Strama: "Ora siamo una squadra. L'arbitro? Adesso non esageriamo..."


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Andrea Stramaccioni si presenta ai microfoni di Sky evidentemente felice, sebbene stravolto per la tensione accumulata.
"Bene due cose. L'approccio alla partita, una cosa in cui avevamo lavorato tanto. E poi in una condizione di grande difficoltà con l'inferiorità numerica, non abbiamo concesso al Milan la sua arma migliore, ossia il palleggio al limite. Non abbiamo rinunciato a ripartire con i giocatori che avevamo in campo: carattere importante, oggi era difficile. Lo Scudetto? La classifica la lasciamo stare, pensiamo alla crescita. Stasera grande carattere, grande testa: indice di una forza mentale e di un'ottima organizzazione".
Sull'arbitro: "Io credo che l'arbitro abbia arbitrato al meglio delle sue facoltà. Io ho perso la pazienza solo su un fallo, ma poi ho chiesto scusa. Sono peccati di gioventù da Serie A".
L'espulsione era giusta (gli esclamano da studio): "Era giusta? (ride, ndr). Se ora devo dire che l'arbitro ha danneggiato il Milan mi sembra di esagerare. Il giocatore ce l'ha caciato a noi! A parte tutto, dico che nel calcio di oggi un'espulsione di condanna. Sul secondo giallo eravamo a metà campo, El Shaarawy continua a giocare. Rendiamoci conto...".
"Dobbiamo migliorare la continuità nel fare la partita - continua il tecnico nerazzurro -. Ma ora c'è la sensazione che in campo c'è una squadra che ti può far sempre male, corta, organizzata. Eravamo partiti forte, anche nel secondo tempo con Guarin, ma poi in 10 si è sofferto e il merito dei tre punti è tutto dei ragazzi. L'unica cosa che non abbiamo eseguito bene è stato innescare Coutinho. In difesa, invece, siamo stati bravissimi con gente che fa male nell'uno contro uno. Mi sono arrabbiato per due palle perse di Juan, in cui ci potevano fare gol".
"L'unica cosa che mi fa piacere è quando dicono che lavoro tanto sul campo. L'esultanza? Questa curva, dopo Inter-Siena, mi aveva tributato uno striscione che non penso di aver meritato. Ci avevano sostenuto sempre, magari altri fischiavano. Per questo io non dimentico e dedico anche a loro la vittoria".