,5. All. Paulo Sergio 5,5
ARBITRO: KOUKOULAKIS 5,5 - La gestione dei cartellini non convince più di tanto e forse all’Inter manca un rigore per un mani in area nella prima frazione. Il resto è normale amministrazione.
ASSISTENTI: Saraidaris 5,5, Efthimiadis 6
ASSISTENTI ADDIZIONALI: Tritsonis 6, Kakos 6.

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Pagelle - Cassano delizia. Gargano? No, Garganovic!

Fonte: FCINTERNEWS.it


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HANDANOVIC 6 - Come spesso gli succede becca gol al primo tentativo, ma Rigoni è davvero troppo vicino e libero per potersi opporre. Il Chievo non lo obbliga a ulteriori interventi-.
ZANETTI 6,5 - Torna a fare il terzino ed estrae dal cilindro il meglio del suo repertorio: corsa, dribbling, leadership e, udite udite, anche dei bei cross. La cryptonite nascosta nel suo armadietto è stata trovata e gettata nel bidone dell’umido.
RANOCCHIA 6,5 - Senza un centrale più esperto al suo fianco, serviva una prestazione da leader anche a sostegno del più giovane Juan. Gol a parte, guida bene il reparto che a parte qualche sbavatura concede poco al Chievo. Ora è lui il veterano del pacchetto arretrato.
JUAN JESUS 6,5 – Dopo gli svarioni del Franchi, il giovane brasiliano rientra nei suoi ranghi abituali e non lascia nulla al caso. Tiene bene la posizione e sfrutta il suo atletismo per tenere alla larga gli attaccanti di Corini.
NAGATOMO 6 – Meno efficace di quanto sarebbe potuto essere, svolge il suo onesto lavoro concedendosi qualche pausa. Non è al meglio e si vede, no come lui con tutte quelle praterie nella ripresa avrebbe pianto di gioia.
GARGANO 7 - Chiamatelo Garganovic. Nella serata in cui avrebbe dovuto lasciare il proscenio a Kovacic, il piccolo uruguagio si traveste da fantasista e diventa protagonista assoluto per almeno un’ora, la fase più importante del match. Si perde Rigoni nel gol del pari, ma poi sale in cattedra con giocate da applausi in entrambe le fasi. Quel palo clamoroso su punizione smentisce il luogo comune dei piedi ruvidi e dei limiti tecnici. Tutto in una sera.
KUZMANOVIC 6 - Piazzato ancora davanti alla difesa nel ruolo di frangiflutti, si mette in mostra per qualche bella apertura di 25-30 metri, a conferma che la visione è a 360 gradi. Meno attento invece sul pressing gialloblu: qualche palone rischiosissimo perso nella propria trequarti grida vendetta (DALL’85’ SCHELOTTO, SV).
CAMBIASSO 7 – Stramaccioni lo sposta sul centrodestra e il Cuchu lo ripaga con una prestazione da vecchi tempi: corre, guida i compagni, si inserisce e sfiora la rete. Alla faccia di chi su di lui ultimamente ha detto/scritto tante cattiverie… (DAL 76’ STANKOVIC 6 – Acclamato dal pubblico di San Siro, torna in campo dopo tanti mesi di assenza. Un’apertura di 30 metri come ai vecchi tempi è un biglietto da visita significativo per il prosieguo di questa stagione. Per lui e per l’Inter).
PALACIO 6 – Dei tre attaccanti è quello che punge meno. Solito lavoro quantitativamente ottimale, manca però di incisività negli ultimi 16 metri e si divora un gol facile facile. La stanchezza comincia a pesare, ma la sufficienza è strameritata.
CASSANO 7,5 - Qualcuno si è permesso di sostenere che fosse uno dei problemi dell’Inter, invece Fantantonio dà seguito sul campo alla voglia di riscatto palesata ai microfoni di Sky, perché se c’è chi si ferma alle parole, lui va ben oltre e sforna una prestazione da leader. Gol, assist e giocate d’alta scuola.
MILITO 7 - C’è chi si è permesso di sottovalutare l’assenza duratura di questo campione. A dimostrazione della sua imprescindibilità, il Principe restituisce una dignità offensiva all’Inter e consente a Stramaccioni di riproporre il tridente pesante. Il gol è solo un dettaglio in una serata da applausi. Bentornato (DAL 65’ ALVAREZ 6 – Tanta voglia di fare, e ci mancherebbe non fosse così. Se alzasse la testa un paio di secondi prima potrebbe apparecchiare delle tavole sontuose. Il colpo di tacco che smarca sotto porta Nagatomo però è un bijioux).
ALL. STRAMACCIONI 7 – Perde Kovacic dopo aver preparato la sfida con il giovane talento croato ma non si dispera. Inverte le due mezzali e da loro ottiene prestazioni maiuscole. Recupera Milito e dimostra di aver fatto bene a non affrettarne il rientro. Dopo tante perplessità sul suo conto, finalmente un’ottima gestione. Dal Chievo al Chievo, la speranza è che il cambio tattico porti in dote un’altra bella striscia di vittorie. Intanto il terzo posto è lì, a un solo punto...
CHIEVO VERONA: Puggioni 5,5, Andreolli 5,5, Dainelli 5,5, Acerbi 6, Jokic 6, Cofie 5,5 (dal 64’ Spyropoulos 5,5), Rigoni 6,5, Hetemaj 6, Seymour 5,5 (dal 70’ Luciano 5,5), Thereau 5, Paloschi 5. All. Corini 5,5
ARBITRO: GUIDA 6,5 - Vede bene quando non assegna rigore ai veronesi nel primo tempo, ma manca il giallo per simulazione a Hetemaj. La partita non lo costringe a decisioni complicate, quanto basta per un buon voto.
ASSISTENTI: Vuoto 6,5, Posado 6,5
ASSISTENTI ADDIZIONALI: Rocchi 6, Pairetto 6.

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Pagelle - Strama male. Chivu e Schelotto giù


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HANDANOVIC 5,5 - In questo periodo starà rimpiangendo i tre centrali dell’Udinese, che lo lasciavano più tranquillo. Con tanti palloni raccolti in fondo alla rete però non può non avere delle responsabilità. A Siena c’è da dire che avrebbe potuto fare ben poco, eppure sui rigori ce lo ricordavamo più efficace…
RANOCCHIA 5 – In grande difficoltà per tutto il primo tempo, è complice con i colleghi di reparto quando stende il tappeto a Emeghara nell’occasione del rigore e dell’espulsione di Chivu. Poi con la squadra sbilanciata e in dieci barcolla ulteriormente.
CHIVU 4,5 – Protagonista di una difesa barcollante per tutto il primo tempo, al 53’ si tira fuori da solo falciando in area Emeghara lanciato in porta. Viene da chiedersi dove fosse una frazione di secondo prima di dover commettere fallo.
JUAN 5 - Vive una fase di appannamento. Eppure aveva iniziato bene, sfiorando addirittura la rete con una bella acrobazia. Dopo l’espulsione di Chivu soffre ulteriormente perché il centrocampo non tampona più.
SCHELOTTO 4,5 - Sognava l’Inter da tanto tempo e finalmente può esordire con la maglia dei suoi desideri. Il sogno però diventa presto un incubo: Rubin e Sestu lo mettono in croce (il suo look suggerisce la metafora), i gol del Siena nascono dalla sua porzione di campo (DAL 46’ KOVACIC 6 – Non è certo il responsabile di questo crollo, meriterebbe di bagnare la sua prima esperienza in Italia con un risultato più degno ma di questi tempi c’è poco da sperare. Prova qualche spunto, è leggerino ma lascia intuire di avere bei numeri).
ZANETTI 5,5 – Parte da interno, continua da terzino e finisce da ultimo uomo. Cambia continuamente ruolo ma non è questo che lo frastorna. Piuttosto, una condizione non certo degna del suo nome che gli impedisce di essere il solito fattore.
KUZMANOVIC 6 - Al di là della pessima figura della sua squadra, il suo esordio non è da buttare, anzi. Si piazza inizialmente davanti alla difesa e fa girare il pallone con regolarità. Non è però né un interditore né un regista e quando il Siena attacca si vede, eccome. Viene da chiedersi perché batta lui i corner.
GUARIN 5,5 - Inizia bene, nel primo tempo spinge, si muove e cerca la porta. Nella ripresa però si adegua al livello dei compagni e cala vistosamente, soprattutto quando l’inferiorità numerica impone uno sforzo in più da tutti. C’è da aggiungere, a parziale discolpa del Guaro, che stringe i denti a causa di un problemino muscolare. Diffidato, si fa ammonire per frustrazione e si autoesclude dal prossimo match (DALL’85’ GARGANO SV).
NAGATOMO 5,5 - Corre tanto, cerca  di dare una mano in attacco ma anche lui soffre in difesa. Meglio quando si passa a quattro, però gli spunti interessanti che ci si attenderebbe da lui non arrivano. Per una sufficienza serve di più.
CASSANO 6 – Le azioni più insidiose dell’Inter nascono dai suoi piedi. All’attivo un gol e una traversa clamorosa, ma anche tante giocate a testa alta. Si lascia rapire dal nervosismo e si intestardisce sulla giocata a effetto quando basterebbe un tocco banale per pungolare la manovra (DAL 72’ ROCCHI 5,5 – Entra per dare riposo a Cassano ma non fa nulla per entrare nella storia di questa partita. Non è però sua la colpa ma di chi ha pensato potesse sostituire Milito).
PALACIO 5 - Sta maledicendo da tempo l’assenza di Milito. Da quando il suo partner d’attacco ideale si è tirato fuori per infortunio, tocca a lui sostituirlo e questo, ribadiamolo per l’ennesima volta, non è il suo ruolo. Si aggira nella metà campo senese come un’anima in pena, ma la sua abituale concretezza lo ha abbandonato.
ALL. STRAMACCIONI 4,5 – Una sola vittoria (con il temibile Pescara) nelle ultime otto partite: basta questo dato statistico a inchiodarlo alle sue responsabilità. Anche a Siena gli episodi lo condannano, ma la sua Inter non sembra mai in grado di poter far valere la differenza di caratura contro l’ultima in classifica. Un pianto greco in questo momento, forse è il caso di archiviare definitivamente la difesa a tre e con essa Chivu, un pesce fuor d’acqua. Inoltre, c’è sempre la solita domanda: perché il vice-Milito non gioca quando manca Milito? Giustificazioni a parte, anche lui ha tante colpe: perdere due volte contro il Siena impoverisce nettamente il curriculum vitae.E dov'è finita quella squadra che in trasferta bastonava tutti? Male male, davvero.
SIENA: Pegolo 6,5, Belmonte 6,5, Paci 7, Felipe 6,5, Angelo 6,5, Vergassola 7, Della Rocca 6,5, Rubin 7, Sestu 7,5 (dal 78’ Bolzoni), Rosina 6,5 (dal 69’ Valiani 6), Emeghara 7 (dall’82’ Bogdani sv). All. Iachini 7
ARBITRO: Doveri 5 – Corretta la decisione di espellere Chivu e concedere il rigore al Siena, ma nel primo tempo si perde un penalty in favore dell’Inter per fallo di Belmonte su Cassano. Sembrava solare, non per lui e il suo assistente di linea. Ma quest’anno va così…
ASSISTENTI: Marrazzo 5, De Pinto5,5
ASSISTENTI ADDIZIONALI: Castiglianò 6, Celi 5

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Pagelle - Serataccia Juan, poche sufficienze

Fonte:FCINTERNEWS.it


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HANDANOVIC 6,5 - Deve maledire i compagni se il Torino lo uccella due volte, lui dal canto suo resta immobile ma avrebbe potuto comunque ben poco. Decisivo sul tentativo ravvicinato di Bianchi, reattivo sul sinistro di Meggiorini a tempo scaduto.
RANOCCHIA 6 - Non è protagonista nelle azioni che portano al gol il Torino, a sbagliare sono i suoi compagni. Qualche sbavatura di troppo però se la concede anche lui pur rimanendo sempre concentrato.
CHIVU 6,5 – Gioca appena 28 minuti, anche se gli ultimi 6 li fa solo a onor di firma. Troppo doloroso il colpo subito al piede destro per rimanere in campo. Ha il merito di sbloccarla con una punizione perfetta come da anni non gli succedeva (DAL 28’ PEREIRA 5 - Entra a freddo dopo l’infortunio di Chivu, ma non si scalda praticamente mai. Cerci lo spazza via nell’azione del raddoppio granata).
JUAN 5 - In compartecipazione con Nagatomo offre spazi clamorosi all’ispiratissimo Cerci nel primo tempo, poi assieme a Pereira mette la firma sul secondo gol di Meggiorini. Serata in cui manifesta le sue peggiori lacune.
ZANETTI 6,5 - L’ingresso di Cambiasso e il cambio tattico lo resuscitano dal torpore. Accentrandosi ha più occasioni per sgroppare e condivide con il Cuchu la rete del pareggio. Il problema è che dobbiamo sempre sperare che i giri del suo motore aumentino per creare qualcosa in attacco.
MUDINGAYI 5,5 – Prova a tamponare e a pressare alto, ma sbanda come tutto il reparto quando il Torino sale. Esce ancora per infortunio, la speranza è che non sia una cosa grave (DAL 53’ CAMBIASSO 6 – Impatto notevole, sfrutta l’assist di Zanetti e si inserisce frequentemente in zona d’attacco per creare scompiglio)
GARGANO 6 - Nessuno gli chiede di mandare in porta i compagni, ma solo tanta corsa e recuperi. Lui fa il possibile e alla lunga si rivela il meno peggio tra i colleghi di reparto.
NAGATOMO 5 - Cerci se lo divora nel primo tempo, neanche in zona offensiva il giapponese riesce a farsi sentire. Nella ripresa passa a destra ma il bilancio non migliora in alcun modo.
GUARIN 5,5 - Sul suo voto non può non influire il clamoroso errore che regala il pareggio al Torino. Roba da dopolavoro ferroviario. Il resto è tanto impegno e una presenza costante dalla metà campo in su, ma non è il solito GiaGuaro.
CASSANO 5 - Una di quelle serate in cui potrebbe fare tanto e invece gioca a subbuteo. Qualche lampo e tante, troppe pause ai limiti dell’irritante. Se non diventa leader nei momenti difficili, quando? (DAL 75’ ALVAREZ 5 – Rispetto all’Olimpico quattro giorni fa del suo ingresso non se accorge nessuno).
PALACIO 5,5 - Il cecchino incappa in una serata con la mira decentrata. Ci prova ma non la inquadra mai neanche quando può pensare a dove piazzarla. Tanto movimento, ma Cassano non si rivela partner d’attacco ideale.
ALL. STRAMACCIONI 5,5 - Non è colpa sua se Guarin si addormenta nella sua area e consente al Torino di riacciuffare l’Inter. Non è colpa sua se Chivu e Mudingayi si rompono ancora. Non è colpa sua se Pereira e Juan stendono il tappeto rosso a Meggiorini per l’1-2. Ma perché non giocarsi mai la carta Rocchi, vice-Milito, quando Milito non c’è? E perché non dare una chance neanche a Livaja, almeno nel finale? Forse neanche Paulinho darebbe una svolta alla sua squadra in questo momento.
TORINO: Gillet 6, D’Ambrosio 6, Rodriguez 6,5, Glik 7, Masiello 5,5, Cerci 7,5 (dall’81’ Vives sv), Gazzi 6,5, Brighi 6,5, Santana 5,5 (dal 70’ Birsa 6), Meggiorni 7,5, Barreto 6 (dal 61’ Bianchi 5,5). All. Ventura 7
ARBITRO: Massa 5,5 - Risparmia i cartellini in occasione di qualche entrata piuttosto dura, li estrae quando Brighi e Cambiasso protestano. Permaloso, ma il vero danno lo commette quando nega a Ranocchia un evidente rigore nel finale. Lo salva il regolamento di questa stagione: sul difensore nerazzurro non è mai penalty.
ASSISTENTI: Barbirati 6, Maggiani 6
ASSISTENTI ADDIZIONALI: Mazzoleni 6, Russo 6.

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Le pagelle - Handa sicuro, Palacio è ovunque


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HANDANOVIC 7 – Il rigore di Totti sarebbe imprendibile anche per Mr Fantastic, ma il gelido Samir chiude la propria porta nella ripresa prima con un doppio intervento in uscita su Osvaldo e Florenzi, poi togliendo dall’angolo lontano un sinistro crudele di Lamela. Sicurezza.
RANOCCHIA 6 - A Primo caso al mondo in cui un difensore commette fallo da rigore senza toccare l’avversario e anzi prendendosi un colpo alla testa. Il suo rapporto con gli arbitri resta conflittuale, lui supera lo choc e riprende il suo posto, trovando maggiore serenità con la difesa a quattro.
CHIVU 6 – Nella tana della lupa che ancora lo becca per il tradimento di anni fa si piazza al centro della difesa e guida Ranocchia e Juan Jesus. Balla come Fred Astaire nella prima mezz’ora, quando i giallorossi spuntano da ogni luogo, ma spazza via ogni minaccia fregandosene dello stile.
JUAN 6,5 - Dal suo lato agisce Lamela che è un velocista, ma il brasiliano tiene bene il passo facendo leva sulla potenza dei suoi quadricipiti. Non disdegna qualche incursione di pura potenza soprattutto quando fa il terzino, ma consegna troppe volte il pallone all’avversario.
NAGATOMO 5,5 - L’ultima presenza lo scorso anno, si vede che è un pizzico arrugginito. Non riesce mai a trovare lo spunto per mettere in difficoltà Balzaretti e a volte soffre gli accentramenti di Totti(DAL 57’ OBI 5,5 - Remake di Inter-Catania per lui, che torna dopo una lunga assenza piazzandosi a destra della difesa adeguata a quattro da Stramaccioni nella ripresa. Gode un paio di volte di libertà davanti, ma non ne approfitta).
ZANETTI 5,5 – La solita mole di lavoro impressionante, ma il fatto che sia un atleta contronatura non può assicurargli sempre la sufficienza. Commette un solo errore, sorprendentemente da principiante, che costa all’Inter lo svantaggio. Succede ai più grandi, gliel’abbiamo già perdonato.
GARGANO 5,5 - Anche all’Olimpico spreca una buona occasione per dimostrare di non essere solo un giocatore di corsa e fatica. Durante la pausa per l’infortunio non ha lavorato molto sul palleggio e si vede. Ma non c’è da sorprendersi, non è lui il nostro regista (DALL’83’ MUDINGAYI SV)
PEREIRA 5,5 - Azzeccasse almeno un paio di cross darebbe senso a tutte le sgroppate sulla fascia di competenza. L’uruguagio mascherato dà tutto, ma non essendo un supereroe tende all’errore umano, pecca di timidezza e ancora non legittima pienamente la fiducia del club in lui.
GUARIN 6,5 - È così potente che non riesce neanche a dosare il pallone quando bisogna accarezzarlo e spara siluri ai compagni. Spreca qualcosa di troppo, eccede in personalismi ma quando parte palla al piede più che dribblare prova ad abbattere gli avversari. Un po’ alla Bus Spencer in ‘Lo chiamavano Bulldozer’. L’assist a Palacio la dice lunga. Peccato che cali nel finale…
LIVAJA 6,5 - La sua immaginazione lo rende un personaggio in stile Tim Burton. Il palo assurdo nel primo tempo e il tentativo di tacco nella ripresa meriterebbero miglior sorte. Non paga l’emozione del primo minuto ma avrebbe spazi per fare di più. Però ci prova (DAL 73’ ROCCHI 6 – In attacco si vede pochino ma corre e si sacrifica anche inseguendo i portatori di palla giallorossi. Un gol da derby avrebbe giustificato il trasloco semestrale, pazienza)
PALACIO 7 - Punto di riferimento per i compagni nella metà campo giallorossa, lavora centinaia di palloni e si muove tantissimo. Gli manca un terminale offensivo accanto perché Livaja è un po’ anarchico, ma per il Trenza non è un problema. In più c’è anche la rete dell’1-1 che non guasta.
ALL. STRAMACCIONI 6 - Vede le streghe durante la prima mezz’ora perché la sua difesa balla e il centrocampo non tampona. La sua Inter però, pur mancando di pezzi grossi in attacco, punge a dovere e crea più di un grattacapo alla retroguardia del maestro Zeman. Merito di una sua idea, Livaja, che con un palo clamoroso dà la scossa ai compagni. Onde evitare altri sbalzi d’umore davanti a Handanovic, passa a quattro e gestisce bene la spinta giallorossa. Finalmente la sua città non lo amareggia.
ROMA: Goikoechea 6, Piris 6, Marquinho 6,5, Castan 6, Balzaretti 6, De Rossi 5,5 (dal 46’ Tatschidis 5), Bradley 6, Florenzi 5 (dal 68’ Perrotta 5,5), Totti 6,5 (dall’81’ Destro sv), Lamela 6, Osvaldo 5,5. All. Zeman 5,5
ARBITRO: Orsato 5,5 – Assegna alla Roma un rigore inspiegabile perché è (colpevolmente) troppo distante per vedere bene. Esagera con i cartellini gialli ai nerazzurri, dal computo finale sembra che si siano affrontati architetti e macellai…
ASSISTENTI: Di Liberatore 5,5 e Manganelli 5,5
ARBITRI DI PORTA: Damato 6 e Romeo 5

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Pagelle Inter-Pescara: bene tutti, Benassi da applausi





HANDANOVIC 6 – L’inizio arrembante del Pescara non lo vede protagonista diretto. Attento sulla prima vera chiamata all’ordine, la punizione peraltro non irresistibile di Colucci. Non rischia praticamente nulla, l’unico

CHIVU 6 – Più presente sicuramente quando c’è da proporre l’azione, la ciliegina è il lancio in area che Palacio recapita alle spalle di Perin. Meno sicuro in difesa, in un caso si incarta col pallone facendo imprecare Handanovic. I buchi l’attacco del Pescara li trova spesso dalle sue parti, specie con Jonathas col quale corre qualche rischio, fino all’erroraccio che solo la conclusione sballata del numero 80 abruzzese non rende letale. Rischia anche su una scivolata, rimedia in extremis.

CAMBIASSO 6,5 – Inizio in modalità spazzino, mette sempre lui la testa sui ripetuti cross del Pescara. Piccolo brivido a inizio ripresa su quel tentativo di rinvio che va a sbattere su Silvestre. Insomma, è lui il primo a far capire che per il Pescara non c’è storia.

SILVESTRE 6,5 – A tratti rispolvera un’inusitata vena gladiatoria in fase offensiva. Per il resto, però, tende soprattutto a non strafare, ma dimostra una dote importante: ha fiducia, non perde la testa. E alla lunga questo è importante, perché nelle poche volte che il Pescara si fa vivo dalle parti di Handanovic lui si fa trovare sempre pronto.

PEREIRA 6,5 – Un po’ anarchico, ma in grado di creare un paio di spunti interessanti. Prova una conclusione in verità piuttosto improbabile da fuori. Ma il Palito cerca sempre di farsi vivo lì davanti, nonostante i cross non siano a volte impeccabili e malgrado i fischi impietosi (e ingiusti) che piovono dagli spalti quando sbaglia anche la minima cosa. Importante soprattutto il suo finale, dove crea anche un’insidia a Perin con un bel tiro. Da notare una particolarità: in difesa si propone con degli interessanti ed efficaci ‘tagliafuori’.

BENASSI 7 – L’emergenza gli regala questa grande opportunità: il ragazzo modenese debutta ufficialmente in campionato e inizia bene innescando la ripartenza non concretizzata da Palacio. Dimostra di avere la personalità giusta, impostando, lottando e non disdegnando la soluzione personale. Da un suo recupero importante per poco non arriva il 3-0. Non contento, per ben due volte lancia Palacio verso la porta, con l’argentino che ha la colpa di non approfittare a dovere. Grande prova, peccato per il giallo. Alla fine, tutti lo abbracciano.

GUARIN 6,5 – Biglietto da visita, l’assist al bacio per Palacio. Poi cerca la conclusione da punizione col pallone che finisce alle stelle. Molto, molto dubbio il contrasto in area con Bjarnason, sul quale Celi colpevolmente sorvola (e lui evita di protestare essendo diffidato). Con l’islandese inscena un duello a lunga gittata. E’ lui a provare a spegnere le residue velleità del Pescara trovando la rete del 2-0. Poi si concede il lusso di qualche numero. DAL 78’ MUDINGAYI SV – Ritorno in campo col compito di spezzare le manovre avversarie. Bravo a congelare il pallone e a prendere falli.

ZANETTI 6,5 – Pronto a dare una mano a tutti e a inserirsi nelle azioni quando serve, sempre con grande lucidità. Quando parte verso l’area, Colucci non riesce a fermarlo nemmeno a cannonate. Curiosissima la sua esultanza al gol di Palacio: corre in panchina e si sdraia per ricevere i buffetti dei compagni

JONATHAN 6,5 – Francamente, fare peggio di Udine sarebbe difficile. A tratti si propone anche in maniera discreta (vedasi bel cross per Pereira), regala anche qualche buon palleggio. Sul finire del primo tempo, parte in posizione dubbia ma si ritrova tra i piedi un bel pallone da mettere in mezzo: sbaglia tutto con un cross da dimenticare. Potrebbe essere l’ennesima mazzata, e invece reagisce bene all’intervallo. Per poco non si fa perdonare già quando trova una bella conclusione da rimpallo che si perde sul fondo; completa l’opera di redenzione lanciando Palacio e Guarin per l’azione del 2-0. Poi da una mano importante anche in difesa, e non sbrocca in possesso. Ok, promosso!

CASSANO 6 – Clamorosa la palla persa che consente al Pescara di procurarsi uno dei tanti corner di inizio partita. Tenta la conclusione velenosa ma trova pronto Perin. L’intesa con Palacio annaspa, fin quando si inventa il velo che apre al Trenza le porte del gol. Alterna lampi di genio a soluzioni senza frutto, come quando manda all’aria un contropiede servendo male Palacio con conseguenti imprecazioni contro se stesso. DAL 68’ ROCCHI 6 – Debutto casalingo da neo interista per l’attaccante veneziano. In tabellino due conclusioni ribattute dalla difesa e una bella occasione offerta a Pereira sulla quale Perin dice no.

PALACIO 7 – Subito reattivo sull’assist al volo di Cassano che crea un piccolo imbarazzo alla difesa del Pescara. Bene in anticipo sulla difesa sulla pala servitagli da Guarin. Avrebbe bisogno di maggior collaborazione, però sente odore di sangue e alla mezz’ora precisa colpisce con un grande giro a eludere Terlizzi. Fermato in off-side dubbio, viene anche ammonito per proteste. Poco dopo, compie un capolavoro di freddezza beffando tutta la difesa del Pescara imbambolata davanti al suo assist per Guarin. Cicca malamente la palla del possibile tris davanti a Perin, poi innescato due volte da Benassi sciupa due buone occasioni che gli potrebbero valere un voto più alto. DALL’87 MILITO SV – Qualche minuto in vista del match con la Roma.

ALLENATORE: STRAMACCIONI 6,5 – Gara gestita bene, con l’Inter che corre davvero pochissimi rischi in una gara che vista l’impresa del Pescara a Firenze non si preannunciava come agevolissima. Vittoria nitida, e Strama è stato anche premiato per il coraggio mostrato nel lanciare Benassi dal primo minuto, ripagato da una splendida partita.

PESCARA: Perin 6; Balzano 6, Capuano 5,5, Terlizzi 5, Modesto 5,5; Nielsen 5 (64’ Cascione 5,5), Colucci 6, Bjarnason 6; Weiss 6 (82’ Caprari sv); Jonathas 4,5, Celik 5 (77’ Abbruscato sv). Allenatore: Bergodi 5.

ARBITRO: CELI 6 – C’è l’errore sul rigore non concesso a Guarin, ma in quel caso è tradito dall’assistente di porta Ciampi, che occupa il posto che spettava a lui e ha la visuale migliore (anche il Pescara recrimina per un contatto non sanzionato nella ripresa). Nemmeno il guardalinee di destra appare sempre attentissimo. Lui gestisce senza sbavature.
ASSISTENTI: PETRELLA 5,5 – CRISPO 6,5
ASSISTENTI ADDIZIONALI: CIAMPI 5 – TOMMASI 6

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Pagelle: Cambiasso generoso, Livaja incubo


Foto Articolo
HANDANOVIC 5,5 – Quasi mezz’ora di routine, poi primo intervento ottimo per tempismo sulla conclusione di Immobile. Brutto scontro con Rossi, senza conseguenze. Sul gol di Immobile la palla gli scappa via sotto il corpo.

SAMUEL 6 – Si fa rispettare in mezzo alla difesa con le buone e con le meno buone. Mette un paio di pezzi importanti. Anche se sull’azione del gol si trova in ritardo.

RANOCCHIA 6 – Attento, preciso, compie anche una diagonale fantastica su Rossi e si immola in diverse circostanze. Fa correre però un brivido facendosi giocare da Immobile che conclude a rete. Lo stesso Immobile lo fredda però con una finta prima di trafiggere Handanovic. Dopo, va vicino al gol per due volte di testa, nel momento in cui si lancia in avanti come col Cagliari. Ammonito, salterà la gara di Udine.

JUAN JESUS 5,5 – Un po’in difficoltà almeno inizialmente quando deve scivolare sulla sinistra in difesa, prova però a dire la sua in avanti, anche se la differenza con Nagatomo è evidente. Esce dopo l’intervallo. DAL 45’ CHIVU 6 – Per il suo ritorno in campionato Stramaccioni lo piazza inizialmente a centrocampo convertendo il modulo in 4-3-3. Schermo difensivo valido, anche se compie qualche pasticcio col pallone. Nel finale copre le spalle a Ranocchia proiettato in avanti.

ALVAREZ 5 – Lotta con coraggio ma il più delle volte finisce anticipato dalla retroguardia del Grifone. In confusione costante quando potrebbe spingere e creare problemi, poi deve uscire per infortunio. Accolto da fischi che hanno sotto certi aspetti dell’incredibile e che fanno saltare la mosca al naso a Cordoba. DAL 31’ PEREIRA 5,5 – Si sbatte molto sulla sinistra ma i suoi cross finiscono costantemente preda della difesa genoana. Eccezionale chiusura prima del fischio finale.

CAMBIASSO 6,5 – Consueto lavoro d’ordine senza acuti particolari. Anche se a centrocampo si ritrova spesso un po’ troppo solo. Dai suoi piedi nascono comunque un paio di iniziative importanti. Prova a metterci cuore nell’arrembaggio finale. E viene premiato facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto sull’assist di Cassano.

GARGANO 5,5 – Recuperi importanti ma anche palle perse da far tremare i polsi. Vede a volte il gioco con un attimo di ritardo, sbaglia parecchio in disimpegno. Non gli si può disconoscere però il fatto di lottare sempre. Tenta anche la conclusione da fuori ma viene ostacolato da… Milito. DAL 79’ LIVAJA 4,5 – La carta della disperazione. Che fa disperare tutti quando manda sul palo da zero centimetri la palla del 2-1 servira da Milito.

ZANETTI 5,5 – Due suoi svarioni consentono al Genoa di proporsi in ripartenze pericolose. Stranamente in difficoltà anche nel tenere l’equilibrio. Un po’ meglio nella ripresa: strappa il giallo a Bertolacci che per fermarlo a momenti lo spoglia, compie un gran recupero su Vargas.

PALACIO 6 – Il primo vero pericolo per Frey lo crea proprio lui su assist di Cassano intercettato dal portiere francese. Poi pochi altri spunti, fino alla battaglia della ripresa: prima manda alto di poco, poi si fa ipnotizzare da Frey sempre servito dal Principe. 

MILITO 5,5 – Si crea una azione tutta sua andando ad anticipare Granqvist ma poi facendosi ingolosire ignorando Cassano solo. Poi è una battaglia continua contro l’intera retroguardia avversaria. Ottimo il doppio assist per Palacio all’avvio della ripresa, ma poi non concretizza altro.

CASSANO 5,5 – Catalizza almeno inizialmente il gioco offensivo dell’Inter ispirando le manovre più interessanti. Anche se il più delle volte gli manca la classica lira per arrivare al milione. Nella ripresa cala di tono sbagliando parecchio. L’azione del gol di Immobile nasce da un anticipo di Antonelli sul quale resta piantato. Rimedia servendo a Cambiasso la palla del pareggio.

ALLENATORE: STRAMACCIONI 5,5 – Modulo iniziale  iperoffensivo, con Stramaccioni che in fase di possesso propone un simil 4-2-4. Ma ai buoni propositi non seguono poi i fatti, perché l’Inter produce gioco a (pochi) sprazzi approfittando più degli errori degli avversari. I nerazzurri cambiano modulo con l’innesto di Chivu nella ripresa. Inizio più vivace, ma dopo i fuochi iniziali ancora molta imprecisione. E così come avvenuto col Siena o anche contro la Lazio nell’ultima partita, arriva l’azione rapida che punisce la sua squadra. Nell’assalto finale Cambiasso trova la rete del pareggio, ma nulla più. Sperava di far tacere parecchie bocche, purtroppo per lui forse in tanti potranno avere ancora da ridire fino al ritorno in campo.

GENOA: Frey 6,5; Sampirisi 6,5, Granqvist 7, Canini 6,5, Antonelli 6; Toszer 5,5; Rossi 6 (72’ Piscitella 5,5), Kucka 5,5, Bertolacci 6 (69’ Anselmo 5,5; 90’ Krhanjc), Vargas 5; Immobile 6,5. Allenatore: Delneri 6.

ARBITRO: GERVASONI 5 – Chirurgico nell’ammonire Ranocchia al primo fallo commesso dal difensore umbro, facendo così scattare la squalifica, ne risparmia uno legittimo su Kucka. E altri se ne perde per strada, salvando spesso l’atteggiamento border-line dei giocatori genoani.
ASSISTENTI: DOBOSZ 5,5 – BARBIRATI 5,5
ASSISTENTI ADDIZIONALI: DOVERI 6 – CIAMPI 6


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