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A BOLA - IL FENERBAHCE VUOLE ETO'O. IL CLUB TURCO ALL'ANZHI...


Dopo Wesley Sneijder un altro uomo del triplete nerazzurro sbarcherà in Turchia? Secondo A Bola si: il prossimo sarà Samuel Eto'o. Da quanto riporta il quotidiano, l'attaccante sarebbe finito nel mirino del Fenerbahce. Il giocatore ceduto all'Anzhidall'Inter nell'estate del 2011 e la squadra russa sarebbe stata contattata dal club turco che ha fatto sapere di voler cominciare una trattativa.
Se l'operazione andasse in porto Wes e Samuel si ritroverebbero uno contro l'altro, a meno che non arrivi un'offerta di 15 mln, l'unica che - parola del presidente Aysal - il Galatasaray accetterebbe per cedere il trequartista che ha lasciato Milano a gennaio per 7,5 mln più bonus.

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Mou: "All'Inter il miglior momento della mia carriera"


Non più speciale, ma felice. José Mourinho si presenta da allenatore del Chelsea davanti ai fotografi e alle telecamere di una sala stampa stracolma di giornalisti: "Se sono ancora lo Special One? Ora sono l'Happy One, perché torno per la prima volta in un club che ho amato. In questi cinque anni, fra Inter e Real, sono accadute tante cose nella mia vita professionale. Ho la stessa natura, sono la stessa persona del 2004, ho la stessa passione per il calcio, ma ora sono una persona molto felice".
Pensieri che tornano ancora una volta al trionfo sulla panchina dei nerazzurri: "Lasciare il Chelsea è stata una decisione difficile e dolorosa. Ma non ho rimpianti - spiega il portoghese -, perché poi sono andato all'Inter e lì ho vissuto probabilmente il miglior momento della mia carriera. Poi al Real, che con me ha ottenuto il record come migliore squadra della Liga. Volevo queste esperienze, la cultura nel calcio per un manager è fondamentale, e io ho imparato tantissimo allenando in Inghilterra, in Italia e in Spagna".
Tra gli obiettivi della sua nuova avventura in blue la conquista della Champions. E il ritornello è lo stesso: "Non è un'ossessione, né per me né per il Chelsea. Ho vinto già due volte questo trofeo, adesso voglio la terza. Ma non sarà un'ossessione", ha affermato Mou.

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Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Come Herrera, come Mourinho

EDITORIALE ESCLUSIVO X FCINTERNEWS.IT MARCO BARZAGHI


Chiaro, chirurgico, tutto d’un pezzo. Walter Mazzarri non sorprende nessuno con la sua prima conferenza stampa ma stupisce per come si presenta all’universo nerazzurro, con un messaggio inequivocabile soprattutto ai suoi futuri giocatori: il Lavoro prima di tutto.
Mancano solo i cartelli che appendeva nello spogliatoio Helenio Herrera perché fin dalla prima sua risposta Walter chiarisce che la musica è cambiata, che adesso si inizia a fare sul serio. Lavoro, lavoro e lavoro, solo così si esce dal tunnel e si comincia a ricostruire dalle macerie. Non solo allenamenti e un ritiro massacrante perché l’altro caposaldo del WM pensiero è la Squadra prima di tutto, prima di ogni interesse personale, e l’Organizzazione, perché solo questa aiuterà la truppa nerazzurra a ritrovare le antiche sicurezze perdute e quell’autostima necessaria per tornare a essere competitivi, per ritornare a essere l’Inter che conoscono in tutto il mondo, quella che lotta per vincere con le altre grandi d’Italia e d’Europa, quella che fa paura agli avversari e soprattutto quella che vince a San Siro, non il contrario. Prima però bisogna cancellare la memoria del disco fisso, ripulire la mente dall’abitudine alla sconfitta che ha contagiato tutto l’ambiente nell’ultima stagione disastrosa. Nessun grosso titolo ma chiari avvertimenti alla squadra prima e anche qualche frecciatina a Stramaccioni e all’ultima annata da dimenticare, Mazzarri si presenta così, ancora due giorni di full immersion per conoscere il pianeta nerazzurro, per chiarire chi farà parte del suo progetto, per poi andare un po’ in vacanza, prima del raduno dell’8 luglio.
Ecco quello che ci voleva per uscire dalla crisi, come dice lui, un accentratore vecchio stile, uno alla Mourinho, con cui ha avuto delle scaramucce ma di cui conserva stima e rispetto, non paura perché “Il meglio deve ancora venire”. Chi non ne è convinto o non ne ha più voglia è giusto che scenda subito dalla barca nerazzurra che vuole ripartire. Mazzarri è stato chiarissimo, parlerà faccia a faccia con tutti, giovani e vecchi, per capire quali sono le loro motivazioni e chi ha voglia di seguirlo. Chi non ha stimoli rimarrà a piedi. I naviganti sono stati avvisati, WM non guarda in faccia nessuno, vuole solo lavoro e sacrifici, voglia e stimoli, tutto in quantità industriale perchè come dice “il calcio non è una scienza ma poco ci manca” e lui lascia poco o nulla al caso.
Moratti ne è stato subito sorpreso per tutte queste qualità, per una filosofia del lavoro quasi maniacale e per la sua voglia di vincere. In un batter d’occhio anche tutti i tifosi nerazzurri si sono subito dimenticati di averlo avuto tante volte come avversario, di averlo considerato uno dei rivali più antipatici e ora sono già pronti a seguirlo nelle prossime battaglie. Serviva uno così, un nuovo comandante di ferro, ed eccolo qui, lucido e nuovo di pacca, toscano e sprezzante, con una M che sa di vittorie, passate e – si spera – future.

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Gazzetta - Futuro Mourinho deciso: ecco dove andrà CLICCA QUI E SCOPRILO


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Secondo La Gazzetta dello Sport è fatta per il futuro di José Mourinho. Lo Special One avrebbe ormai con certezza la propria futura destinazione: "Sarà Chelsea per Mourinho, via dal Real Madrid", annuncia la rosea in prima pagina.

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CdS - Patto tra Mourinho, Stramaccioni e Moratti per il bene dell'Inter



© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Secondo il Corriere dello Sport, Moratti e Stramaccioni sapevano che alla prima occasione, alla prima domanda sul ritorno all'Inter, Mourinho avrebbe risposto come fatto mercoledì notte dopo la sfida di Champions. Mou (seguito da Chelsea e Psg) avrebbe avuto tutto l'interesse nel far proseguire il suo tormentone nerazzurro, invece ha fatto un passo indietro per aiutare la sua ex formazione in questo finale di stagione e togliendo pressione a Stramaccioni. Mourinho ha comunque tenuto a far sentire la sua voce dopo avere anticipato quello che avrebbe detto nei contatti avuti con il numero uno nerazzurro e con l'allenatore romano. Da interista ha provato a dare una mano alla squadra.

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Mou: "L'Italia è tra i Paesi per il mio futuro. L'addio al Real e sull'Inter..."



© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
In una lunga intervista a RTPJosé Mourinho parla anche di futuro e torna a toccare il tasto Inter. LoSpecial One smentisce seccato chi assicura che avrebbe già firmato per salutare il Real Madrid a giugno, aprendo anche all'Italia nel suo destino: "Un addio al Real? Non è assolutamente vero che ho già firmato per lasciare il Real a giugno, chi lo dice inventa. Io non ho firmato nulla". Ma in quali Paesi si vedrebbe José nel suo futuro prossimo: "Devo dire che non mi vedo fuori - come campionati dove allenare - da Italia, Spagna, Francia o Inghilterra", le importanti parole di Mourinho.
Quindi, anche un ricordo dell'Inter con stoccata a Benitez: "Inter? Ora le foto delle mie vittorie all'Inter sono tornate al proprio posto. Rafa Benitez le aveva fatte rimuovere, era stato lui a volerlo", la stoccata di Mou. Riportarlo a Milano? Difficilissimo per tantissimi motivi. Ma José ha giurato che in Italia per lui c'è solo l'Inter. Ennesimo messaggio...

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J. Cesar: "All'Inter 14 trofei: è storia! Milito tornerà più forte. Moratti ha..."



Nostalgia canaglia, nostalgia che rimane. Julio Cesar con il suo Brasile affronterà l'Italia, un tuffo nel passato per lui che ha giocato tanti anni nell'Inter. Direttamente dall'allenamento della Seleçao, Skyriporta le sue parole. E il portiere adesso passato al Queens Park Rangers ripercorre l'epoca fantastica del Triplete: "I sette anni all'Inter sono stati meravigliosi, porterò questa esperienza sempre nel cuore - dice Julio Cesar -. Con quella squadra il presidente Moratti ha vinto tutto, penso che siano stati gli anni migliori. Abbiamo vinto 14 trofei che resteranno nella storia dell'Inter. Se sento ancora gli altri del Triplete? Sì, a volte mi sento con alcuni dei miei ex compagni".
Una battuta anche su Diego Milito, infortunatosi gravemente nei mesi scorsi: "Mi dispiace molto per Milito, per il suo infortunio. Sono sicuro che tornerà più forte di prima", le parole di Julio Cesar. "Balotelli al Milan mi ha un po' sorpreso, chiaro, perché da piccolo ha iniziato con l'Inter. Poi è andato al Milan. Ma è stata una sua scelta, sono un suo tifoso. Totti? Merita tutto il rispetto, sempre. Se Prandelli lo chiamerà farà bene".

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Mourinho: "L'Inter è ancora la mia casa"


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Cuore nerazzurro. José Mourinho, nel corso di una lunga intervista per RMC Sport, radio francese, torna sull'esperienza italiana: "L'Italia è il paese della tattica, era un'esperienza che volevo vivere. Sono arrivato all'Inter, un club che è più di un club. E' una famiglia come non ne ho mai trovate nel calcio. L'Inter è una famiglia incredibile. Questo è il club della famiglia Moratti. C'era un gruppo straordinario e per me sono stati due anni fantastici a livello personale. Abbiamo fatto il triplete e ho avuto la sensazione di aver dato qualcosa che la famiglia si aspettava. Era un sogno per il presidente Moratti. Essere a capo del gruppo che gli ha dato questo sogno è stato assolutamente fantastico. L'Inter è ancora la mia casa. Quando l'ho lasciata, tutti hanno pianto".

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GdS - Eroi del Tripete all'addio: pronto il prossimo?



© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Direttamente da Gazzetta.it, si legge come ormai gli eroi del Tripletedell'Inter siano sempre più decimati. Dopo Wesley Sneijder passato al Galatasaray, adesso ci sarebbe già un possibile prossimo candidato: "IlPrincipe Diego Milito sarà il prossimo? Il Racing Avellaneda ci spera", sottolinea la rosea.

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Mazzola esalta Herrera: "Inventò il tecnico moderno"



Fonte: Gazzetta dello Sport - Milano Lombardia
"E’ stato un personaggio importante per tutto il calcio italiano, ma soprattutto io gli devo tanto: mi lanciò in squadra che ero giovanissimo". Così Sandro Mazzola rievoca la figura di Helenio Herrera, l'allenatore della Grande Inter. Parlando conNicola Cecere della Gazzetta dello Sport, Mazzola spiega perché HH occupa un posto importante nella storia del calcio: "Herrera ha portato a Milano la cultura del lavoro ovvero la cura maniacale degli allenamenti unita alla dieta da atleta e alla costante sottolineatura degli aspetti psicologici della vicenda agonistica. Il Mago dopo una sconfitta oppure alla vigilia di un match particolarmente importante ci faceva trovare negli spogliatoi dei cartelli di incitamento. Prima degli anni Sessanta il ruolo dell’allenatore era marginale, con Herrera e di riflesso il suo dirimpettaio milanista Nereo Rocco, il tecnico diventa personaggio centrale anche per i tifosi. Un ruolo che Herrera interpretava con astuzia e… profitto: i suoi premi partita erano di valore doppio rispetto ai nostri".
Tra i grandi meriti tecnici di Herrera, secondo Mazzola, quello di aver scoperto "le grandi doti atletiche di Giacinto Facchetti, oltre alla sua propensione alla manovra di attacco. Perciò lo autorizzò a sganciarsi tutte le volte in cui intuiva di poter diventare letale. L’esempio più importante di questa innovazione è la rete del 3-0 rifilata al Liverpool in coppa Campioni in una notte esaltante per il mondo interista. La segnò Giacinto al culmine di una manovra a tre tocchi: gli inglesi furono colti assolutamente di sorpresa"

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Moratti dice sì: una via di Milano per Helenio Herrera



Fonte: MilanNews.it - Gazzetta dello Sport
La proposta della Gazzetta della Sport di intitolare due vie di Milano a Nereo Rocco e ad Helenio Herrera è stata accolta con grande entusiasmo da parte di Milan e Inter, oltre che dai tanti appassionati di sport che vivono nel capoluogo lombardo. “Una via intitolata a Nereo? Benissimo - esclama l’ad rossonero Adriano Galliani - mi sembra una bellissima iniziativa da parte della Gazzetta. La seguiremo con molta attenzione e ha la nostra completa adesione. Rocco fa parte della grande storia del Milan e quindi della città di Milano”. Anche la parte nerazzurra di Milano vuole aderire a questa iniziativa: dagli Stati Uniti, dove è impegnato nella presentazione di Inter Campus all’Onu, il presidente Moratti si dice infatti felice della proposta fatta dalla Gazzetta per un allenatore che ha fatto la fortuna della squadra guidata da papà Angelo.

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Biabiany: "Legato all'Inter. Mi sono tatuato il Mondiale"



© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
Ieri ha messo in difficoltà l'Inter, con una bella prestazione. Jonathan Biabiaby parla a Parma Magazinedel suo passato nerazzurro: "Sono sempre legato all'Inter, lì sono cresciuto e sono riuscito a tornarci per giocare ad altissimi livelli. Sono riuscito anche a vincere il Mondiale per club, una delle emozioni più grandi della mia vita. Mi sono anche tatuato la coppa sul braccio, perché da piccolo non avrei mai immaginato di poterla vincere, per di più con la squadra che mi ha formato".

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Busquets su Thiago Motta, simulazione quasi da 10!



Una sceneggiata in piena regola, degna di un voto altissimo, quasi da lode: è quella di cui si rese protagonista Sergio Busquets, il centrocampista del Barcellona, nel corso della semifinale di ritorno della Champions League 2010 contro l'Inter, quando il suo tuffo furbino (con tanto di occhione spione a vedere se il coup de theatre riuscisse alla perfezione) portò l'arbitro del match De Bleeckere a decretare l'espulsione diThiago Motta. Nonostante l'inferiorità numerica, però, l'Inter riuscì a spegnere i sogni di remuntada volando verso la finale di Madrid. 
Il quotidiano inglese Mirror ha stilato la classifica dei 10 "falsi d'autore" del calcio, ovvero le simulazioni più imbarazzanti mai viste, con tanto di voto: 9.8 è il giudizio dato al centrocampista catalano, mentre 9.6 se lo è meritato Alberto Gilardino  che in Celtic-Milan del 2007 crolla in area ben dopo il presunto tocco avversario, beccandosi un cartellino giallo.

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28 maggio 1989: arriva lo "Scudetto dei record"



Il 28 maggio, in particolare quello del 1989, è un giorno speciale per tutti i tifosi nerazzurri. L’Inter sale per la tredicesima volta sul trono d’Italia, con quattro giornate d'anticipo, battendo il Napoli 2-1, con i gol di Nicola Berti e Lothar Matthäus, che ribaltano il vantaggio partenopeo siglato da Antonio Careca. Tripudio al Meazza e negli spogliatoi per la vittoria di un campionato-record concluso a 58 punti (quando la vittoria valeva due punti).

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