RifondInter - Senatori e giovani: il punto sul nuovo corso nerazzurro



© foto di Federico De Luca
La congiuntura economica morde, il fair play finanziario vuole la sua parte e i successi sportivi – i trofei – non sono più quelli di qualche anno fa. Per questa ragione, ma anche per altre, è cambiato il modo di agire sul mercato di Moratti e dei suoi uomini, Branca e Ausilio. Sono due le strade sulle quali si insisterà, da qui ai prossimi 12-24 mesi, Champions permettendo.
GLI EROI DEL TRIPLETE NON SARANNO MAI DIMENTICATI – Gente come Milito, Chivu, Samuel difficilmente lascerà l’Inter senza offerte faraoniche da parte di club inglesi, russi o arabi. Ed è questa la ragione, oltre ovviamente all’affetto che Moratti nutre per i dieci-quindici giocatori che hanno dato vita al ciclo Mancini-Mourinho, per la quale non ci si staccherà facilmente da loro. E la riprova sta nel fatto che quando Chivu era stato già dichiarato un ex nerazzurro sin dallo scorso dicembre ecco che la dirigenza nerazzurra spiazza tutti e gli offre un biennale con opzione per il terzo anno.
Certo, non è detto che Chivu rimanga (ha offerte economiche superiori in tutta Europa), ovviamente con ingaggio ridotto se non dimezzato, ma la strada è stata tracciata, così come fatto in passato con gente come Milito, Lucio, Samuel, Julio Cesar, Zanetti, Cambiasso, Stankovic, Maicon. Questo perché Moratti crede che per poter ripartire l’Inter abbia bisogno di gente da Inter (tipo Ranocchia) ma sa bene che far diventare Ranocchia gente da Inter non è facile né immediato: ergo ci vuole tempo, e i giovani in casa Inter ce l’hanno sempre, e in più ci vuole l’esperienza dei senatori. Per questa ragione, ad oggi, non è lecito pensare che una rifondazione in casa Inter veda coinvolti gli eroi del Triplete.  
UNA NUOVA GENERAZIONE E’ GIA’ PRONTA – I giovani ci sono già: Bardi, Belec, Faraoni, M'Baye, Alvarez, Poli, Obi, Duncan, Krhin, Castaignos, Livaja, Caldirola, Coutihno, Benedetti, Juan Jesus, Jonathan. E sono quasi pronti. Certo, non si può pensare che tutti faranno o potranno far parte dell’Inter del prossimo quinquennio, ma come è stato chiaro anche nel recente passato – e Coutinho ne è l’esempio più lampante – con i giovani ci vuole molta pazienza, bisogna farli sbagliare, bisognerà anche perdere dei punti, per stargli dietro e farli crescere. Ma non si può fare altrimenti, pena il vedere sbocciare – come nel recente passato – i giovani altrove (vogliamo parlare di Destro?) o vedere senatori giganteggiare altrove (i soli esempi di Seedorf e Pirlo dovrebbero e potrebbero bastare). 
È questo il nuovo corso nerazzurro inaugurato già da qualche tempo dal club nerazzurro: ora, particolare di non poco conto, starà anche alla tifoseria accoglierlo e farne parte. Con un po’ di pazienza si tornerà a vincere: ma non subito.