Perché (forse) potrebbe Quagliare

FONTE:FCINTERNEWS.IT



© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Così diversi, così simili. Soprattutto nella loro condizione all’interno delle proprie squadre e nel modo in cui la loro situazione è esplosa. Giampaolo Pazzini da un lato, Fabio Quagliarelladall’altro, uno a Milano sponda nerazzurra, l’altro a Torino, fronte Juventus, accomunati dal fatto di vivere un’estate da separati in casa. Ai margini della rotazione di Stramaccioni il toscano, che ormai all’Inter vive e si allena in disparte e a quanto pare ha perso anche il suo numero di maglia, il 7; l’altro, invece, considerato un esubero in attacco da Antonio Conte, tecnico bianconero, che in attesa del tanto decantato top player vede il giocatore di Castellammare ormai come elemento in più, per non dire di troppo. Entrambi, poi, non hanno fatto nulla per nascondere il loro momento, affidando ad eventi pubblici la loro insoddisfazione per il momento: di fioretto Quagliarella, quando nel giorno della presentazione delle maglie dove è stato scelto come modello prende il microfono e dice: “Ormai faccio solo questo”; di sciabola Pazzini quando alla presentazione della squadra a Pinzolo dice apertamente ai tifosi di non essere considerato più parte del progetto.

Due vite parallele, due giocatori con le valigie sulla porta. E allora, ecco nascere un’idea, uno spiffero, un suggerimento: e se provassero a scambiarsi maglia, ruolo, ambiente? L’ipotesi è pazza, specie considerando uno dei soggetti in questione, ma non per questo così impraticabile: Giampaolo Pazzini viaggia da Milano a Torino, seguendo la strada già battuta da Lucio, ma contemporaneamente Fabio Quagliarella fa il biglietto e prende il primo treno in direzione opposta, accasandosi, lui napoletano doc, sotto la Madunina. Uno scambio pressoché alla pari, che accontenterebbe probabilmente tutte le parti in causa.

Pazzini è un po’ il pupillo del tandem Marotta-Paratici: furono loro a portarlo alla Sampdoria dalla Fiorentina, dove stava vivendo una situazione simile a quella che oggi lo vede incagliato all’Inter, centrando un vero e proprio colpo di mercato attraverso uno scambio con Emiliano Bonazzoli: questi in viola si eclissò, mentre il Pazzo formò con Cassano un tandem d’attacco formidabile, che trascinò i blucerchiati fino ad un passo dal sogno chiamato Champions League, prima dello sfaldamento. Marotta spera di poter far rinascere con le sue coccole Pazzini anche in bianconero, anche se rimarrebbe da capire quello che sarebbe il suo eventuale ruolo nelle gerarchie di Conte.

In quanto a Quagliarella… a cosa potrebbe servire Quagliarella all’Inter? Ha patito un lungo infortunio proprio in un momento particolarmente brillante, e da quell’istante non è più stato lo stesso. Ha giocato spesso scampoli di gara con Conte, e limita il suo bottino stagionale a quattro reti, nemmeno troppo influenti sui risultati finali. Poco, specie dando un occhio al passato dove Quaglia ci aveva abituati a grappoli di reti anche dall’altissimo coefficiente di difficoltà, specie con le maglie di Sampdoria e Udinese. Ma non di soli gol può vivere un attaccante: Stramaccioni cerca un giocatore chiave per rendere il suo attacco imprevedibile, il suo 4-2-3-1 un rebus per gli avversari? Ecco che Quagliarella con la sua duttilità, la capacità di saper agire su più ruoli in fase offensiva, di saper anche inventarsi trequartista e assist-man, potrebbe tornare utilissimo. L’Inter cerca un vice-Milito? Allora sì che torniamo a bomba, visto che il suo vizio del gol non può essersi smarrito nell'iperspazio…

Marotta cerca di rivitalizzare Pazzini, ma Quagliarella ha insomma molte carte da giocarsi per evitare di trasformarsi in un Bonazzoli-bis. Un affare, insomma, fattibile e buono per tutti, che potrebbe anche andare al di là delle storiche frizioni tra le due società. Ma riusciranno davvero i due club a mettersi alle spalle almeno stavolta l'astio duraturo e portare avanti questa trattativa? Ad oggi, è innegabile, di fronte a questa prospettiva è più facile pensare che le profezie dei Maya su questo 2012 non siano del tutto frutto di fantasia. Ma nel mondo del pallone, nulla è impossibile...