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Nuovi soci: investitori dall'Indonesia, si tratta

ESCLUSIVA FCINTERNEWS.IT



© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Sono settimane, giorni, chissà se addirittura non ore decisive per il futuro dell'Inter. Mentre la squadra si prepara a portare a termine la terz'ultima fatica di questa stagione contro la Lazio, la società con il presidente Massimo Moratti guarda al discorso economico, con il mirino puntato a EstNuovi soci sono in arrivo, ormai non sono più un mistero le diverse piste tra cui quella russa e quella kazaka di cui vi abbiamo parlato. Ma non solo, perché secondo quanto risulta aFcInterNews.it dalle ultime indiscrezioni, bisognerebbe fare attenzione al Sud Est asiatico.
L'Indonesia - secondo indiscrezioni di un certo peso - potrebbe essere il Paese dal quale possono arrivare capitali freschi. La tournée calcistica (trionfale, tra stadi pieni e aperture di Inter Store) del maggio 2012 voleva dire qualcosa di più del solo calcio giocato? Si attendono aggiornamenti, ma attenzione alle trattative anche su questo fronte, decisamente calde. Vedremo quale prevarrà alla fine, Moratti ci lavora in prima persona...

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Zanetti: "A settembre c'è la sosta, ne salto poche! Carriera finita? Scordatevelooo"


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Javier Zanetti, intervistato da una testata argentina, ha confermato che non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. Fcinter1908.it ha ripreso e riferito le parole del Capitano nerazzurro.
"Carriera finita? Scordatelooooo", ha risposto il Capitano con veemenza alla prima domanda. "Supererò anche questa, tornerò a 40 anni con il serbatoio ancora pieno. La mia carriera non è finita. Tornerò con più voglia e con più forza. Ora è importante che recuperi bene dall'infortunio. Quello che voglio è tornare a giocare con i miei compagni. Peccato non poter dare loro una mano nel finale di una stagione così difficile. Però tornerò alla Pinetina il prima possibile".
Lo stop sarà lungo ma al Capitano questo non interessa: tornerà. Ed è lo stesso Zanetti a raccontare il momento dell'infortunio: "Sono arrivato sul fondo e quando ho appoggiato la gamba sinistra ho sentito tirare. Mi sono subito reso conto che era qualcosa di grave e che sarebbe potuto essere il tendine. E così è stato: è stata una giornataccia. Ora farò tutto con calma per cercare di recuperare al meglio. La Serie A comincerà l'ultima settimana di agosto e poi a settembre ci sarà la sosta: non perderò tante partite".
Pochi rimpianti per Zanetti, dopo una carriera quasi priva di infortuni: "Gli infortuni fanno parte della vita del calciatore. Io ho avuto la fortuna di non avere praticamente mai infortuni, però tutti sappiamo che possono sempre accadere. Io sono stato fortunato: ho avuto il primo infortunio serio ad un'età molto avanzata. Molti avrebbero già terminato la carriera da tempo alla mia età".
Come cambia ora la vita di Zanetti? "Non cambiano i piani. Tra pochi giorni festeggeremo il compleanno di Tommy, a giugno quello di Sol, poi andremo a Buenos Aires. La vita continua. I messaggi di appoggio? Mi hanno emozionato. E' incredibile perché non credo di aver fatto niente di speciale", dice con modestia il Capitano.
Ma questa lesione sarà un modo per prepararsi anche mentalmente al ritiro? "Forse per il tempo libero che avrò. Però durante la riabilitazione penserò solo al rientro in campo, perché continuerò a ragionare da calciatore. Perché questo sono, un calciatore in attività, solo che sono infortunato".
E il futuro da dirigente? Sarà un modo per prepararlo al meglio: "E' sicuro. E' probabile che avremo qualche riunione con il presidente Moratti. Il prossimo anno dovrà essere un grande anno per l'inter".

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Barzaghi (SM): "Leonardo all'Inter, c'è già l'accordo"


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Secondo quanto riferito dal giornalista di Sport Mediaset Marco Barzaghi nel servizio andato in onda quest'oggi su Studio Sport, Leonardo sarebbe sempre più vicino a un ritorno all'Inter. "Nonostante le recenti smentite - spiega il nostro editorialista - secondo fonti molto vicine al club sembra proprio che il ritorno di Leo all'Inter sia l'opzione scelta da Moratti per rinforzare la società a partire dal prossimo anno. Ormai è sicuro: Leonardo tornerà all'Inter al termine di questa stagione. L'attuale dirigente del Psg ha trovato l'accordo per assumere la carica di direttore generale. Il suo sarebbe un ruolo alla Galliani in versione nerazzurra", conclude.

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Moratti: "Non si può valutare Strama adesso. Su Fassone e gli infortuni..."



Fonte: dall'inviato Mario Garau
Massimo Moratti, dopo le parole soft nell'immediato dopo gara di ieri sera, è tornato a rispondere alle domande dei giornalisti che lo attendevano sotto gli uffici della Saras. Il presidente è apparso comunque tranquillo nonostante l'Inter abbia perso anche l'ultimo obiettivo stagionale e gli infortuni continuino a demolire la rosa di Stramaccioni. Ecco le sue parole raccolte daFcInterNews.it presente sul posto: "Il mio umore oggi? Non è che l'umore possa essere migliore, difendo tutto ciò che potevano fare i giocatori, hanno svolto un primo tempo molto buono con i resti di una squadra in cui c'è un infortunio al minuto. Questo non tira su di morale ma hanno dato tutto quello che potevano dare. Stramaccioni? Non posso fare un'analisi su una persona che ha a disposizione un terzo di quello che avrebbe dovuto avere. Gli infortuni? Forse qualcosa nella preparazione va cambiata".
Che dice sui nomi che circolano per il dopo Stramaccioni? "Li scrivete voi, nessuno ha contatti con altri allenatori". Domanda di FcInterNews.it: le hanno fatto piacere le parole di Leonardo? Potrebbe essere un nuovo volto in società? "Non le ho lette ma so che con noi è molto sincero e simpatico, però credo che sia felice lì dove si trova". Stanno pesando dunque la preparazione un po' così e la sfortuna? "Non ho ancora avuto tempo di fare analisi ma credo che i risultati facciano pensare a qualcosa del genere". La Curva Nord ha chiesto un senso di appartenenza più forte ai colori nerazzurri: "Vorrei evitare una polemica, ma non c'entra nulla con il progetto della società".
Altra domanda di FcInterNews.it: crede che si stia puntando realmente sui giovani? Ieri Belloni e Forte sono entrati forse tardi. "Non puoi esporli a una brutta figura fin dal primo minuto, non è facile entrare in prima squadra, contro la Roma in Tim Cup dopo aver giocato con la Primavera, però siamo soddisfatti dei nostri giovani. Kovacic ne è un esempio, Guarin un altro esempio di gente giovane che sa giocare bene. Poi ci sono quelli meno giovani che quest'anno hanno retto bene. Fare discorsi per principio di per sé nel calcio è sbagliato".
Dopo il 30 giugno il tecnico sarà confermato? "Spero che dopo il 30 giugno lei sarà lì a sentire cosa succede". Ancora FcIN: ha sentito Fassone dopo la contestazione di ieri? "Sì, gli ho parlato ma anche di altri argomenti e non mi è parso particolarmente impressionato".

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Strama-Combi, guerra fredda: se Moratti decide...



© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Continua il rapporto burrascoso tra Stramaccioni e lo staff medico nerazzurro. Lo conferma Andrea Ramazzotti dalle colonne delCorriere dello Sport: "Stramaccioni pensa che in passato, nonostante la squadra ne avesse bisogno, i rientri di certi giocatori siano stati posticipati per eccessiva prudenza e per la voglia di non rischiare ricadute. Stavolta così è stato lui a mettere i puntini sulle "i" in funzione di un eventuale "miracolo" in vista del 17 aprile. Non ha gradito il modo in cui è stata gestita la vicenda Palacio e lo ha sottolineato. L'impressione è che, se rimarrà come il presidente ha in mente, cambieranno molte cose", si legge.

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Capozucca ammette: "Io all'Inter? Vedremo. Con Branca c'è affinità, a giugno..."



Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Federico De Luca
Le voci continuano e il diretto interessato non fa nulla per nasconderle. Si parla con insistenza di Stefano Capozucca come nuovo direttore sportivo dell'Inter, con Marco Branca sempre direttore tecnico e Piero Ausilio nel nuovo ruolo di raccordo tra squadra e società. IlCorriere dello Sport ha intervistato proprio l'ex ds genoano, che non ha nascosto il proprio compiacimento verso la possibilità di lavorare alla Pinetina dal prossimo anno.
“Fa senza dubbio piacere perché l'Inter è una delle società più blasonate al mondo”, dice Capozucca. “Per il momento non c'è niente. E' vero che mi vedo spesso con Branca, che è un amico e un grande dirigente, ma fare certi discorsi adesso prematuro”, conferma il dirigente, facendo eco a quanto detto a FcInterNews (rileggi qui). “ConBranca, oltre al rapporto personale, ci unisce anche una certa affinità calcistica. Lo considero uno dei dirigenti più preparati e vincenti del panorama internazionale. Per lui parlano i trofei conquistati. Le critiche? E' inevitabile quando i risultato non arrivano. Non bisogna però dimenticarsi delle tante operazione che Branca e Ausilio hanno concluso negli scorsi anni. Marco è interista nel midollo. Tanti successi sono nati dalle intuizioni sue e di Piero Ausilio. Una squadra non si costruisce in 2 mesi, ma ci vogliono 2-3 anni. Mi sembra che l'Inter abbia ingaggiato giovani interessanti ponendo le basi per un ottimo futuro. E poi non dimentichiamo che la squadra è in corsa per il terzo posto e per la Coppa Italia”. Peccato per Milito e Palacio... “So quanto valgono quei due perché li ho avuti entrambi al Genoa: mi auguro che almeno Palacio torni per la semifinale di Tim Cup”. Quindi appuntamento a giugno alla Pinetina? “Vedremo. Dopo 26 anni in cui ho sempre lavorato, da novembre sono fermo e ho grande voglia di rientrare”.

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Effetto crisi anche per i Moratti: i compensi ridotti del 39%. L'Inter...



Non solo l'Inter: la crisi colpisce tutta la famiglia Moratti. Lo rivela Il Fatto Quotidiano, che analizza nello specifico il brutto momento economico vissuto anche dal presidente nerazzurro: "Alla fine - si legge - hanno mollato un po' il colpo anche loro: nell'anno in cui la Saras ha registrato un rosso di 90,1 milioni di euro, perfino i fratelli Moratti si sono ridotti drasticamente i compensi. Per l'esattezza del 39,43 per cento. Che significa, viste le somme in gioco, 1 milione tondo in meno per ciascuno. Anche se la somma incassata dalla raffineria di famiglia per Gianmarco e Massimo, rispettivamente presidente e amministratore delegato del gruppo di Sarroch, resta comune di tutto rispetto: 1,536 milioni di euro per ciascuno".
Il prestigioso quotidiano racconta anche della situazione del vicepresidente dell'Inter, Angelomario: "Non così i figli, con il primogenito di Gianmarco, Angelo, che in veste di vicepresidente si porta a casa 1,165 milioni, contro il milione e ventiseimila euro del 2011. Merito, principalmente, dei 689mila euro di compensi ricevuti per "competenze di lavoro subordinato", oltre ai 239mila euro di "indennità di fine carica o cessazione del rapporto di lavoro". Situazione che, fatte le debite proporzioni, si ripete anche col figlio di Massimo, Angelomario detto Mao. Il vicepresidente dell'Inter ha infatti incassato 321mila euro, cioè gli stessi 240mila del 201, cui vanno aggiunti 80mila euro di "indennità di cessato rapporto", si legge.
Una situazione che non può che ripercuotersi inevitabilmente sulle casse della società di corso Vittorio Emanuele. Senza gli introiti della qualificazione in Champions League, con un tetto ingaggi ancora da abbattere del tutto, la situazione - soprattutto in chiave mercato - si fa particolarmente delicata. Non sono escluse partenze d'eccezione. Quanto agli arrivi, sembrano al momento improbabili nomi di top player come Dzeko. Sicuramente l'infortunio di Palacio rischia di pesare come un macigno su questo finale di stagione.

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Moratti: "Serve l'UCL! La società ha responsabilità. Cassano? Basta cazz***!"

ESCLUSIVA FCINTERNEWS.IT

Fonte: dall'inviato alla Trattoria La Madonnina, Mario Garau
Arrivato alla trattoria La Madonnina in Milano, dove si è celebrato ilcompleanno dell'Inter per i 105 anni ricordando la notte dei fondatori che fu al ristorante l'Orologio ormai chiuso, il presidente Massimo Moratti (che ha indossato una bombetta dei fondatori dell'Inter nel lontano 1908) insieme ai figli di Prisco e Facchetti ha salutato tutti ed è intervenuto a lungo. Ecco quantoFcInterNews.it ha raccolto con il proprio inviato sul posto, all'evento organizzato anche con la collaborazione del nostro Marco Pedrazzini: "Innanzitutto c'è commozione nel venire qui, con i figli di Facchetti e di Prisco, due persone che rappresentano chi con il tifo e il sentimento grande è stato coinvolto da genitori meravigliosi e grandi quanto lo sono loro. Questo già mi commuove; poi, sono felice di vedere che c'è un entusiasmo e un affetto e una simpatia nei confronti del fascino dell'Inter che mettono in condizione di sentirsi supportati. Qualcuno tiene alla squadra, ha capito cosa succede. Questo è amore, giustamente, non se ne può fare a meno. Questa sera sono andato a trovare i vostri eroi (la squadra, ndr), sempre per modo di dire (sorride, ndr). Ecco, trovo che il discorso del momento negativo per la nostra Inter sia da ampliare: non solo colpe ai giocatori, anche la società dev'essere più adatta, più sveglia, più pronta, più vicina, più vera, più interista. Se rimango presidente? Non ho sostituti, d'altro canto (ride, ndr). Uno bravo l'avevo trovato, era talmente bravo... ma ora purtroppo non c'è più (Giacinto Facchetti, ndr)". E giù un applauso scrosciante.
"Credo che l'unica cosa è andare avanti con un sentimento d'amore grandissimo - prosegue Moratti -, con determinazione e con la decisione di chi difende il proprio figlio, ovvero l'Inter. Dovremo andare avanti con coraggio e determinazione che consente se non altro di sapere che difendo anche il vostro tifo, il vostro amore, la vostra passione. Poi le cose possono andare bene o male, ma se siamo decisi le cose vanno meglio. Igiocatori? Se qualcuno non gioca bene non è colpa loro, forse è colpa nostra; credo possano fare certamente di più, molto di più rispetto a quanto fatto tre giorni fa aLondra, poi non è una scusa ma quest'anno ne capitano una dietro l'altra e questo non aiuta. Una squadra comunque deve saper affrontare tutti i problemi. In ogni caso, speriamo bene e dico che per me è necessario che l'Inter entri in Champions League. Quello è il vero obiettivo e credo che tutti lo abbiano leggermente capito, ora sta a loro e a quello che accadrà".
Una battuta anche su Cassano: "Artista? Se non lo difendo io, chi lo difende. I giornali hanno cercato tutte le accuse spaventose, magari perché devono vendere; dal primo giorno che lo abbiamo preso sappiamo che possono succedere queste cose, poi ho detto che lo difendo io. Ovviamente c'è in questa determinazione mia la volontà che Cassano non faccia più cazzate. In queste cose bisogna essere insieme, io la vedo così. E poi abbiamo due centravanti, mica possiamo farne fuori uno (ride, ndr). Fosse stato un terzino forse poteva rifiatare, così facciam finta di... (ride di gusto, ndr). Vi ringrazio di tutti e chiedo scusa dell'intrusione", chiosa Moratti.

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Moratti: "Società sia più pronta!". E poi stoccata...



© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Intervento decisamente importante da Massimo Moratti a proposito del livello societario per il momento difficile dell'Inter. Così il presidente ha spiegato la sua idea: "Trovo che il discorso del momento negativo per la nostra Inter sia da ampliare: non solo colpe ai giocatori, anche la società dev'essere più adatta, più sveglia, più pronta, più vicina, più vera, più interista". Poi, una stoccata non da poco: "Se qualche giocatore gioca meno bene degli altri non è colpa di tutti gli altri giocatori. Anzi, in quel caso è più nostra...", ha detto intendendo come società. Mercato sbagliato?

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Moratti: "Calciopoli, offesa l'Inter. A Torino io? No. Su cinesi e il no a Pogba..."



Fonte: La Stampa
Giornata di tante parole in casa nerazzurra. A La Stampa ha parlato anche Massimo Moratti: il presidente dell'Inter si è soffermato sull'attualità stretta, ma non solo. Una lunga chiacchierata in cui il numero uno di Palazzo Saras ha affrontato domande a 360 gradi sul mondo nerazzurro. Ovviamente partendo da Juventus-Inter, big-match tra la prima e la seconda in classifica.
Presidente, nemmeno il miglior regista avrebbe potuto scrivere un copione simile.
«Vero, ma un regista perfezionista avrebbe fatto pareggiare la Juve con il Bologna. Il calcio ogni tanto regala di queste situazioni inattese, così siamo sicuri che parleremo di pallone e non di polemiche o di rivincita per altri fatti».
Gol irregolari convalidati, rigori dubbi, «ci sentiamo assediati»: con un distacco maggiore si sarebbe discusso d’altro?
«Credo che non siano accadute cose che possano generare polemiche. E se ci sono state si sono rivelate stupide e poco importanti».
Il primo commento sul gol di Pogba? Anzi, facciamo il secondo...
«Sì, è meglio. Sarebbe stato sbagliato andare a Torino illusi che loro fossero in crisi: la verità è che le due squadre stanno girando bene e la distanza al limite può essere colmata da una nostra vittoria».
Pazza Inter, ma nessuno l’avrebbe pensata così in alto.
«È vero, ma mi aspettavo le qualità dell’allenatore. Lo stimavo e mi chiedevo che cosa sarebbe stato capace di fare. Sceglierlo mi è sembrato un tentativo diverso che ci mettesse in condizioni di cominciare un progetto più fresco, di sentirci più liberi. Una cosa totalmente nostra. Stramaccioni è meticoloso ed espansivo, miscela particolare. Lavora tanto e fa subito diventare un patrimonio quello che vede e sente».
Paura che fosse divorato dallo spogliatoio?
«Ci poteva stare. Ma sapevo che i giocatori non avrebbero fatto apposta qualcosa contro. Si fidavano della mia scelta, condivisa da Branca, e una volta conosciuto Stramaccioni hanno fatto di tutto per sostenerlo».
Altra intuizione: Cassano.
«No, è stata una proposta quasi timorosa dell’allenatore che ho accolto con piacere. Ero curioso: prenderlo ci avrebbe risolto un problema tattico e se me lo proponeva lui andava bene».
Ha «tradito» Samp e Milan: si ripeterà con voi?
«Non credo ai tradimenti perché lascio le persone molto libere. Con Cassano c’è un atteggiamento affettuoso reciproco: si intende di calcio, è una testa in più in campo. Il tempo che vorrà dedicare all’Inter ci andrà comunque bene, niente progetti a lunghissimo tempo».
Tra i giocatori dell’Inter sorpreso da?
«Samuel e Cambiasso: pensavamo che avessero esaurito le energie. E invece sono importanti. Ovviamente Zanetti, ma lui è Nembo Kid, giocherà un altro anno ancora».
Che Juve-Inter sarà?
«Nervosa, ma aperta. Può permettersi di non essere tirchia perché non è decisiva: se la Juve vince dà una bella botta ma chi va in fuga presto a volte finisce con il fiato corto».
Che cosa le piace della Juve?
«La continuità data dal carattere. È stato molto bravo Conte, tenere l’ambiente costantemente aggressivo in termini calcistici, è una dote mica da poco. Poi mi sembra bravo Pogba. Lo seguivamo anche noi, ma avevamo un accordo con il Manchester United: non trattare giocatori a fine contratto. Era una richiesta di Ferguson, ci siamo tolti, forse sbagliando ma non si possono prendere tutti. E poi Pirlo: fantastico. Migliora di anno in anno. Nel passato? John Charles».
Il cuore della Juve dov’è?
«In Conte e nella volontà del presidente. Questa costante aggressività nei confronti di ogni problema ha prodotto i risultati che voleva. Ha dato carattere alla squadra».
Opinione comune: al calcio italiano mancava la Juve a questi livelli. La pensa così anche lei?
«No, io non l’ho mai detto».
La squalifica di Conte non ha indebolitola Juve, sorpreso?
«È solo sulla carta. Non poteva cambiare niente, perché non è cambiato niente».
Come le hanno descritto lo Juventus stadium?
«Mi hanno detto che è bellissimo. È un’idea vincente che ha fatto cambiare passo alla società».
Pronto a vederlo dal vivo?
«Ci stavo pensando, mi sono sentito con Andrea, ma non vorrei creare maggior nervosismo e pressione. Lo so è triste, ma forse non è ancora ora di venire a Torino. Prima o poi lo farò».
Juve-Inter: il meglio e il peggio?
«Il primo scudetto di mio padre nel ’63 con gol vincente di Mazzola. La pagina più brutta? Beh, sfortunatamente per me è troppo facile...».
Niente top-player né per voi né per la Juve: almeno in Italia si può vincere lo stesso?
«Sono cambiate le nostre risorse, ma non significa rinunciare alle ambizioni. Non siamo in rovina, ma come una qualsiasi industria anche il calcio attraversa un momento particolare. Le macerie sono altre: le scommesse, l’uso personale del calcio per delinquere».
Per Agnelli il calcio non può più perdere tempo se non vuole ridimensionarsi in modo irreversibile. D’accordo?
«È stato chiaro: “Guardiamo al domani e mettiamo le basi per affrontarlo”. Servono idee e persone giuste, partendo dalla Lega. Andrea è su questa strada, ha fatto delle proposte intelligenti».
Anche sulla riforma della giustizia sportiva?
«È quello che fa più impressione, detto da Andrea. Con tutte le grane in corso mi sembra un discorso interessato, ma levate le polemiche è vero che servono calma e buon senso per toccare i punti che hanno scricchiolato.Non è il problema centrale del calcio: lo è diventato a causa dei fatti spaventosi che sono accaduti».
Juve e Inter: si volta pagina?
«Rimangono due posizioni fortemente contrapposte in cui gli offesi dovremmo essere noi e invece gli offesi sono gli altri. I rapporti personali sono buoni, vorrei che si considerasse sempre più l’aspetto sportivo e forse ci siamo, anche se quando ci si aspetta grande serenità a volte capita proprio il contrario».
La diverte ancora questo calcio?
«Sì, resta un giallo che stai vivendo e di cui non sai il finale. Per me, ad esempio, il Barcellona è abbastanza noioso, senza Messi sarebbe noioso del tutto. A me piace il calcio veloce, contropiede, tre passaggi e tiro in porta».
Fair play finanziario: spauracchio o curasalutare?
«Servirà ma ci costringerà a lavorare ancora di più per trovare risorse utili. Norma giusta e interessante, vedremo la gradualità dell’applicazione».
Capiranno gli sceicchi del Psg?
«Troveranno la misura, ma non sono i demoni del calcio. Non fanno male i new comers: ben venga chi vivacizza gli scambi, finora hanno arricchito molte società. E poi Parigi merita una grande squadra».
Quanto manca all’Inter Made in China?
«Speravo un po’ di meno, hanno molti problemi legati ai permessi».
Faranno il nuovo stadio nerazzurro: legherà il suo nome anche alla futura casadell’Inter?
«Arriveranno anche per questo. A me ora, però, interessa l’oggi, la partita di Torino. Il futuro spesso è una scusa per giustificare i problemi del presente».

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Due nuovi dirigenti in arrivo dalla Juventus



Fonte: Corriere dello Sport
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Nonostante non si tratti di calciatori, un passaggio dalla Juventus all'Inter fa sempre notizia. Stavolta infatti a cambiare maglia sono due dirigenti.Giorgio Ricci, ormai ex responsabile marketing e sponsorizzazioni del club bianconero lavorerà per la società di Moratti. Prenderà il posto di Mario De Vivo, ex responsabile marketing. Da Torino anche Edwin Leusink, nuovo travel manager reduce da diversi anni in bianconero. I due si vanno ad aggiungere a Marco Fassone, arrivato a Milano dopo l'esperienza nel Napoli e anche lui ex Juventus.

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