Lucarelli : "Willian ricorda Kakà, Fernandinho un top. L'Inter..."

esclusiva fcinternews.it



Adesso, allena gli Allievi del Parma e incanta tutti a suon di vittorie. Nel passato di Cristiano Lucarelli, però, ci sono tantissimi gol segnati e una leadership da capitano nato. E c'è anche lo Shakhtar Donetsk, nel 2007/2008 La squadra del momento, protagonista di una Champions League a livelli straordinari e con in vetrina talenti da urlo. Due, in particolare, capaci di rapire le attenzioni anche del d.s. dell'Inter, Piero Ausilio: Willian, un numero 10 atipico, e Fernandinho, centrocampista ideale per una mediana a tre. Con entrambi, Cristiano ha giocato in quella stagione in Ucraina. E a FcInterNews.it, Lucarelli in esclusiva ha detto la sua proprio sui gioielli di Lucescu.
Cristiano, hai giocato con Fernandinho e Williansono le due grandi sorprese di questo Shakhtar che incanta l'Europa.
"Colpa di chi non li conosceva (ride, ndr). Chi li conosceva, come me, già negli anni scorsi poteva capire che fossero giocatori di potenzialità davvero notevole".
Hai notato immediatamente le loro qualità?
"Fernandinho già quando c'ero io era un giocatore in rampa di lancio. Per Willian, si capiva che avesse talento. Ho giocato assieme a loro e non mi sorprendo a sentir parlare così tanto di loro. Erano già decisamente bravi".
Willian varrebbe un investimento da circa 30-35 milioni per l'Inter?
"Il ragazzo è stato pagato tanto già all'epoca, mi sembra 10 o 11 milioni, quando lo Shakhtar lo prese. Poi ha fatto benissimo, quindi è normale che le cifre siano quelle. Più che altro, non credo che a quelle cifre sia arrivabile a tante società".
Fernandinho forse - per il gioco di Stramaccioni - è un profilo di giocatore ancor più interessante.
"Non so se per l'Inter sia ideale, però sa bene cosa vuol dire giocare in una grande squadra. Fernandinho è comunque in una big come lo Shakhtar, quindi come ha fatto bene a Donetsk, esattamente come per Willian può far bene ovunque".
Intanto, Stramaccioni studia lo Shakhtar di Lucescu e il suo gioco.
"Stramaccioni mi pare bravo da sé, poi è chiaro che per una crescita professionale ci si può ispirare ad altri allenatori o al gioco di determinate squadre. Quella è una cosa che saprà Andrea, ma i risultati dimostrano come possa far bene anche senza altri tecnici a cui ispirarsi".
Chiudiamo proprio con Willian, di cui si parla tanto: è un numero 10 atipico, chi ti ricorda?
"Willian mi ricorda Kakà per caratteristiche, progressione palla al piede e tanto altro".