L’Inter accelera per Destro
L’ordine è arrivato dall’alto: “Fate di tutto per riportare Destro all’Inter, è un campione”.
Da allora, ed eravamo ancora in inverno come ricorderete (Moratti voleva e vuole anche Lucas e/o Balotelli), di passi ne sono stati fatti molti da parte di Branca e Ausilio.
Il primo è stato quello di ricostruire il rapporto con Mattia, profondamente deluso dal fatto di essere stato ceduto interamente al Genoa un anno prima come contropartita tecnica nell’operazione Ranocchia. Specialmente dopo aver ascoltato pubbliche e soprattutto private attestazioni di stima non solo dei tecnici che lo hanno allenato e cresciuto, ma anche di alti dirigenti.
Tutti gli preannunciavano un grande futuro a Milano, tanto che era stato aggregato alla prima squadra allora allenata da un certo Josè Mourinho che sentenziò che non fosse maturo e pronto, sia tatticamente che a livello di personalità, per stare con i futuri eroi del Triplete.
In rossoblù non convinse appieno (il carattere è complicato, diffidente, indolente, sempre bisognoso di stimoli forti), tanto che Preziosi lo cedette in prestito oneroso con diritto di riscatto della metà (valutazione totale di circa 9 milioni dopo averlo acquistato per 7 da noi) al Siena. Qui l’incontro che sta cambiando la carriera di Destro: Giuseppe Sannino, un mister che sa come lavorare con i giovani e a suon di urla, consigli e anche insulti, ha puntato forte su di lui e lo ha portato fino alla Nazionale. Ricambiato con segnature in doppia cifra.
Il lavoro ai fianchi di dirigenti come Paolillo e Ausilio, favorito dal buon rapporto con il suo agente Contratto, ha allentato le tensioni e, come dimostrano le ultime dichiarazioni ai giornalisti, l’Inter è tornata ad essere una delle opzioni per il suo futuro. La principale.
I nerazzurri hanno mantenuto una sorta di opzione morale sul ragazzo, una promessa fatta da Preziosi a Moratti secondo la quale, in caso di cessione, il club nerazzurro sarebbe stato interpellato per primo.
Ma prima va sbrogliata la matassa tra Genoa e Siena, da poco proprietari al 50% del cartellino.Non avendo ottimi rapporti con Perinetti, Branca si affida a Capozzucca: prima lo riscattate voi, poi lo trattate con noi.
Peccato che lo scenario sia profondamente cambiato nelle ultime settimane. Sia perchè stanno cambiando i direttori sportivi e generali da ambo le parti (e sotto la Lanterna arriva Lo Monaco…) sia perchè incombe la mannaia del calcioscommesse nel quale il club ducale (ma forse anche quello ligure)è sicuramente coinvolto.
L’Inter ha quindi spinto sull’acceleratore per chiudere i giochi nel più breve tempo possibile (sarà nel bilancio di giugno), mentre la pre-convocazione per gli Europei ha fatto schizzare il suo prezzo sempre più vicino ai 20 milioni. In agenda gli incontri con rossoblù (cash più contropartite, non solo Kucka) e, novità recente, anche con Mezzaroma (vorrebbe affidarsi a Capozzucca…), con il beneplacito di Preziosi.
Chi obietta che stiamo ricomprando (a peso d’oro) un ragazzo che era nostro e che voleva diventare un grande da noi, non posso che ricordare che se lo lasciassimo alla concorrenza commetteremmo un doppio errore. Almeno è quel che pensano in corso Vittorio Emanuele e tutti gli addetti ai lavori (anche io, tecnicamente è fantastico, ha margini di miglioramento enormi, specie nella partecipazione alla manovra).
Senza dimenticare che allora l’acquisto di Ranocchia, con Samuel e Cordoba infortunati, era considerato indispensabile per conquistare un posto nell’Europa che conta, tanto da anticiparlo di 6 mesi.
Senza la Champions e con uno Stramaccioni in panchina (con i giovani ci sa fare sicuramente, da capire in che ruolo lo imposterà) potremmo anche cambiare quella brutta abitudine di investire su elementi di talento e farli marcire in panchina o tribuna, senza uno straccio di programmazione e strategia (ultimi esempi Castaignos e Coutinho).
Chissà che dal deserto possano finalmente nascere fiori…
Fonte: Fabbricainter
