Pea: "Mou e WM, c'è un fattore comune. Obi e Destro..."

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Con la Primavera dell'Inter ha alzato al cielo numerosi trofei, col Sassuolo sfiorò l'anno scorso la promozione in Serie A: Fulvio Pea è un allenatore che non si pone limiti. Non vuole parlare del suo futuro: "Mi è scaduto il contratto col Padova, ora sto valutando altre strade", ma ripercorre insieme a noi - in esclusiva - quella che è stata la sua lunga esperienza da allenatore. Ha lavorato a stretto contatto sia con Mazzarri che con Mourinho e custodisce gelosamente i segreti appresi dai due. 
Pea, lei che ha lavorato sia con Mazzarri che con Mourinho, ci può dire cosa ha imparato da ognuno dei due?
"Mazzarri l'ho visto per due anni lavorare alla Samp nella parte iniziale della stagione, quella dei ritiri. E' molto preparato dal punto di vista tecnico e tattico. Riesce a dare un'identità molto precisa alla propria squadra. Mourinho sa sfruttare al meglio le potenzialità dei propri giocatori. Sono allenatori diversi, ma entrambi con una mentalità vincente".
Sono due allenatori paragonabili?
"Sono due personaggi diversi, non vuol dire però che non possano raggiungere gli stessi risultati. Non c'è una sola regola per poter vincere, ma tante strade. Ognuno con il proprio credo, il proprio stile e la propria filosofia. Uno li ha già raggiunti, ma anche l'altro può arrivare benissimo a risultati molto importanti".
Tanti giovani nerazzurri in Nazionale U-21. Si sente orgoglioso di aver accompagnato una buona parte di loro nel delicato percorso di crescita?
"Mah, io penso che l'allenatore sia un piccolo ingranaggio dentro una grande macchina. Sono stato fortunato a vivere anni importanti alla Samp e all'Inter. Il merito va soprattutto alle due società. C'erano due grandi direttori sportivi: Ausilio nell'Inter e Paratici allora nella Samp hanno saputo costruire quei giovani talenti, diventati poi da grande squadra. Sono stato fortunato di aver lavorato in due grandi società".
La panchina dell'Inter è un sogno o un obiettivo?
"Io alleno per passione. Non ho obiettivi, se non quello di avere il piacere di allenare senza pensare a cosa farò l'anno successivo. Vivo le mie esperienze con grande intensità, ma senza pensare troppo in là".
Ha ricevuto altri sms da Mourinho?
"Quelle sono cose molto private che vanno al di là del lavoro".
Con la Primavera dell'Inter ha avuto con sé sia Destro che Obi. Uno ha già lasciato Milano, forse troppo presto, l'altro potrebbe farlo quest'estate...
"Cedere Destro è stata un'esigenza. Non è vero che l'Inter lo ha sottovalutato. C'erano altri obiettivi, molto importanti e ha pensato di inserirlo in una trattativa delicata. Tutti sanno il suo valore. Obi è un giocatore dalle qualità indiscusse, ha sempre avuto problemi fisici e gli servirebbe più continuità per fare il salto di qualità".
Stramaccioni venne promosso dalla Primavera alla prima squadra. Ha provato un pizzico di invidia in quel momento?
"Ma assolutamente no. Se l'Inter ha fatto quella scelta, vuol dire che ha valutato che il mister era pronto per quell'esperienza in quel momento".
Forse è proprio quella scarsa gavetta che poi ha pagato...
"Tutti gli allenatori pagano per un motivo o per l'altro, è stato sfortunato".