Strama: "Così ho stregato Moratti. Lavoriamo sul mercato, vi svelo..."



Fonte:
 Inter.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
È una "Prima Serata" tutta speciale quella che Inter Channel propone oggi. Ospite in studio, con il direttore Edoardo Caldara, è Andrea Stramaccioni. L'allenatore nerazzurro è in famiglia negli studi del canale tematico nerazzurro, una battuta tira l'altra, mentre gli sistemano il microfono ma, quando dalla regia parte il countdown sulla diretta, eccolo apparire in panchina: una clip, un collage di immagini, nove partite che racchiudono occhi, gesti, movimenti, urla, sorrisi e abbracci e lo sguardo è rapito.
"Sembrava di guardare l'allenatore dell'Inter... ", esclama non appena le telecamere si accendono, e questa considerazione porta a chiedergli se ora, a quasi due mesi dal suo arrivo in prima squadra, si senta a tutti gli effetti l'allenatore dell'Inter. "C'è sempre una parte inconscia che ancora non ci crede", questo anche se il presidente Moratti ha dichiarato che non è stata una follia sceglierlo, ma anzi la cosa più intelligente da fare in quel momento. "Lo ringrazio - replica Stramaccioni -, diciamo che ha fatto una grande giocata, ha avuto un'intuizione davvero particolare e ve lo dice colui che ne ha beneficiato".
Si parla di follia, ma non basterebbe una puntata per spiegare il rapporto che ha con Stramaccioni: "Questo è un capitolo interessante, e forse servirebbe un lettino... Non so se follia è la parole giusta, ma c'è una sorta di imprevedibilità, a volte anche con me stesso. Credo, e lo vedo anche sui miei calciatori, che ci sia una parte razionale e una parte che sfugge anche al tuo di controllo, qualcosa che va da sola, che hai dentro e che non hai imparato da nessuna parte. Questo è proprio il valore aggiunto, quella diversità che mi ha consentito di essere qui o magari di convincere il presidente: credo di averlo colpito con questa parte di me, non con la razionalità, ma questa è solo una sensazione".
Si prosegue su quella che sarà la nuova stagione: "In questo lavoro esistono pochi momenti di stacco perchè finito il calcio giocato, inizia quella che è la fase più delicata, più complicata, sopratutto per me perchè so bene che, una cosa è gestire nove partite, un'altra è programmare una stagione dall'inizio. In questo, il presidente Moratti in primis, poi Marco Branca e Piero Ausilio stanno già lavorando insieme con me, e questo già da qualche tempo".
Guardare, vivere il calcio da fuori, poi a un certo punto entrarci, farne parte e parlare di campioni che adesso fanno parte della squadra che tu stesso alleni. Questo è capitato a Stramaccioni che, a tal proposito, sorride e racconta un simpatico aneddoto: "Finita una riunione con il presidente Moratti, ero in auto con mio fratello e mia moglie, che sono un po' i miei confessori, e parlavo di un nome piuttosto che di un altro. Mio fratello ha iniziato a ridere e mi ha detto "Andrea, sembra l'asta del fantacalcio", invece era la realtà. Credo che questo mix, tra grandissima professionalità e la lucidità, il non prendersi troppo sul serio, nel senso di riuscire a fare delle valutazioni corrette e non rimanere prigioniero del sistema, inteso come pressione che può alle volte schiacciarti e farti commettere degli errori, sia un bene. Lo sto imparando sulla mia pelle: serve professionalità mischiata all'essere sempre te stesso".
Essere sempre se stessi è il principio da seguire anche da chi ha il comando della panchina nerazzurra. "Mia mamma mi ha detto che stavo dimagrendo un po' troppo...", è questo l'unico aspetto nel quale si sente di essere un po' cambiato Stramaccioni da quando è diventato allenatore dell'Inter: "Posso dirlo quasi con certezza, credo di essere sempre me stesso e chi mi conosce lo sa. Certo, lavoriamo al top, è diversa tutta la mia professionalità, è più sollecitata, ma l'Andrea uomo è sempre lo stesso".