Cuchu di rabbia: "Finito? Macché!". Sulle lacrime, titoli Juve e Palacio...



Fonte:
 Corriere dello Sport
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Combattivo come sempre Esteban Cambiasso, che ai taccuini delCorriere dello Sport vuole ripartire alla grande dopo una stagione negativa. L’Inter e lui hanno ancora fame di vittoria, nonostante i numerosi successi passati: “Se dopo sette stagioni il prezzo da pagare era questo, tutti lo avrebbero accettato. In ogni caso, quanto fatto in passato non mette in secondo piano la stagione negativa appena trascorsa. Eravamo abituati a vincere ed è chiaro che quando non lo fai ci rimani male. Gli esoneri dei due tecnici sono la fotografia della nostra stagione”. Le critiche: “Chi è abituato a vincere, quando non ci riesce, soffre. Ci hanno accusato di essere una squadra senza fame, ma secondo voi Jordan, Federer, Nadal o gli All Blacks hanno voglia di perdere?”.
Le critiche mosse contro i senatori: “Mi sono sentito parte di un gioco giornalistico al quale sono abituato da quindici anni. Ho preferito il silenzio e quando ho avuto qualcosa da dire, l’ho fatto attraverso un comunicato stampa”. Le lacrime nella gara col Catania: “Non piansi per il cambio, ma per il momento che la squadra stava vivendo. Un pianto di rabbia per una situazione che non avrei mai pensato di vivere. Io intoccabile? Sono rimasto fuori contro il Marsiglia, contro la Juve a Torino e contro lo Schalke l’anno prima. Quelle lacrime hanno rafforzato il rapporto con i tifosi”.
Titolare indiscusso nel corso degli anni: “Ho avuto la fortuna di avere degli allenatori che hanno sempre creduto in me. Credo ancora di poter essere utile. Non mi sento finito”. L’Inter vuole ripartire: “Pensiamo già alla prossima stagione, come sempre, anche dopo il Triplete. Vogliamo partire bene perché rimontare in Italia è stancante”.
Rifondazione o piccoli ritocchi: “Non sono discorsi che devo fare io, ma la dirigenza. Io penso solo a recuperare palloni e far ripartire l’azione. Se parlo do da mangiare a chi dice che nello spogliatoio nerazzurro si decidono acquisti e formazioni”. I famosi ‘clan’:“La storia dei clan è venuta fuori con Ibrahimovic e il suo libro. Se uno parla di clan, fa più rumore di cento che sostengono il contrario. All’Inter ci sono amicizie come in tutte le aziende”.
Lottare contro la Juventus: “L’anno prossimo partiremo da zero e non da meno ventisei. Nello sport è sempre più difficile confermarsi. Nemmeno il Barcellona ha vinto quattro campionati di fila. La Juve ha vinto con merito una competizione lunga come il campionato, nella quale incidono gli errori arbitrali e la fortuna. Vince chi ha la squadra più forte. I loro scudetti? Non capisco perché non mi chiedete quanti scudetti ha il Milan, il Genoa o il Torino. Poi la matematica non è un’opinione”. La forza della Juve: “Conte e i giocatori hanno retto bene la pressione del primo posto, dopo che negli ultimi anni non erano abituati”.
Messi si avvicina: “Essere superati da lui è un onore. Da dieci anni vincevo sempre un trofeo. E’ bastato un anno senza vittorie per farlo avvicinare”. Dopo i complimenti a Mourinho e Mancini, si parla della stagione negativa di Forlan: “Potete farmi la stessa domanda su altri 15-20 uomini. Quando una stagione va male, i singoli ne risentono”.
Palacio può essere utile: “Ci conosciamo bene. A inizio carriera segnava di meno e cercava sempre l’assist. L’Italia gli ha dato molto. Non credo avrà difficoltà d’ambientamento. Ci può fare comodo, anche se la squadra lo deve aiutare. Vorrebbe dire che la prossima stagione sarà diversa da quella appena passata”. Ultima domanda su Lavezzi: “Leggo sempre di tanti campioni accostati all’Inter, ma ci siamo forse dimenticati che qui abbiamo tanti campioni. Vedremo che succederà da qui al 31 agosto”.