Cordoba racconta l'Inter: "Pupi un grande. E Mou..."



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 Sport Paper
© foto di Markus Ulmer/PhotoViews
A tutto Ivan Cordoba. A poche ore dalla partita con la Lazio, che segnerà il suo passo d'addio, il difensore colombiano si racconta in una lunga intervista concessa al portale Sport Paper, nella quale racconta aneddoti e impressioni di 12 anni di carriera nerazzurra. "Il momento più bello e quello meno bello? Mi viene subito in testa il momento meno positivo, impossibile dimenticare lo scudetto perso a Roma il 5 maggio, una giornata amara, da dimenticare. Un altro momento da eliminare in nerazzurro è stato l’infortunio subito a Liverpool. Gli anni successivi sono stati ricchi di successi e momenti da ricordare, difficile scegliere il più bello. Ho vissuto momenti indimenticabili in nerazzurro, li tengo tutti stretti nel cuore. Dal primo scudetto fino allo storico triplete". 
Cordoba ribadisce il suo legame speciale con Javier Zanetti: "E' una grandissima persona, con lui c’è una grande amicizia che va oltre il calcio, è un esempio. Posso aggiungere che in tanti anni ho avuto modo di conoscere molti compagni, credo di essere stato un buon compagno di squadra, dentro lo spogliatoio e in campo, mi son trovato molto bene con tutti". Dal vice-capitano anche una stoccata verso le troppe critiche partite dalle bocche di ex calciatori nerazzurri, con riferimento ai gruppi citati da Muntari: "Si è parlato molto di queste cose, in molti hanno parlato ‘troppo’ quando hanno lasciato la propria squadra, non solo all’Inter. Credo in ogni caso che si sia data troppa importanza a queste cose, a volte non vale la pena commentare… Noi abbiamo sempre pensato a noi stessi, al nostro gruppo, il resto conta poco. Inoltre credo sia più giusto dare importanza a chi c’è in questo momento e sta lottando per portare l’Inter dove merita, il passato conta poco". 
Non risparmia una risposta ironica nemmeno sul discorso dello scudetto della Juventus: "A me fa sorridere vedere calciatori arrivati da poco alla Juventus che parlano di certi argomenti, che si fanno disegnare le tre stelle in testa e sul corpo, che parlano di calciopoli e non solo… Tante, troppe parole. Potrei al massimo capire giocatori che sono da anni a Torino, ma non chi è appena arrivato. Terza stella o meno a noi interessa poco, è un problema loro. Personalmente credo sarebbe stato più opportuno limitarsi a festeggiare il titolo appena vinto, conquistato meritatamente sul campo. Noi abbiamo dimostrato cosa significhi vincere ‘sportivamente’, ci godiamo i nostri successi. Anche nel derby abbiamo dimostrato di voler vincere e la nostra sportività, abbiamo voluto la vittoria a tutti i costi, senza pensare a ‘favori’ o ‘dispetti’, abbiamo giocato senza pensare a cosa succedeva su altri campi. Se poi continuano a parlare di noi significa che noi siamo troppo importanti per loro, se è così continueremo ad esserlo e vinceremo di più”.
Tanti gli allenatori e i giocatori passati dall'Inter durante questi 12 anni. Cordoba dà un giudizio complessivo: "Con Mancini ho avuto un rapporto ottimo, mi ha dato fiducia, con lui mi son trovato molto bene. Inoltre con lui abbiamo vissuto un momento importante, di cambiamento, siamo diventati vincenti. L’Inter è diventata vincente anche per merito del Mancio, ma non posso in ogni caso dimenticare la parentesi Cuper, forse con lui c’è stato il primo importante cambiamento. Il definitivo salto di qualità c’è stato con l’arrivo di Mourinho, ma non posso dimenticare l’importanza del lavoro svolto dagli altri. Sicuramente Mou è un vincente, abbiamo passato periodi difficili anche con lui, ma certi momenti sono stati utili per costruire le vittorie che sono arrivate. Mourinho ha trovato una squadra pronta, vincente, ed è stato bravo a guidarci al meglio permettendoci di vincere tutto. I giocatori? A me ha impressionato molto Zanetti, una forza della natura. E’ sempre lo stesso, in partita e in allenamento, da sempre il 110%. Per me un esempio da studiare in laboratorio, forse è un extraterrestre. Ovviamente impossibile non ricordare Ronaldo, davvero impressionante, a lui ho visto fare cose che fino a quel momento credevo fossero impossibili da realizzare, un fenomeno".
Adesso si riparte da Stramaccioni: "Si è dimostrato determinato e carico, ha riportato entusiasmo e la squadra ha risposto al meglio. Giusto ripartire da lui, avrà modo di lavorare da luglio seguendo i suoi metodi, la squadra sono certo che risponderà positivamente. Dovrà affrontare momenti positivi e negativi, ma è una cosa normale. E’ una persona intelligente, saprà come comportarsi, avrà la fortuna di poter contare su un gruppo che lo aiuterà. C’è ancora voglia di vittorie, c’è tutto per far bene". 
Gli ultimi pensieri sono per un suo ex compagno: "All’Inter sono passati molti giocatori, ma ricordo in modo particolare Stephane Dalmat, un vero talento, peccato non sia riuscito a dimostrarlo in un club importante, aveva doti impressionanti ma non è riuscito ad esprimersi al meglio. Ricordo anche il mio connazionale Rivas, è stato sfortunatissimo, molti infortuni che non gli hanno permesso di ritagliarsi lo spazio che avrebbe meritato. Purtroppo questa è la vita, a volte ingiusta…”; poi, un augurio finale all'Inter: "L’Inter sta attraversando un momento importante, il passaggio da giocatori importanti che hanno vinto tutto a giovani che devono inserirsi al meglio. La speranza è che lo facciano velocemente e che l’Inter torni subito vincente, che questi giovani riescano a prendere la squadra per mano aprendo un nuovo ciclo".