LA LINGUACCIA DEL “TE LO AVEVO DETTO”
FONTE: CANALEINTER.IT
Sorriso, linguaccia, occhiata, “te lo avevo detto”. Il siparietto inscenato ieri sera da Julio Cesar e Zlatan Ibrahimovic in occasione del rigore del momentaneo 1 a 1, non volendo, ha racchiuso in sé il senso di tutta la storia del campionato interista.
Un’altalena di emozioni che è scesa miseramente in occasione della due sconfitte contro il Novara per poi risalire di slancio al doppio trionfo con gli odiati cugini milanisti. Un “te lo avevo detto” urlato con forza dalla Beneamata che ha mandato “al Diavolo” la classifica per giocare una partita fatta di cuore e di voglia, sia per rimanere aggrappata a quell’unica, flebile speranza di conquistare un posto in Champions, sia per chiudere con un largo sorriso una stagione che ha fatto dell’instabilità il suo leitmotiv.
I quattro gol rifilati al Milan, però, recano anche una nota acre, questo è indubbio. Il rimorso di non aver saputo esprimere mai fino in fondo le qualità di una squadra non eccelsa ma, sicuramente, non da sesto posto. Quattro sberle date in faccia ai rossoneri che bruciano anche in fondo al cuore degli interisti, perché collezionare svariate figuracce con gli undici visti scorrazzare ieri sera sembra davvero impossibile. Le domande sono tante, gli interrogativi da porsi per il futuro, forse, sono ancora di più.
Eppure è apparso evidente che, con una guida tecnica più “di cuore” e con uno Sneijder in pianta stabile, le cose sarebbero andate diversamente. Così come è altrettanto lapalissiano che i correttivi da applicare alla rosa siano diversi, continuando con l’opera di ringiovanimento di una rosa troppo stanca per reggere i ritmi frenetici che il calcio moderno impone e con l’aggiunta di un paio di “pezzi grossi” capaci di fare la differenza solo accarezzando il pallone.
L’Inter ha abdicato da qualche tempo, relegando nel cassetto dei ricordi il palcoscenico dei trionfi. Ma a noi, in fondo, la Beneamata piace anche così, quella squadra folle in grado di far emozionare, di far vivere sensazioni fortissime e tirar fuori quella linguaccia sbarazzina quando meno te lo aspetti, così, giusto per farci sorridere e per farci battere ancora una volta forte il cuore.