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Nuovi soci: investitori dall'Indonesia, si tratta

ESCLUSIVA FCINTERNEWS.IT



© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Sono settimane, giorni, chissà se addirittura non ore decisive per il futuro dell'Inter. Mentre la squadra si prepara a portare a termine la terz'ultima fatica di questa stagione contro la Lazio, la società con il presidente Massimo Moratti guarda al discorso economico, con il mirino puntato a EstNuovi soci sono in arrivo, ormai non sono più un mistero le diverse piste tra cui quella russa e quella kazaka di cui vi abbiamo parlato. Ma non solo, perché secondo quanto risulta aFcInterNews.it dalle ultime indiscrezioni, bisognerebbe fare attenzione al Sud Est asiatico.
L'Indonesia - secondo indiscrezioni di un certo peso - potrebbe essere il Paese dal quale possono arrivare capitali freschi. La tournée calcistica (trionfale, tra stadi pieni e aperture di Inter Store) del maggio 2012 voleva dire qualcosa di più del solo calcio giocato? Si attendono aggiornamenti, ma attenzione alle trattative anche su questo fronte, decisamente calde. Vedremo quale prevarrà alla fine, Moratti ci lavora in prima persona...

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Stadio di proprietà, ecco tutti i segreti: dall'area selezionata alle condizioni



Dalle colonne di Tuttosport, svelati "Tutti i segreti di casa Inter", come titola lo stesso giornale torinese. In realtà si parla in maniera molto ampia del nuovo stadio di proprietàdella squadra nerazzurra. Lo spazio selezionato sarebbe il quartiere San Francesco, considerato dalla società come quello più idoneo ad ospitare l'impianto. Sui prati che avrebbero dovuto ospitare la sede dell'Edison, si potrebbe innalzare una cittadella nerazzurra. A partire dallo stadio di sessantamila posti, un progetto che sia a San Donato sia a Palazzo Saras si immaginano all'avanguardia dei migliori stadi europei. Si tratta di un progetto ambizioso dal basso impatto ambientale, un tema molto caro alla famiglia Moratti. Che non per niente ha scelto un posto facilmente raggiungibile sia con l'auto, sia con i mezzi pubblici, seppur fuori Milano.
Il posto prende il nome da un'antica cascina costruita in epoca medievale dai monaci dell'abbazia di Chiaravalle. Per arrivarci, si lascia la strada all'inizio della strada sterrata che conduce ai ruderi e proseguire a piedi. La costruzione fino a una ventina d'anni fa era in perfette condizioni. L'amministrazione di San Donato, pone il recupero della Cascina San Francesco tra le condizioni necessarie per una cessione della zona all'Inter. "Il progetto dell’Inter dovrà essere di alto livello, non sarà solamente uno stadio, ma un progetto che prevede dei servizi per la città", le parole di Matteo Sargenti, assessore allo Sport e alle Politiche Giovanili della cittadina lombarda. "Quando il club ci ha contattato nell’estate del 2012 è stata una sorpresa per tutti, anche perché eravamo appena stati eletti. L’ultima chiacchierata informale l’abbiamo avuta a fine anno. Adesso attendiamo la decisione dell’Inter per vedere il progetto, che per ora è solamente una bozza ancora tutta da disegnare. E prima di prendere una decisione consulteremo la cittadinanza per capire se la gente è pronta all’impatto che un progetto del genere può comportare per una città di trentamila abitanti", si legge.
Il naufragio della trattativa con la China Railway ha soltanto rallentato le pratiche, ma non ha cambiato l'orientamento morattiano. Non c'è da stupirsi se là dove oggi c'è un campo rom e una cascina diroccata in mezzo a un mare di verde, nei prossimi anni possa sorgere lo stadio dell'Inter. E come ha detto lo stesso Moratti: "Lo stadio è necessario per costruire un futuro solido per questa società". Il futuro è proprio tra i prati di San Donato.

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GUARDA LA FOTO – Spunta uno stadio nerazzurro: “Inter-Pacolli, accordo!”


Fonte: passioneinter.net

Il titolo è emblematico: “Inter-Pacolli, arrihet marrëveshja” (Inter-Pacolli, accordo raggiunto ndr). E’ stato dato così l’annuncio del presunto (meglio essere cauti) accordo tra l’Inter e la Mabetex, società di proprietà del vice-premier kosovaro Pacolli.

Ed è spuntata anche una foto di uno stadio con tribune tutte nerazzurre: ovviamente solo un modello ma che rende già parzialmente l’idea del futuro che attende la società interista.

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TuttoMoratti, dai cinesi a Calciopoli. "Paulinho è bravo. Su Wes e Mou..."



Fonte: La Gazzetta dello Sport
"Caro Sneijder, non è mobbing". Parole e pensieri firmati Massimo Moratti, Presidente dell'Inter, che parla a La Gazzetta dello Sport del filone legato al fantasista olandese. L'Inter aspetta ancora la risposta di Sneijder relativa alla possibilità di ridursi l'ingaggio. Al momento,Sneijder percepisce 6 milioni di euro l'anno più bonus, cifra troppo elevata per i nuovi parametri del club e il presidente lo sa. "Non so se Sneijder rimarrà", prosegue il patron nerazzurro, aprendo così a un possibile addio del trequartista olandese. Moratti dalla rosea ha parlato anche di Balotelli, smentendo ancora una volta un suo possibile ritorno a Milano sponda nerazzurra: "Balotelli? Lui non arriverà". Garantisce il presidente. Ecco alcuni stralci della lunga intervista concessa ai colleghi del quotidiano milanese.
Dopo la sconfitta di Parma, Stramaccioni era preoccupato?
«Tranquillo no, ma lui è così, vive le cose con la giusta tensione: quella di fare bene. Mi fido di lui perché ha il senso della realtà, sa vivere in mezzo ai giocatori e non si ferma al dispiacere, se qualcosa non va. E’ già lì che studia la soluzione per correre ai ripari e non entrare nel vortice di una continuità negativa: è il primo a sapere che nulla va dato per scontato».
Lei che idea si è fatto di questo momento negativo?
«Credo sia dipeso dalla stanchezza per un calendario molto fitto, dagli infortuni - e non è un alibi - e anche dal fatto che quando tutto va bene subentra una sicurezza che può finire per inguaiarti: non bisogna mai crederci troppo, perché se poi arrivano le sconfitte è più difficile accettarle, non si capisce bene perché si perde. E la cosa grave di lunedì è non solo che abbiamo perso, ma che si è capito che al massimo avremmo pareggiato».
Stanchezza e infortuni: dunque necessità di rinforzi sul mercato?
«Questa squadra è stata più rinforzata rispetto all’anno scorso, con l’obiettivo di far bene: non significa scudetto - ma facendo bene può succedere - ma avere una forte crescita, nel rispetto di una congiuntura economica da non trascurare. Non va sbagliata l’impostazione programmatica: la squadra è e in linea di massima sarà questa, perché se puntando su grandi campioni non si risolvono certi problemi, si rischia solo di avere un problema in più».
Ma Stramaccioni apprezzerebbe molto un suo regalo, tipo Paulinho...
«Stramaccioni è un tecnico che sa adeguarsi a far bene con quello che ha, che non è poco. Paulinho è bravo, ma il nostro obiettivo deve essere valorizzare e avere fiducia in chi ancora non si è espresso comepotrebbe: tipo Alvarez, Coutinho, Pereira, lo stesso Guarin. Mi chiedono anche di Balotelli, ma non credo che tornerà».
E se Sneijder dovesse andarsene, cambierebbero le cose?
«Anzitutto una cosa: parlare di ricatto o di mobbing dell’Inter è voler vedere per forza male le cose. Sneijder non gioca anzitutto perché l’allenatore non lo vede integrato al massimo, soprattutto dal punto di vista psicologico, con la mentalità della squadra. Tutto il resto è questione di libertà reciproca: per noi è stato naturale cercare di trovare un modo per non essere costretti a venderlo, lui ha il diritto di non accettare la nostra proposta. E se la situazione rimarrà tale, la soluzione sarà inevitabile cercarla sul mercato».
Ma Sneijder aveva anche il diritto di non ascoltare quella proposta, tanto più se fatta direttamente dal presidente? 
«Non siamo neanche arrivati a questo e comunque nei miei confronti Sneijder ha sempre avuto rispetto e simpatia, quelli che io ho per lui, anche per tutto quello che ha contribuito a farci vincere».
Dopo Inter-Cagliari lei rilasciò dichiarazioni molto pesanti, che evocarono il fantasma di Calciopoli.
«Calciopoli è talmente presente nell’immagine del nostro calcio degli ultimi dieci anni che non serve rievocarlo: però non va neanche dimenticato, perché altrimenti non impariamo niente. Però Calciopoli era una cosa talmente complicata, "organizzata": no, quel giorno mi riferivo a distrazioni, cattiva forma, forse anche antipatia - ci sta di essere antipatici, e lo dico senza vittimismo - e sfortuna: il problema è che l’Inter era stata un po’ troppo sfortunata. Non lunedì a Parma, dove abbiamo perso e l’arbitro è stato bravissimo».
Preoccupato per il rinvio dell’accordo con gli investitori cinesi?
«Si sono incartati per le loro regole, ma essendo grandi società con manager intelligenti è doveroso avere ancora speranza e pazienza».
Ma le viene da credere che ormai possano non bastare neanche quelle?
«Dopo aver firmato dei contratti pensavo di no, ora che è passato così tanto tempo non posso far altro che iniziare a pensarci».
E questo Mourinho che continua a pensare all’Inter con nostalgia?
«E’ un affetto reciproco e sono convinto che il suo sia autentico. In fondo fu bello anche che fosse un’esperienza, diciamo così, fulminante e quando se ne andò mi disse: "Ma lei perché continua a fare il presidente? Nella mia carriera non ho mai avuto tanta difficoltà nei confronti delle istituzioni". Aveva addosso un’infinita fatica di vincere ed era impossibile non capirlo: l’ho sentita così tante volte anche io».

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Tronchetti avvisa Sneijder: "La politica è chiara. Su scudetto e i soci cinesi..."



© foto di Image Sport
"Snejider? L'Inter ha iniziato una politica chiara sul discorso degli ingaggi e quindi bisogna proseguire su questa strada". E' il parere del presidente di Pirelli e consigliere d'amministrazione dell'Inter, Marco Tronchetti Provera, intervenuto a Rio de Janeiro dove si trova per la presentazione del Calendario Pirelli 2013. Un commento anche sul campionato dei nerazzurri: "La squadra c'è, ogni partita ha una sua storia a se', non ho visto la gara di ieri perché ero in volo, ma bisogna essere fiduciosi, Stramaccioni sta facendo un ottimo lavoro e i risultati man mano stanno arrivando".
Fiducia al gruppo di Strama, insomma. "All'inizio del campionato, nessuno avrebbe dato fiducia a questa squadra e invece il lavoro si sta vedendo. Inter per lo scudetto? Certamente sì, anche l'Inter è in corsa per il titolo". E sull'ingresso in società dei cinesi, Tronchetti Provera ha detto: "Non entro in merito a queste tematiche, vale quello che ha detto recentemente il presidente Moratti".

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Moratti: "Calciopoli, offesa l'Inter. A Torino io? No. Su cinesi e il no a Pogba..."



Fonte: La Stampa
Giornata di tante parole in casa nerazzurra. A La Stampa ha parlato anche Massimo Moratti: il presidente dell'Inter si è soffermato sull'attualità stretta, ma non solo. Una lunga chiacchierata in cui il numero uno di Palazzo Saras ha affrontato domande a 360 gradi sul mondo nerazzurro. Ovviamente partendo da Juventus-Inter, big-match tra la prima e la seconda in classifica.
Presidente, nemmeno il miglior regista avrebbe potuto scrivere un copione simile.
«Vero, ma un regista perfezionista avrebbe fatto pareggiare la Juve con il Bologna. Il calcio ogni tanto regala di queste situazioni inattese, così siamo sicuri che parleremo di pallone e non di polemiche o di rivincita per altri fatti».
Gol irregolari convalidati, rigori dubbi, «ci sentiamo assediati»: con un distacco maggiore si sarebbe discusso d’altro?
«Credo che non siano accadute cose che possano generare polemiche. E se ci sono state si sono rivelate stupide e poco importanti».
Il primo commento sul gol di Pogba? Anzi, facciamo il secondo...
«Sì, è meglio. Sarebbe stato sbagliato andare a Torino illusi che loro fossero in crisi: la verità è che le due squadre stanno girando bene e la distanza al limite può essere colmata da una nostra vittoria».
Pazza Inter, ma nessuno l’avrebbe pensata così in alto.
«È vero, ma mi aspettavo le qualità dell’allenatore. Lo stimavo e mi chiedevo che cosa sarebbe stato capace di fare. Sceglierlo mi è sembrato un tentativo diverso che ci mettesse in condizioni di cominciare un progetto più fresco, di sentirci più liberi. Una cosa totalmente nostra. Stramaccioni è meticoloso ed espansivo, miscela particolare. Lavora tanto e fa subito diventare un patrimonio quello che vede e sente».
Paura che fosse divorato dallo spogliatoio?
«Ci poteva stare. Ma sapevo che i giocatori non avrebbero fatto apposta qualcosa contro. Si fidavano della mia scelta, condivisa da Branca, e una volta conosciuto Stramaccioni hanno fatto di tutto per sostenerlo».
Altra intuizione: Cassano.
«No, è stata una proposta quasi timorosa dell’allenatore che ho accolto con piacere. Ero curioso: prenderlo ci avrebbe risolto un problema tattico e se me lo proponeva lui andava bene».
Ha «tradito» Samp e Milan: si ripeterà con voi?
«Non credo ai tradimenti perché lascio le persone molto libere. Con Cassano c’è un atteggiamento affettuoso reciproco: si intende di calcio, è una testa in più in campo. Il tempo che vorrà dedicare all’Inter ci andrà comunque bene, niente progetti a lunghissimo tempo».
Tra i giocatori dell’Inter sorpreso da?
«Samuel e Cambiasso: pensavamo che avessero esaurito le energie. E invece sono importanti. Ovviamente Zanetti, ma lui è Nembo Kid, giocherà un altro anno ancora».
Che Juve-Inter sarà?
«Nervosa, ma aperta. Può permettersi di non essere tirchia perché non è decisiva: se la Juve vince dà una bella botta ma chi va in fuga presto a volte finisce con il fiato corto».
Che cosa le piace della Juve?
«La continuità data dal carattere. È stato molto bravo Conte, tenere l’ambiente costantemente aggressivo in termini calcistici, è una dote mica da poco. Poi mi sembra bravo Pogba. Lo seguivamo anche noi, ma avevamo un accordo con il Manchester United: non trattare giocatori a fine contratto. Era una richiesta di Ferguson, ci siamo tolti, forse sbagliando ma non si possono prendere tutti. E poi Pirlo: fantastico. Migliora di anno in anno. Nel passato? John Charles».
Il cuore della Juve dov’è?
«In Conte e nella volontà del presidente. Questa costante aggressività nei confronti di ogni problema ha prodotto i risultati che voleva. Ha dato carattere alla squadra».
Opinione comune: al calcio italiano mancava la Juve a questi livelli. La pensa così anche lei?
«No, io non l’ho mai detto».
La squalifica di Conte non ha indebolitola Juve, sorpreso?
«È solo sulla carta. Non poteva cambiare niente, perché non è cambiato niente».
Come le hanno descritto lo Juventus stadium?
«Mi hanno detto che è bellissimo. È un’idea vincente che ha fatto cambiare passo alla società».
Pronto a vederlo dal vivo?
«Ci stavo pensando, mi sono sentito con Andrea, ma non vorrei creare maggior nervosismo e pressione. Lo so è triste, ma forse non è ancora ora di venire a Torino. Prima o poi lo farò».
Juve-Inter: il meglio e il peggio?
«Il primo scudetto di mio padre nel ’63 con gol vincente di Mazzola. La pagina più brutta? Beh, sfortunatamente per me è troppo facile...».
Niente top-player né per voi né per la Juve: almeno in Italia si può vincere lo stesso?
«Sono cambiate le nostre risorse, ma non significa rinunciare alle ambizioni. Non siamo in rovina, ma come una qualsiasi industria anche il calcio attraversa un momento particolare. Le macerie sono altre: le scommesse, l’uso personale del calcio per delinquere».
Per Agnelli il calcio non può più perdere tempo se non vuole ridimensionarsi in modo irreversibile. D’accordo?
«È stato chiaro: “Guardiamo al domani e mettiamo le basi per affrontarlo”. Servono idee e persone giuste, partendo dalla Lega. Andrea è su questa strada, ha fatto delle proposte intelligenti».
Anche sulla riforma della giustizia sportiva?
«È quello che fa più impressione, detto da Andrea. Con tutte le grane in corso mi sembra un discorso interessato, ma levate le polemiche è vero che servono calma e buon senso per toccare i punti che hanno scricchiolato.Non è il problema centrale del calcio: lo è diventato a causa dei fatti spaventosi che sono accaduti».
Juve e Inter: si volta pagina?
«Rimangono due posizioni fortemente contrapposte in cui gli offesi dovremmo essere noi e invece gli offesi sono gli altri. I rapporti personali sono buoni, vorrei che si considerasse sempre più l’aspetto sportivo e forse ci siamo, anche se quando ci si aspetta grande serenità a volte capita proprio il contrario».
La diverte ancora questo calcio?
«Sì, resta un giallo che stai vivendo e di cui non sai il finale. Per me, ad esempio, il Barcellona è abbastanza noioso, senza Messi sarebbe noioso del tutto. A me piace il calcio veloce, contropiede, tre passaggi e tiro in porta».
Fair play finanziario: spauracchio o curasalutare?
«Servirà ma ci costringerà a lavorare ancora di più per trovare risorse utili. Norma giusta e interessante, vedremo la gradualità dell’applicazione».
Capiranno gli sceicchi del Psg?
«Troveranno la misura, ma non sono i demoni del calcio. Non fanno male i new comers: ben venga chi vivacizza gli scambi, finora hanno arricchito molte società. E poi Parigi merita una grande squadra».
Quanto manca all’Inter Made in China?
«Speravo un po’ di meno, hanno molti problemi legati ai permessi».
Faranno il nuovo stadio nerazzurro: legherà il suo nome anche alla futura casadell’Inter?
«Arriveranno anche per questo. A me ora, però, interessa l’oggi, la partita di Torino. Il futuro spesso è una scusa per giustificare i problemi del presente».

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Moratti: "Stadio, questione di poco tempo. I cinesi..."



© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dopo il CdA, il presidente Massimo Moratti ha discusso anche del progetto stadio e dell'ingresso di soci cinesi in società: "C'è un grande entusiasmo da parte dei soci cinesi entrati in società, e anche il mio entusiasmo. Costruiremo lo stadio e di questo sono felice, è una questione solo di poco tempo".

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Moratti: "Stadio, questione di poco tempo. I cinesi..."



© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Dopo il CdA, il presidente Massimo Moratti ha discusso anche del progetto stadio e dell'ingresso di soci cinesi in società: "C'è un grande entusiasmo da parte dei soci cinesi entrati in società, e anche il mio entusiasmo. Costruiremo lo stadio e di questo sono felice, è una questione solo di poco tempo".

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Moratti: "Juve? Un errore. Stadio a breve. I cinesi, Strama, mercato e..."



Fonte: Sky
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Dopo il Consiglio di Amministrazione di FC Internazionale, il presidenteMassimo Moratti parla a tutto campo. E parte commentando la partita di ieri tra Catania e Juventus e le relative polemiche durante la settimana che porta a Juventus-Inter: "La partita di ieri a Catania un po' di impressione l'ha fatta - confessa Moratti -. Non si è trattato di un errore, ma di un doppio-triploerrore. E' incredibile che in 40 secondi non si sia presa una decisione, ma non è colpa della Juventus. Sono convinto che sia uno sbaglio singolo, che non si ripeterà. Sono certo che la Juventus non si sia impegnata in quel senso. Sapete la simpatia tra Inter e Juve, non carico i toni, non vorrei che aumenti la simpatia (ride, ndr). Bisogna pensare sempre che sia solo un errore, ma soprattutto che non si ripeta. Fino al 2006 abbiamo avuto una brutta esperienza, lo scudetto 2006 è un'esperienza terrificante. Qualcuno lo dimentica, ma è una macchia spaventosa".
Il presidente poi lascia porte aperte allo scudetto: "Sì, abbiamo le potenzialità per tenere il ritmo delle prime due, Stramaccioni è un allenatore molto preparato, la migliore scelta che si potesse fare anche se qualcuno quest'estate storceva il naso... C'è un ottimo mixtra calciatori giovani ed esperti, il merito è anche di Stramaccioni perché è preparato in questo senso". La stagione intanto prosegue al meglio: "Le cose stanno andando meglio di quanto potessimo pensare. Anche il gioco brilla come organizzazione, l'allenatore e i ragazzi si sono adattati alla perfezione. Saremmo andati a meno uno dalla Juventus? Beh, ci han pensato tutti, credo anche il Napoli. Tra qualche giorno questa bufera passerà, quel che conta è che le cose siano fatte per errore e così è. Anche perché troppi arbitri devono decidere in poco tempo una cosa sola. La sfuriata di Pulvirenti? Posso capire i suoi motivi, ma non entro in questa polemica. Vogliamo arrivare alla sfida con la Juve senza polemiche, con una squadra forte e una che sta venendo fuori".
Impossibile non rilasciare una battuta sul mercato, "ma io do fiducia a questi ragazzi e punto su di loro, sperando sia un anno di successo. Non li tradirò, e ci sono anche ottimi prospetti della Primavera. Talenti ottimi in cui crediamo". Intanto, Andrea Agnelliha parlato di riforme: "Siamo d'accordo su diversi aspetti, analizzando attentamente quel che ha detto a proposito delle riforme nel calcio". Si torna quindi sulla sceltaStramaccioni, "perché in tanti magari avranno pensato a una scelta pazza. Ma credevo che i giocatori avrebbero capito perfettamente. Effettivamente, è stato proprio così".
Si passa quindi a discutere dei soci cinesi e del nuovo stadio: "Devo dire che i soci cinesi sono molto entusiasti come lo sono io, ed è importante. Purtroppo in Italia ci sono dei problemi di burocrazia che rallentano il tutto, ma il progetto rimane valido e ci entusiasma. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. C'è massima felicità anche per lo stadio, non credo che ci saranno problemi di tempo in questo senso, basterà poco per completare tutto".

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Barletta: "Inter, ecco le novità in arrivo per lo stadio"



Fonte: Inter.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Il Direttore dell'Area Stadio e Sicurezza di FC Internazionale, Pierfrancesco Barletta, è intervenuto telefonicamente nella trasmissione pomeridiana di Inter Channel "Radio Appiano" a pochi giorni dalla chiusura della campagna abbonamenti per la stagione 2012-13, prevista per domenica.
"Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti i tifosi perchè l'Inter anche quest'anno ha il primato per gli abbonamenti venduti. Siamo molto soddisfatti e invitiamo coloro che non l'hanno ancora fatto a sottoscrivere un abbonamento anche in queste ultime ore. Conviene perchè si pagano dieci partite al prezzo di cinque e inoltre con due ragazzi sotto i 14 anni si possono pagare 4 abbonamenti al prezzo di 2. Queste sono le uniche promozioni fatte dall'Inter. Per quanto riguarda lo stadio, stiamo facendo degli investimenti sui punti di ristoro e stiamo programmando un intervento molto importante per rendere il 'Meazza' più confortevole per tutti e poter svolgere tante altre attività oltre a quelle in programma il giorno della partita".
Uno stadio migliore per tutti, un grazie agli abbonati e comunque ai tifosi che seguono la squadra, e una precisazione sulla notizia riportata oggi di una 'svendita' di biglietti su un portale online di offerte di vario tipo.
"L'unica precisazione da fare è che il sito in questione (Groupon, ndr) non è autorizzato da parte di Inter perché Inter vende i biglietti solo attraverso i canali ufficiali che sono indicati su inter.it e quindi presso i siti e le agenzie della Banca Popolare di Milano, di Legnano e il giorno della partita presso gli sportelli dello stadio, non ci sono altri siti autorizzati a farlo. La società in questione, come altre che ci sono state in passato o quelle che ci saranno in futuro, non sono autorizzate, quindi invitiamo i tifosi a diffidare di altri canali".

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Moratti, mai un bilancio in utile. Ma ecco il rilancio: soci nuovi e Cantera



L'appuntamento è fissato per il prossimo 29 ottobre, ovvero il giorno dell'assemblea dei soci. All'ordine del giorno soprattutto l'approvazione del bilancio stagione 2011-2012, in perdita per circa 80 milioni. E allora ecco una nuova ricapitalizzazione per ripianare il debito e rilanciare l'esercizio come già accaduto l'anno scorso (con 40 milioni freschi freschi). E come già accaduto in passato. Le differenze e i benefici del nuovo regime gestionale - con l'abbattimento del monte ingaggi - si vedranno pienamente a partire dalla stagione 2012-2013. Sempre in attesa degli ingressi nel Cda di Kamchi Li, Kenneth Huang e Fabrizio Rindi, in rappresentanza della cordata cinese che acquisterà il 15% della società (per una cifra attorno ai 55 milioni).
In questo contesto, la Gazzetta dello Sport ci rammenta come Massimo Moratti in questi anni di presidenza, ha saputo tenere in vita l'Inter nonostante il progressivo addio dei soci minoritari. Il conto è arrivato a 1.160 milioni e dagli ingaggi faraonici degli anni iniziali fino al Triplete c'è stata una costante: l'Inter non ha mai chiuso un bilancio in utile e ha accumulato perdite per 1.326 milioni.
Attualmente il main sponsor Pirelli (nel 2002 era arrivato a detenere addirittura il 19,5% delle azioni) ha contribuito a ripianare i deficit per circa 100 milioni, riducendo quindi a sua volta la quota all'1,6% nel 2007. Nel corso degli anni hanno mollato la presa ancheInterbanca e la famiglia Giuliani.
Al momento, dunque, resta proprio a Moratti il controllo pressoché totale del club, con il 98,2% del pacchetto. E non a caso, in attesa dei soci asiatici, è arrivato il taglio agli stipendi: solo quest'anno sfrondati dal monte ingaggi 45 milioni di euro. E con la nuova politica gestionale è arrivata anche quella tecnica, con il rilancio quasi forzato di un settore giovanile, ad oggi tra le eccellenze d'Europa. La stessa scommessa su Andrea Stramaccioni, tecnico giovane, preparato e di qualità, ha chiaramente pure un risvolto economico: Strama percepisce 1 milione all'anno, mentre, ad esempio, Antonio Contealla Juventus ne guadagna il triplo.
Lontani i tempi delle vacche grasse e delle spese folli, un periodo "di scelte tutte sbagliate" come lo stesso Moratti ha commentato. Lontanissimo, diverso, ma non necessariamente peggiore. Di necessità virtù, insomma, e chissà che questa necessità non porti a risultati ancora maggiori dell'abbondanza...

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Anno 2017, corsa al nuovo stadio: l'Inter e Fassone studiano la location



Comincia la grande corsa, che si dovrebbe concludere, se tutto andrà come nei tempi previsti, nel 2017, quando finalmente l’Inter giocherà la prima partita nel suo nuovo stadio, il grande obiettivo per il quale è stato siglato l’accordo con la Chinese Railways Construction Corporation, una delle aziende leader a livello mondiale del settore. Una corsa che, come detto, dovrebbe vedere il suo apogeo fra cinque anni; ma, un po’ come avviene alle Olimpiadi, la marcia di avvicinamento inizia adesso.  Così come quando il Cio analizza tutte le candidature con sopralluoghi sul posto prima di decidere la vincitrice, anche l’Inter comincia le manovre preliminari prima di sancire quale sarà l’area dove vedrà la luce la nuova arena nerazzurra.

Il nostro Cio si chiama Marco Fassone; fresco dell’esperienza legata al nuovo stadio della Juventus, il nuovo direttore generale dell’Inter ha cominciato proprio in questi giorni a fare i primi sondaggi tra le aree candidate ad ospitare il futuro impianto. Un lavoro che dovrebbe durare diversi mesi, il tempo di fare tutte le valutazioni e soprattutto di trovare l’accordo con l’amministrazione comunale di Milano (oltre, ovviamente, ad aspettare la tanto decantata legge sugli stadi il cui iter è più travagliato di una scalata dell’Everest fatta a mani nude). E come si usa per i Giochi Olimpici, in lizza per il tanto agognato traguardo ci sono ben cinque aree, dislocate in modo particolare nell’hinterland milanese.

L’ipotesi data in pole position è quella che porta a San Donato Milanese, periferia sud-est di Milano: l’idea è stata avanzata sin dalle prime ore successive all’ufficialità dell’accordo coi costruttori cinesi. L’area individuata, nello specifico, sarebbe quella di San Francesco dell’Accesso, lì dove oggi vi è una storica cascina abbandonata, davanti al quartiere residenziale delle Torri Lombarde.  L’Inter potrebbe pertanto scegliere di costruire la sua nuova casa lì, all’inizio dell’autostrada A1, dove pulsa uno dei cuori dell’economia del capoluogo lombardo, incastonando il suo gioiellino in un’area socio-economicamente rilevante.

Tra le aree vagliate, anche due che si trovano agli estremi opposti della città: Sesto San Giovanni, con le aree un tempo occupate dalla grande acciaieria Falck, è forse l’idea cronologicamente più remota, quella avanzata quando i discorsi legati ad un possibile nuovo stadio erano ancora in fase embrionale, quasi delle fantasie. Oggi che la locomotiva è ormai in moto, ecco che la candidatura viene rilanciata con forza, soprattutto dai giovani sestesi inseriti in una lista civica che sostengono in maniera convinta la loro città, con tanto di invito diretto a Moratti e Tronchetti Provera, sicuri che lo stadio nuovo darebbe nuova linfa all’area e più in generale a quella che viene ribattezzata la Stalingrado d’Italia, dopo la dismissione delle fabbriche. Sull’altro fronte, invece, c’è Rozzano, periferia sud, in direzione Genova, una zona nemmeno troppo distante dal Mediolanum Forum. Una possibile ‘conurbazione dello sport’, almeno potenzialmente, con l’idea dello stadio che troverebbe anche qui il consenso dei cittadini, che nei mesi scorsi sono stati direttamente chiamati in causa tramite consultazione popolare che ha avuto esito positivo.

Tra le opzioni in ballo, rimane viva anche la zona Rho-Expo 2015: sarebbe quella maggiormente caldeggiata dal Comune di Milano, col sindaco Giuliano Pisapia, grande tifoso dell’Inter, in primis. Proprio di quell’area si parlò quando nel giugno scorso Massimo Moratti e il primo cittadino del capoluogo lombardo si incontrarono a Palazzo Marino proprio per discutere del progetto, con il Comune che vuole unire l’utile al dilettevole riutilizzando al meglio le aree che nel 2015 ospiteranno l’Esposizione Universale, a ridosso anche di aree naturali importanti come il Parco di Trenno oMonte Stella (con Pisapia che parlava anche di un’arena adatta ad ospitare grandi eventi musicali). Last but not least, ecco l’area in dismissione della Caserma Santa Barbara, per i milanesi ‘la Perrucchetti’. Parliamo di una superficie immensa (350mila metri quadrati) a nord-ovest di Milano, contigua allo stadio San Siro, dove l’Inter potrebbe costruire una sorta di ‘cittadella nerazzurra’ davvero sconfinata. Ma forse è l’ipotesi che porrebbe davanti gli ostacoli più seri, a partire dai tempi di rilascio dell’area da parte dell’Esercito Italiano e i costi di acquisizione che si preannunciano altissimi.

Comunque, la corsa è in atto: dovremo aspettare ancora un po’ di tempo per avere i primi sviluppi importanti, ma la strada verso uno stadio tutto nerazzurro è ormai tracciata. Cinque anni, poi, passano più in fretta di quanto non si pensi...

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Tuttosport - Nuovo stadio, l'Inter al lavoro per l'area



Fonte:
 Tuttosport
Il nuovo stadio di proprietà nerazzurro, progetto da realizzare in collaborazione con la China Railway Construction Corporation, non ha ancora il suo luogo di nascita. Infatti, l’area in cui sorgerà l’impianto tutto nerazzurro, non è ancora stata individuata. Ma la società prosegue nei suoi contatti con le amministrazioni comunali dell’hinterland milanese.

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Il nome del nuovo stadio: vi dico che...


ESCLUSIVA  "BOA" FCINTERNEWS.IT

Cari amici, nella settimana della pausa per gli impegni delle nazionali mi piacerebbe aprire un dibattito e dopo aver espresso un mio parere, poter raccogliere i vostri per la rubrica del sabato "La posta del BoA".
L'argomento è il nome del nuovo stadio.
In passato ho sottolineato in diverse circostanze l'esigenza di avere una casa tutta per noi e, seppur  a malincuore, la relativa ottima scelta di lasciare San Siro. L'attuale stadio, nonostante l'indiscusso fascino che riesce a esercitare, resta un impianto costruito negli anni venti. In un calcio che dovrà  autogestirsi in modo sempre più marcato e, con l'esigenza di trovare nuovi strade per aumentare il fatturato, la voce "stadio" dovrà necessiaramente occupare un ruolo predominante. La nuova casa di tutti noi tifosi della Benamata dovrà apportare ricavi lungo tutta la settimana e, le partite dovranno rappresentare la classica ciliegina su una torta già particolarmente guarnita. Si deve trattare di una "casa" composta da alberghi, ristoranti, cinema, negozi, centri di aggregazione e da tutto quanto possa permettere di assolvere a due funzioni fondamentali: introitare più denaro possibile e creare ancor più un senso di appartenenza tra i tifosi. L'ubicazione sarà poi un valore aggiunto fondamentale: la vicinanza alle grandi arterie autostradali e la facilità di spostarsi comodamente per la città saranno due fattori che segneranno in modo decisivo la scelta su dove costruire l'intera area.
Insomma, penso che, mettendo da parte la naturale malinconia nel pensare che il Meazza sarà per noi solo un ricordo, sia difficile essere contrari all'operazione.


Ciò detto, cari amici, aprirei il dibattito che ho pensato di proporvi.
Una volta costruito lo stadio, chi di dovere dovrà decidere a chi intitolarlo. Se, non ci sarà una sorta di referendum tra noi tifosi (ipotesi comunque da caldeggiare), il Presidente dovrà assumersi la responsabilità di scegliere un nome che possa rappresentare degnamente la passione di milioni di sostenitori.
A questo punto è arrivato il momento di giocare a carte scoperte.
Dal mio punto di vista il nome più intrigante e rappresentativo dell'immenso popolo della Beneamata è quello del mai troppo compianto Peppino Prisco.
Considerando che il centro di allenamento della prima squadra è intitolato al Presidentissimo Angelo Moratti e che quello  delle giovanili è dedicato a Giacinto Facchetti, quella che dovrà essere la casa di noi tifosi non avrebbe un nome migliore di quello del primo tifoso. Al tifoso che più di tutti ci ha fatto essere sempre orgogliosi dei nostri colori. Dell'uomo che più di ogni altro ci ha difeso in ogni sede e che, soprattutto, non ha mai perso l'occasione di evidenziare le differenze tra noi e le tifoserie "biancorossonere".  
Eh sì, personalmente sarei felicissimo di poter entrare allo stadio "Peppino Prisco" o perchè no, alla "Prisco Arena" (un nome che riprenderebbe quello della mitica Arena Civica, ora Arena Civica Gianni Brera, che ha visto le gesta dei nostri eroi per tanti anni).


La palla adesso passa a voi, fatemi sapere cosa ne pensate e, come di consueto, le mail più rappresentative saranno pubblicate all'interno de "La posta del BoA" di sabato prossimo.
BoA

PS: Quanto ci manca il grandissimo Peppino...

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Tuttosport - Inter e CRCC, domani la fumata bianca?

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Inter e CRCC, probabilmente siamo vicini alla fumata bianca: secondo quanto riferisce Tuttosport, infatti, domani potrebbe essere il giorno giusto per sancire l'accordo tra la società nerazzurra e il colosso asiatico. Accordo che riguarda ovviamente la costruzione del nuovo stadio, in località San Donato, che però dovrebbe vedere la luce fra cinque anni (ma si continua a parlare dell'acquisizione del 15% delle quote nerazzurre, eventualità smentita dalla stessa azienda). 
Con la firma sul contratto, come noto, ci saranno tre nuovi ingressi nel consiglio d'amministrazione: quelli di Fabrizio Rindi, amico di Moratti e presidente della filiale italiana della società di gestione patrimoniale elvetica Julius Baer, di Li Kamchi Jian Huan Kenny Huang.

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Nuovo stadio, Appiano si candida: "Perché non qui?"

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La clamorosa svolta in casa Inter relativa alla costruzione del nuovo stadio, ha scatenato le fantasie di milioni di tifosi nerazzurri sparsi in giro per il mondo. Tra questi, anche Lisa Giussani, ex assessore allo sport - nonché interista da sempre - che a dispetto degli accostamenti a San Donato e alla zona Expo, vedrebbe bene la nuova casa dell'Inter ad Appiano Gentile. Ragione di cuore, ma non solo: "Sarebbe bello vedere che oltre al centro sportivo Angelo Moratti dove si allena la prima squadra,anche Interello (centro dove si prepara la Primavera) e addirittura lo stadio nuovo di produzione cinese ad Appiano". Un'idea obiettivamente impraticabile: "Anche se da interista e appianese sarebbe un sogno per me", spiega la Giussani.

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Vulpis: "Nuovo stadio, ecco come agisce CRCC"

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In un'intervista concessa ai microfoni de Ilsussidiario.net,Marcel Vulpis, direttore e fondatore di Sporteconomy.it, ha spiegato i i risvolti dell'arrivo di nuovi investitori per l'Inter, specificando il ruolo del colosso CRCC: "La CRCC collaborerà con l'Inter solo per il progetto stadio e non per qualsiasi altra attività della società nerazzurra - sottolinea -. La finalità dell'investimento del colosso cinese è lo stadio dell'Inter. Per questo bisogna distinguere le cose, non entrano capitali freschi dentro la società nerazzurra per fare ad esempio il calciomercato. Il concetto è questo: i nuovi ricchi, ovvero cinesi, arabi, russi, non gettano soldi dalla finestra. Non entrano in un business senza avere dei ricavi".
Si parla anche del legame fra le cessioni illustri che hanno accompagnato le scorse estati nerazzurre e il progetto del presidente: "Io credo che la cessione di Balotelli sia arrivata per una questione ambientale del giocatore che non aveva ottimi rapporti con la tifoseria ed ha avuto problemi con l'allenatore. Certo, alcune risoluzioni dei contratti di quest'anno, vedi Forlan e Lucio, hanno un legame con il progetto di Moratti".
"Lo stadio nuovo? Non è poi così scontato - commenta Vulpis -, basti ricordare il famoso progetto dello stadio Franco Sensi da parte della Roma che poi non è partito. Inoltre non sempre porta dei vantaggi, basti pensare all'Arsenal che produce ricavi ma a livello di squadra non è migliorata, non ha vinto nulla in questi anni. Il Manchester City quest'anno ha vinto, ma se Mancini non avesse portato in trionfo il City sarebbe andato via. E' sempre la solita regola, bisogna vincere".

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Il nuovo stadio costerà 250 milioni. Ora il Comune...

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Un investimento da 250 milioni di euro. Questo quanto l'Inter ha fissato con la CRCC per la costruzione del nuovo stadio, annunciato entro il 2017 dalla società. La zona prescelta, Comune permettendo, è quella di San Donato Milanese, zona sud-est. O, in alternativa, l’area dell’Expo 2015 tra Rho e Pero. Sui 3 anni (anche se nel comunicato apparso su Inter.it si è fissata la scadenza 2017) i tempi realizzativi del nuovo impianto, nei piani societari sul modello dell’Emirates Stadium dell’Arsenal (capienza 50/60mila spettatori).

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Ecco i nuovi soci dell'Inter soci che porteranno tanti soldi, eccoli in foto con Moratti CLICCA QUI E GUARDA LA FOTO

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L'Inter e lo stadio nuovo: ecco su cosa si lavora

Secondo quanto riferito da La Repubblica continua la trattativa tra l'Inter China Railway Costruction per la costruzione del nuovo stadio nerazzurro. "L'obiettivo attuale - si legge sul quotidiano - è trovare una formula commerciale che sblocchi i finanziamenti cinesi: si sta lavorando a uno schema innovativo basato anche sui futuri ricavi dell'impianto. Superata questa fase, si passerà all'individuazione dell'area della costruzione".

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