Cordoba racconta: "Una volta io e Mourinho..."



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Dopo la fine della tournée in Indonesia, che ha segnato la fine della sua esperienza da giocatore con la maglia dell'Inter, Ivan Cordoba racconta aneddoti e sensazioni a La Repubblica. Partendo da quelle più immediate, legate ai match disputati negli ultimi giorni: "Ad ogni intervento pensavo: questo è il mio ultimo anticipo, il mio ultimo fallo, la mia ultima giocata. E infatti è stato realmente così. Smetto contento anche perchè ho problemi alle caviglia e alle ginocchia: mi fanno molto male, c'è il rischio di complicazioni per la vita quotidiana e non posso pensare di non poter giocare coi miei bambini. I miei compagni mi hanno emozionato in occasione del derby del 6 maggio. Tutti con la mia maglietta nella fase del riscaldamento. Noi siamo una famiglia, magari un po' complessa ma piena di valori e di affetto".
Poi, una parola su Moratti: "Da lui non ho mai ricevuto un rimprovero, anzi quando veniva ad Appiano sempre affetto e incoraggiamento". E infine, un aneddoto legato a un battibecco con José Mourinho: "Una volta dovetti affrontarlo a muso duro: dopo la sconfitta di Bergamo ci disse delle brutte cose. Gli dissi che lui era nuovo e non si poteva permettere di parlare  di qualcosa che non sapeva e che era realmente successa. Alla fine capì e gli servì e costruimmo parte dell'Inter del Triplete". Cordoba non si nasconde quando si tratta di eleggere la sua peggiore Inter: "Nel 2000-2001 avevamo un gruppo molto disorganizzato, con giocatori che andavano per conto loro. Ci volle Cuper per ridare un po' di ordine". Tra i tanti compagni avuti in questi 12 anni, una menzione speciale per Baggio e Ronaldo: "Non sapete le cose che Ronie era capace di fare in allenamento".