Le physique du role
Fonte:fcinternews.it L’avvicendamento è di quelli importanti, il ruolo dei più delicati, l’eredità è di quelle pesanti. Samir Handanovic è il nuovo portiere titolare dell’Inter, rilevato per 11 milioni di euro (più la metà di Davide Faraoni) dall’Udinese e da poche ore arrivato a Pinzolo per unirsi al gruppo nerazzurro. Lo sloveno prenderà possesso del regno di Julio Cesar che con l’Inter ha vinto tutto quello che il panorama italiano, europeo e mondiale aveva da offrire. Proprio quel Julio Cesar che si presuppone possa dire presto addio all’Inter, a causa di un ingaggio pesante (e di perplessità sulla tenuta fisica), che non rispecchiano i parametri abbracciati dalla società nerazzurra, nonostante la sua voglia di rimanere, ampiamente ribadita. E’ il turno di Samir Handanovic da Lubiana, sloveno, titolare indiscusso della sua nazionale con 56 gettoni di presenza. Arriva all’Inter dopo cinque grandi stagioni in Friuli, tutte con un rendimento incredibile, costante, che hanno consentito all’Udinese di centrare per ben due volte di fila i play-off della Champions League. Samir, portiere dal fisico statuario (193 centimetri per 88 chilogrammi di peso), dopo un inizio timido e stentato nel nostro campionato, è cresciuto esponenzialmente nel corso delle stagioni, trasformandosi in uno dei migliori portieri che il panorama italiano ed europeo hanno da offrire. Giunto in Italia nel 2004, rilevato dalla famiglia Pozzo dal Domzale, squadra nella quale è cresciuto, debutta in Serie A, 20enne, il 15 maggio 2005 in Udinese-Sampdoria 1-1, al posto dell’infortunato Morgan De Sanctis. La stagione successiva viene ceduto in prestito al neopromosso Treviso. La sua prima partita con i trevigiani è al Meazza, proprio contro i nerazzurri, gara che lo vede costretto a raccogliere in fondo al sacco i tre palloni scagliati in porta da Adriano. Le brutte prestazioni, culminate con un erroraccio in Treviso-Livorno che, sul finire del match consente a Cristiano Lucarelli di segnare il gol vittoria per gli amaranto, gli costano il posto a favore dell’esperto Zancopè. Viene poi ceduto alla Lazio dove colleziona una sola presenza. La stagione successiva. quella 2006-2007, si trasferisce in prestito a Rimini. E’ qui che inizia la sua crescita incontrastata: diviene subito uno dei migliori portieri della serie cadetta alle spalle di Gigi Buffon, sceso in B con la Juventus. L’Udinese lo richiama e si fregerà di lui per cinque stagioni. Samir è un portiere molto alto e dal fisico possente, bravo nelle uscite alte, fondamentale in cui negli ultimi anni è migliorato parecchio, nonostante la statura lo potesse aiutare in tal senso. Statura che comunque non gli impedisce di mettere in mostra una grande elasticità, tanto nelle conclusioni alte, in cui si estende al massimo per poter catturare i palloni destinati al sette, tanto nelle conclusioni basse o rasoterra, fondamentale in cui i portieri oltre il metro e novanta hanno grande difficoltà, esempio classico un grande numero uno appena ritiratosi come Edwin Van Der Sar. Il physique du role, insomma, c’è tutto. Particolare che però lo rende unico è il fatto di essere un pararigori nato, lo stesso che caratterizza Julio Cesar. In Italia ben 14 volte su 37 non sono riusciti a segnargli dal dischetto, soprattutto per merito del suo intuito. La sua abilità sta, come da lui stesso ammesso qualche tempo fa, nello studio minuzioso di tutti i particolari dei battitori avversari. Bravissimo è poi nella sfida sguardo contro sguardo, una capacità che gli consente di osservare l’avversario sino all’ultima frazione di secondo, prima di andare giù e decidere il tipo di parata da compiere. Le premesse sono buone, anzi ottime, le aspettative sono grandi, grandissime. A Samir Handanovic l’onore e l’onere di poter proseguire la scia dei grandi numeri uno, iniziata nei lontani anni 50 con Lorenzo Buffon, proseguita con Giuliano Sarti, Ivano Bordon, Walter Zenga, Gianluca Pagliuca sino a Julio Cesar, passando per Angelo Peruzzi, Sebastien Frey e Francesco Toldo. Un ruolo, quello del portiere, che all’Inter è carico di storia, fascino e orgoglio. Handanovic non ne sente il peso, anzi è pronto a scrivere pagine importanti di storia interista, per sedere al fianco di questi giganti dei tre pali.