Inter incompleta: ecco i quattro colpi per tornare al top
Esclusiva per fcinternews.it ALESSANDRO CAVASINI L'allarme suona. Non è di colore rosso e il volume resta sommesso, ma suona. Suona perché l'Inter ha evidentemente qualche lacuna di organico da colmare al più presto. Senza fare del facile calciomercato e senza voler a tutti costi praticare il gioco più di moda tra i tifosi nerazzurri - quello della critica preconcetta a Moratti, Branca e Ausilio -, appare necessaria una riflessione alla luce del primo mese di ritiro ormai alle spalle. La società ha puntato con orgoglio e convinzione su un tecnico giovane e preparato come Andrea Stramaccioni. Un bel passo in avanti rispetto al recente passato, colmo di errori e poche certezze. Ma non può bastare. Il mercato ha subito portato in dote Palacio e il riscatto di Guarin: due pedine fondamentali come dimostrato da questa pre-season. Poi, però, a parte la scelta di prendere Handanovic rinunciando a Julio Cesar, le entrate si sono limitate a Mudingayi, di fatto il rimpiazzo numerico di Poli. E allora ecco che, come detto, l'evidenza dei fatti si è palesata: all'Inter mancano almeno quattro tasselli per essere un team completo. Prima di tutto in rosa non si scorge traccia di un puro terzino sinistro. A meno che non si voglia impiegare in quel ruolo Juan Jesus (che sarebbe comunque adattato), la decisione di accentrare Chivu ha lasciato un vuoto, visto che né Nagatomo né Zanetti né il giovane M'Baye sono mancini. In secondo luogo, si sente l'assenza di un regista in grado di far girare la squadra. Thiago Motta non è mai stato rimpiazzato e non a caso Branca aveva chiuso con Paulinho, che non sarà la copia dell'oriundo ora al Psg, ma ha chiaramente qualità spiccate anche in costruzione. In mediana, Strama al momento dispone di centrocampisti di vario genere, ma pecca in regia. Senza contare gli acciacchi di Stankovic, la giovane età di Obi e il crociato rotto di Mariga. Di fatto, restano Guarin, Cambiasso, il solito Zanetti-tuttofare e Mudingayi. Decisamente troppo poco se si vuole aspirare al massimo. Capitolo attacco. Se Lucas rimane in cima ai desideri di Moratti qualcosa vorrà pur dire. Stramaccioni punta deciso sul 4-2-3-1, ma poi ci si accorge che manca un'ala degna di tal nome. Una in grado di saltare l'uomo e crossare in velocità: il brasiliano del Sao Paulo, in tal senso, sarebbe il massimo. E poi serve come il pane un vice-Milito. Lanciare Longo in pianta stabile in prima squadra sarebbe un grosso rischio per lui e per l'Inter. Insomma, per tornare a primeggiare, l'Inter ha bisogno almeno di un poker di acquisti. Un colpo di coda nell'ultimo mese di mercato in grado di consegnare a Stramaccioni le chiavi di un vero bolide. Le uscite dei vari Julio Cesar, Pazzini e Maicon, dopo gli addii di Forlan, Lucio e Castaignos, serviranno a foraggiare questa rifondazione. I nomi? Anche quelli noti non dispiacerebbero al tecnico romano. Detto di Lucas, tutti gli altri corrispondono più o meno agli identikit tracciati, da Kolarov a Cissokho, passando per Fernando, Sahin, M'Vila, Ramirez, Gomez, Hernandez e Denis. Per un'Inter davvero competitiva.