Sogno o son sesto?

EDITORIALE ESCLUSIVO X FCINTERNEWS.IT DI FABIO COSTANTINO



© foto di Markus Ulmer/PhotoViews
Difficile sperare che questa domenica potesse regalare particolari gioie, il terzo posto ce l’eravamo giocato nei mesi scorsi prima ancora di Parma, dove in pratica è arrivata la certificazione finale. Stramaccioni le ha provate tutte, ha fatto delle scelte anche impopolari, ha rianimato un gruppo spento e ha illuso i tifosi di poter davvero compiere la miracolosa rimonta. Invece nulla da fare, il sesto posto è quello che alla fine, numeri alla mano, si merita questa squadra. Piazzamento indecoroso per dei colori che solo un paio di anni prima dominavano in Europa e nel mondo, ma tant’è. Non l’abbiamo scoperto ieri sera che quest’annata sarebbe terminata senza gloria e all’Olimpico la regola è stata rispettata alla perfezione. Un incubo quanto mai realistico.
Amen, non piangiamoci addosso anche perché non servirebbe a nulla. Riflettiamo, finalmente a bocce ferme, su tutti i madornali errori commessi durante una delle stagioni più disgraziate dell’epoca moderna. Ognuno si batta il petto tre volte e facciamea culpa, riconoscendo i propri errori e imparando da essi. Il tormento è finalmente concluso, archiviamo questo 2011/2012 e ringraziamo Strama per l’ottimo impatto su questa squadra, che gli ha fatto guadagnare una meritatissima conferma. Più che da certi giocatori, è giusto che la ricostruzione prenda il via dall’allenatore, le cui indicazioni, mi auguro, verranno seguite alla lettera dal club. Anche perché, con il sesto posto, non ci sarà neanche il tempo per rifletterci troppo, visto che l’Europa League chiama già il 2 agosto. Meno vacanze, più lavoro per tutti.
E nessuno in casa nerazzurra si lamenti se dovrà riprogrammare le ferie, ognuno ha delle responsabilità per questo psicodramma durato 9 mesi, quasi un parto traumatico. E da questa gravidanza dovrà nascere un’Inter più competitiva, futuribile e degna di indossare questi colori. Da oggi so già che si parlerà solo ed esclusivamente di mercato, il tempo dei processi è ormai concluso e i verdetti del rettangolo di gioco sono coerenti con i valori espressi. Bisogna rinforzarsi quanto prima, per presentarsi alla prima chiamata europea con l’abito buono, perché pur non essendo Champions si tratta di una competizione che merita rispetto e va onorata fino in fondo. Non dimentichiamoci che l’ultima edizione ha visto trionfare l’Atletico Madrid, passato dalle forche caudine di due preliminari fino alla finale di Bucarest contro il Bilbao. Un precedente che lascia ben sperare.
Ma ora è presto per fare certi discorsi, non escludo che le sentenze di Scommessopoli possano ribaltare l’esito dell’ultimo turno di campionato. Ma guai a rimanere passivi in attesa della giustizia sportiva, sarebbe una scusante per non ricostruire con convinzione. Il tifoso se l’aspetta, vuole che la società reagisca e non si limiti solo a controllare il bilancio (voglio fidarmi delle parole di Stramaccioni, dai...). I giocatori dovranno rinunciare a un paio di settimane di vacanza, sarà questa la ‘punizione’ per un torneo così deficitario. Poco importa, anche noi sostenitori siamo pronti a ripartire, siamo interisti e le sofferenze ci ritemprano. Tra pochi giorni l’entusiasmo ci rapirà nuovamente, magari al cospetto di qualche trattativa di mercato beneaugurante. Noi il 2 agosto saremo davanti alla tv o sintonizzati alla radio per continuare a seguire l’Inter, in qualche modo parteciperemo, per solidarietà, al taglio delle ferie imposto ai calciatori. Nella speranza che questi 9 mesi di sofferenza ci regalino l’inizio di una nuova era a tinte nerazzurre. Adesso stacchiamo la spina per qualche ora, poi tuffiamoci nel mercato. È il momento di tornare a essere protagonisti.