Strama, sulle orme di Mou: difesa e ripartenza letale
L’Inter esce da Bari con delle certezze in vista del terzo turno preliminare di Europa League. Difesa buona e attacco concreto, al cospetto di una condizione tutto sommato accettabile che Stramaccioni migliorerà nel corso di questa settimana con i carichi di lavoro ad Appiano. Di seguito l’analisi tattica delle due mini gare contro la Juventus e il Milan. INTER-JUVENTUS – Andrea Stramaccioni, nel primo match della serata, ha schierato un 4-3-2-1 con Jonathan, Ranocchia, Chivu e il giovane Mbaye davanti ad Handanovic. Il trio Guarin, Cambiasso e Zanetti in mediana a supporto degli uomini di fantasia Palacio-Coutinho, pronti a innescare l’unica punta Diego Milito. Antonio Conte, seppur con una formazione rimaneggiata, ha riproposto il 3-5-2, modulo che lo scorso anno fece spiccare il volo ai bianconeri verso lo Scudetto. Subito in campo Lucio nel trio difensivo con Caceres e il giovane Masi. In avanti Quagliarella e Matri, supportati dagli inserimenti di Marrone, Asamoah e Vidal. Lichsteiner e De Ceglie hanno agito da fluidificanti. L’inizio, nonostante i pochi giorni di lavoro nelle gambe, è stato a favore della Juventus che ha imposto il suo solito ritmo sulle fasce. La difesa nerazzurra è apparsa in difficoltà. Matri e Quagliarella hanno fatto ammattire i difensori centrali interisti, poco supportati dal centrocampo, costretti a salvarsi per il rotto della cuffia. Il gol di Coutinho, arrivato dopo uno svarione dell’ex Lucio, ha dato maggiore fiducia ai nerazzurri che hanno controllato meglio il match, sofferto il giusto e cercato di dare sfogo alla manovra in maniera verticale, servendo Diego Milito e cercando la ripartenza veloce. Fredy Guarin, ancora una volta, ha dimostrato di essere l’elemento più in palla della mediana nerazzurra, un po’ in difficoltà invece Esteban Cambiasso. Sul finire dei 45 minuti, i carichi di lavoro si sono fatti sentire e la Juventus è calata vistosamente. Stramaccioni ha poi eseguito tre cambi: Longo per Palacio, Nagatomo per Coutinho, Silvestre per Mbaye, e la squadra ha conservato l’1-0 con un attento 3-5-2. INTER-MILAN - Stramaccioni torna al 4-2-3-1 proponendo in difesa la coppia Silvestre-Chivu, Nagatomo a sinistra e Mbaye sulla destra, davanti a Belec. Capitan Zanetti è stato impiegato come ala destra. Palacio e Coutinho completavano la batteria di trequartisti dietro Milito. E’ stato però il Milan, infarcito di giovani, ad avere il possesso del pallone nei primi minuti. I rossoneri hanno cercato d’imporre un ritmo alto sin dalle prime battute di gara, tenendo l’Inter nella sua trequarti, un’Inter incapace di riuscire a costruire gioco. I nerazzurri si sono limitati a controllare in difesa e cercare la rapida ripartenza, come nel primo mini match contro la Juventus. La costruzione della manovra, nei primi quindici minuti, è stata quasi assente e la squadra non è riuscita a presentarsi dalle parti di Amelia. Subito il gol di El Sharaawy, l’Inter ha cercato di reagire. Molto bello è stato, nella coralità e nei movimenti, il gol del pareggio di Guarin, ben assistito da Palacio, bravo nello scalare sull’esterno, favorendo il movimento centrale del colombiano che segnava di testa. El Trenza si faceva poi trovare pronto nello scatto che portava l’Inter al gol del vantaggio. L’argentino, dopo l’assist e il gol, si è trasformato. Contemporaneamente Coutinho si eclissava e Cambiasso cresceva. La girandola di cambi finali serviva a mostrare uno Stramaccioni alchimista: il tecnico romano proponeva una difesa con Ranocchia e Chivu centrali e Matias Silvestre terzino destro, altra nota positiva della serata. Una soluzione sulla quale il tecnico romano sta lavorando alacremente.